Mazal Tov! È online la mostra sul matrimonio ebraico del Meis

di Ilaria Ester Ramazzotti
“Mazal Tov significa buona fortuna e questo è l’augurio che in tutte le comunità ebraiche del mondo ci si scambia in occasione di un matrimonio. Le nozze sono l’argomento principale di questa mostra che andiamo a visitare insieme”. Così Amedeo Spagnoletto, direttore del Meis, Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara, introduce il visitatore alla mostra online ‘Mazal Tov! Il matrimonio ebraico, adesso disponibile anche sul sito web del museo.

Dalla pagina https://mazaltov.meis.museum si può iniziare un viaggio virtuale per  rivivere o visitare per la prima volta l’esposizione incentrata sulla storia, i riti e i costumi antichi e contemporanei del matrimonio ebraico, ma anche approfondire i diversi aspetti del matrimonio religioso (come la Ketubbah, il contratto di nozze riccamente decorato nato per tutelare la sposa, o la simbolica rottura del bicchiere), vedere alcuni filmati inediti, accedere ad una photogallery dedicata ai matrimoni degli ebrei italiani dalla fine dell’800 ad oggi e molto altro.

“Dopo aver ospitato la scorsa estate così tanti visitatori pieni di interesse e curiosità – spiega il direttore del Museo – abbiamo deciso di rendere ‘Mazal Tov!’ una mostra virtuale e permanente destinata a tutti: da chi vuole scoprire di più sui riti e le tradizioni dopo aver letto un libro o visto un film, agli studenti che vogliono avere una piattaforma dalla quale partire per le proprie ricerche fino a chi voleva vederla dal vivo ma non ci è riuscito”.

“L’ebraismo considera il matrimonio la condizione ideale dell’essere umano, un’unione fondata sull’amore e sul rispetto, la cui celebrazione riflette la gioia della coppia, della famiglia e della comunità. Nella Torah e in particolare nella Genesi troviamo menzione del vincolo che lega l’uomo e la donna e l’incoraggiamento a formare una nuova famiglia. Per l’ebraismo questa unione è suggellata dal matrimonio e costituisce uno dei momenti fondamentali della vita di un individuo – spiegano Amedeo Spagnoletto e Sharon Reichel, curatrice del Meis -. Il matrimonio è un rito che ha mantenuto nei secoli la stretta aderenza alle regole e ai dettami definiti quasi duemila anni fa e si è modellato nel tempo accogliendo costumi e mode, plasmandole e adattandole alla tradizione. In una delle benedizioni che si recitano durante la celebrazione del matrimonio si manifestano tutte le espressioni di felicità e fiducia che una nuova unione reca con sé: la gioia e la letizia, l’allegria e il canto, il giubilo e il gaudio, l’amore e la fratellanza, la pace e l’amicizia. Ci auguriamo che tutti questi sentimenti vi accompagnino durante la visita e ancora a lungo”.

L’esposizione ‘Mazal Tov! Il matrimonio ebraico’, curata da Sharon Reichel e Amedeo Spagnoletto e allestita negli spazi del Meis lo scorso anno dall’Architetto Giulia Gallerani, si trasforma oggi in forma virtuale, a disposizione di chi voglia assaporarla da remoto. “La mostra ‘Mazal Tov!’  è arrivata quando si stava riaprendo dopo il lockdown e si pensava di fare qualcosa che fosse anche allegro – racconta Sharon Reichel -. ‘Mazal Tov!’ è per l’appunto un augurio per un futuro che sia si spera migliore, e così dovrebbe essere anche il matrimonio. Dentro al matrimonio ci sono un passaggio da uno stato a un altro e l’idea della formazione di una nuova famiglia. Ci sono due persone che si sposano, ma poi c’è tutto un mondo attorno; questa è l’idea che volevamo raccontare: un pezzettino di privato di ciò che succede nella vita di un ebreo e all’interno dell’ebraismo”. Un obiettivo che si rinnova sul web attraverso un tour virtuale che accompagna il visitatore digitale a scoprire e approfondire gli usi e i costumi ebraici, la loro storia e alcune storie famigliari e personali culminate sotto la huppà.

“Ieri, oggi, domani: il matrimonio ebraico si nutre di precetti e riti del passato, è l’emblema della continuità, affonda le sue radici nella Bibbia, eppure convive con un presente vibrante, dialoga con la cultura nella quale è immerso, segna la nascita di una nuova famiglia – sottolineano gli organizzatori -. ‘Mazal Tov!’ racconta proprio questo equilibrio tra antico e moderno, accostando preziosi documenti ad opere di arte contemporanea. Al centro ci sono decine di storie, frammenti di discorsi amorosi lunghi secoli e fissati per sempre attraverso oggetti, atti, scatti”.

La mostra virtuale è stata presentata e inaugurata lo scorso 29 aprile all’Auditorium del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per le scienze del Matrimonio e della Famiglia. All’incontro hanno partecipato la vicepreside dell’Istituto Milena Santerini, il preside Philippe Bordeyne, il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, la presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello e il vescovo di Frosinone Ambrogio Spreafico. “Conoscere il mondo ebraico e i suoi riti così profondi e ricchi di significato spirituale è indispensabile, in particolare per i cristiani, per rafforzare le ragioni di un’amicizia che va sempre coltivata”, ha detto Santerini, che è anche coordinatrice nazionale per la lotta contro l’antisemitismo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 

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