Norberto Rud: il fan ebreo che 50 anni fa ha realizzato lo stemma della maglia dell’Argentina

Personaggi e Storie

di Pietro Baragiola
Oggi indossato da milioni di fan nel mondo, lo stemma ha fatto il suo debutto il 28 novembre 1976 durante un’amichevole contro l’Unione Sovietica terminata 0-0. Da allora il design è rimasto quasi invariato, accompagnando l’Argentina nei trionfi ai Mondiali del 1978, 1986 e 2022.

 

Mentre l’Argentina di Lionel Messi si prepara alla prossima partita dei Mondiali 2026, riemerge una storia poco conosciuta che lega il team albiceleste alla comunità ebraica locale: lo storico stemma della squadra è stato ideato quasi 50 anni prima da Norberto “Toto” Rud, imprenditore e grafico ebreo membro del Club Náutico Hacoaj di Buenos Aires.

Oggi indossato da milioni di fan nel mondo, lo stemma ha fatto il suo debutto il 28 novembre 1976 durante un’amichevole contro l’Unione Sovietica terminata 0-0. Da allora il design è rimasto quasi invariato, accompagnando l’Argentina nei trionfi ai Mondiali del 1978, 1986 e 2022.

Rud ha potuto vedere i primi due successi, ma non il terzo, in quanto è morto nel 2010 all’età di 61 anni. Oggi è sepolto nel cimitero ebraico di La Tablada, il più grande di tutta l’America Latina.

La creazione dello stemma

Negli anni ’70 Rud ha notato che molte nazionali europee erano immediatamente riconoscibili grazie ai loro simboli, mentre l’Argentina poteva essere facilmente confusa con altre squadre dalle maglie a strisce, soprattutto nelle trasmissioni in bianco e nero.

Come fan del team albiceleste, Rud ha deciso così di preparare una ventina di proposte grafiche e le ha presentate alla federazione argentina.

Le sue idee sono state approvate e il nuovo stemma è diventato presto parte dell’identità della squadra: uno scudo verticale con rami d’alloro alla base e, oggi, tre stelle per ricordare le vittorie ai mondiali.

Per il figlio, Oliver Rud, quella creazione resta motivo di orgoglio: “non solo come suo erede ma come membro della comunità ebraica e come argentino, sono molto fiero del lavoro di mio padre. Mi emoziono ogni volta che vedo lo stemma della nazionale e penso: ‘lo ha creato lui’.”

Nato nel marzo 1948, Toto Rud è stato membro dell’Hacoaj, il club fondato da immigrati ebrei a Buenos Aires. Il nome di questa organizzazione significa “forza” in ebraico ed oggi conta circa 10.000 membri, tra cui atleti come il tennista Diego Schwartzman.

“Il design di Toto non rappresenta soltanto la maglia della nazionale” ha raccontato il presidente dell’Hacoaj, Osvaldo Ofman durante la sua intervista rilasciata alla Jewish Telegraphic Agency. “Ma ci dà anche la sensazione che una piccola parte del nostro club e della comunità ebraica rimanga viva attraverso un simbolo riconosciuto in tutto il mondo.”

La vittoria contro l’Egitto

La storia dello stemma è tornata alla ribalta dopo la vittoria dell’Argentina contro l’Egitto agli ottavi con un punteggio di 3-2.

Questo match ha assunto un forte valore simbolico in quanto per tutta la scalata ai Mondiali il ct egiziano Hossam Hassan aveva dedicato ogni vittoria della sua squadra al popolo palestinese, sfilando in più occasioni con la bandiera del Paese.

L’Argentina, al contrario, è una delle nazionali più amate dal pubblico israeliano e, secondo un recente sondaggio della rivista Makor Rishon, il 38% dello Stato Ebraico tifa per la sua vittoria ai Mondiali. Lo stesso Messi ha visitato più volte Israele tanto da essere stato criticato da diversi hater antisemiti sui social e “accusato” di essere ebreo.

Ora Messi e compagni si preparano ai quarti di finale con la Svizzera che si terranno domenica 12 luglio e, quasi 50 anni dopo il primo bozzetto di Toto Rud, lo stemma dell’Argentina continua a raccontare non solo i successi di una delle nazionali più iconiche del calcio mondiale, ma anche una pagina poco nota della comunità ebraica locale.