Melograno superfood

Briut / App, dieta e tecnologia, le virtù anti-diabete del vino rosso

Salute

di Marina Gersony

Alimentazione: cinque app israeliane insegnano a nutrirsi senza rinunciare al palato

fooducate1Volete sapere qual è l’indice glicemico del vostro cholent? Siete a corto di idee in fatto di menù vegano? Avete paura di capitolare davanti al tiramisù e mollare la dieta? Niente paura, una task force di cinque app israeliane sta correndo in vostro aiuto. Si tratta di Fooducate, creata da Hemi Weingarten, di Go Vegan di Yehuda Goldner e di My Diet Coach per smartphone, creata da Anat Levy per Apple Watch, (Anat faceva parte della nostra Comunità fino a pochi anni fa). Fooducate analizza gli alimenti mentre siete per esempio al supermercato grazie a un finder che scandisce il codice a barre stabilendo qualità e grado nutrizionale; Go Vegan visualizza piatti vegani e indica i ristoranti; My Diet Coach insegna a nutrirsi bene e, schiacciando il “tasto di panico”, a resistere in attesa che la fame svanisca. E che dire poi di Nutrino? Ideata da Jonathan Lipnik e Yaron Hadad, Nutrino raccoglie info sullo stato di salute e propone piatti ad hoc monitorando ogni progresso. Mentre, infine, fondata da Alin Cooperman, MakeMyPlate propone un elenco visivo di pasti bilanciati sulla base di linee guida nutrizionali.

Vino rosso contro diabete e colesterolo
Vino rosso: un bicchiere al giorno toglie il medico di torno. I medici lo ripetono da tempo (meglio a cena, comunque), lo leggiamo su riviste e siti web; insomma, sui benefici del vino pensavamo di sapere tutto. E invece no. L’ultimo studio, diretto dall’Università Ben-Gurion del Negev, in Israele, ha rilevato che un bicchiere di vino rosso ogni sera può migliorare la salute cardiovascolare delle persone con diabete di tipo 2, aiutandole anche a gestire il colesterolo. Lo studio è stato effettuato su 224 pazienti con diabete, di età compresa tra 45 e 75 anni, che generalmente non bevono alcol. Ad alcuni di loro è stato chiesto di iniziare a bere moderatamente vino nell’ambito di una dieta mediterranea. Con risultati sorprendenti.

Datteri e melograno contro l’arteriosclerosi

Buchi di memoria, neuroni in caduta libera, sinapsi rallentate, una vaga arteriosclerosi? Nel melograno la soluzione. Un alimento notoriamente miracoloso: una ricerca i cui risultati sono stati resi noti di recente ci racconta che un team di ricercatori del Technion, guidati dal professor Michael Aviram della Facoltà di Medicina e Rappaport Rambam Medical Center, ha scoperto che il melograno non possiede solo proprietà terapeutiche e antitumorali. Una seconda ricerca dello stesso team rileva che la combinazione di succo di melograno e datteri fornisce massima protezione contro l’arteriosclerosi (www.ats.org/news/pomegranate-date-cocktail-a-day-keeps-the-dr-away/). Ma per tornare ai nostri rimonim, è utile sapere che i semi, ripuliti dalla pellicina bianca, possiedono poche calorie (100 grammi circa 60 kcal), ideali per un’azione depurativa e drenante. Tuttavia è bene non esagerare: alcuni componenti del succo di melograno possono interagire con alcuni farmaci alterandone l’assorbimento. Un superfood pieno di flavonoidi e antiossidanti, che cura disturbi allo stomaco, menopausa e vampate, emorroidi, congiuntivite, osteoartrite, abbassa la pressione e il colesterolo, stimola il sistema immunitario, scongiura l’influenza.

 

Dimmi che batteri hai e ti dirò come dimagrire

Batteri che vai, dieta che trovi. In altre parole, dimagrire o meno dipende dal nostro cosiddetto “profilo batterico”. Di cosa si stratta? Guidati da due scienziati israeliani, Eran Segal e Eran Elinav, un gruppo di biologi sta indagando sul perché alcune persone reagiscano alle cosiddette diete sane e altre no. L’ipotesi è che i batteri, nel tratto intestinale, possano variare da persona a persona e che ciascuno di noi digerisca il cibo in modo diverso. La ricerca suggerisce un algoritmo informatico che potrebbe prevedere il modo in cui i corpi di ciascuno risponderanno a determinati alimenti, creando un piano alimentare su misura secondo il proprio profilo batterico. La ricerca è ancora in corso.

Vibrazioni contro il mal di schiena

The-device-is-launching-after-a-successful-Indiegogo-campaign.-Photo-courtesy-of-UpRightSi chiama UpRight, è stato ideato da un team israeliano guidato da Oded Cohen (CEO) e consente di migliorare la postura e prevenire o alleviare il mal di schiena. È un dispositivo da applicare nella regione lombare mediante un adesivo ipoallergenico. Dei sensori ci avvertiranno così, grazie a delle vibrazioni, quando correggere la postura. Chi indossa UpRight per meno di un’ora al giorno, sostiene l’azienda, addestra muscoli e insegna a sedersi e a stare eretto in modo corretto dopo solo due o tre settimane. Un’app opzionale per Android genera un programma di allenamento personalizzato con tanto di feedback in tempo reale.
http://www.uprightpose.com

 

Un cuore forte fai da te con elettrodi e fasci di luce
Cardiopatie Da Israele, ricerca e nuove soluzioni pacemaker

Dr_Andrea FinziChe Israele abbia un primato d’avanguardia in fatto di ricerca medica, totalizzando il maggior numero di lavori e scoperte scientifiche, è risaputo. A cominciare dallo studio di patologie cardiache, una ricerca in pole position grazie alla messa a punto di strumenti innovativi, per migliorare la qualità della vita in pazienti a rischio di arresto cardiaco. Uno fra tutti è il CardioFit, della BioControl Medical, un dispositivo di monitoraggio molto semplice che può essere utilizzato comodamente da casa. Se infatti i ripetuti ricoveri del pazienze possono essere fonte di ulteriore stress, starsene in casa propria aiuta a diminuire i rischi di affaticamento cardiaco, e a maggior ragione se possediamo uno strumento adatto a portata di mano. «Si tratta di un pacemaker impiantabile che, attraverso elettrodi posizionati in prossimità del nervo vago a livello cervicale, invia stimoli che ne innalzano l’attività e controbilanciano l’iperattività simpatica che è dominante nei pazienti con scompenso cardiaco – osserva il dottor Andrea Finzi, cardiologo -. Questo sistema di terapia “fisiologica” si è già dimostrato un interessante progresso, in aggiunta a quella farmacologica e a quella con pacemaker “risincronizzatori”, per offrire prospettive di maggior sopravvivenza e migliore qualità di vita ai pazienti con scompenso cardiaco avanzato, soprattutto se non candidabili a trapianto». In breve, con questo dispositivo simile a un lettore MP3 sarà possibile prevenire la possibilità di un attacco cardiaco stando a casa propria, riducendo l’ospedalizzazione. CardioFit ha già ricevuto il marchio europeo CE, ma sono in corso ulteriori studi. Sempre in tema di cuore, i Light Beams, letteralmente fasci di luce, potrebbero, secondo dei ricercatori del Technion di Haifa, sostituire il pacemaker. «La ricerca riguarda l’applicazione sperimentale in campo cardiologico della optogenetica, biotecnologia già da tempo applicata negli studi sul tessuto nervoso, che consiste nella modificazione dell’espressione di geni sensibili all’azione della luce mediante l’irradiazione delle cellule con fasci di luce di colore e pulsazione diversa. Esperimenti condotti dal Technion hanno dimostrato che l’applicazione della optogenetica a livello cardiaco nel ratto ha ottenuto la normalizzazione del ritmo e il miglioramento della funzione meccanica del cuore. Si tratta di un avvio promettente che vedrà ricadute di utilità clinica nei prossimi anni, e che dimostra l’importanza di applicare procedure sperimentali in organi e apparati differenti da quelli sui quali sono state fatte le prime esperienze».

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