La storia di Alberta

Martedì, 28 Aprile, a Cavriago (Reggio Emilia), città nella quale Giuseppe Dossetti, Padre della Costituzione e tra le più rilevanti figure della cultura e della politica italiana del novecento, trascorse gli anni giovanili e da cui ricevette la cittadinanza onoraria, sarà consegnato alla Signora Alberta Levi Temin «Il Premio per la Pace Giuseppe Dossetti», nella Sezione singoli cittadini.

Lo scopo del premio, nato il 13 gennaio 2006 e giunto pertanto alla sua quarta edizione, è il seguente: «Premiare associazioni o singoli cittadini, residenti o con sede sul territorio nazionale, che negli ultimi tre anni abbiano compiuto ”azioni di pace” coerentemente con i principi affermati da Giuseppe Dossetti nella sua vita, quali l’antifascismo, l’affermazione della democrazia, l’aspirazione universale alla pace e alla cooperazione fraterna fra individui e i popoli, il riconoscimento dei diritti della persona, il dialogo interreligioso e il rifiuto della guerra ”come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” secondo quanto recita l’articolo 11 della Costituzione italiana».

La signora Alberta, nello specifico, sarà premiata per «la sua testimonianza e il suo impegno a favore del dialogo interreligioso e interculturale; per l’opera di diffusione della cultura della pace tra le giovani generazioni».

È una donna ebrea che vive a Napoli e attivamente lavora per la pace e oggi premiare lei significa dare voce alle tante voci che in tutto il mondo si levano alla ricerca della Pace e della Giustizia per l’intera umanità. Eccone un breve profilo: Alberta Levi Temin, ebrea, scampata a Roma, la notte del 16 ottobre 1943, alla prima deportazione degli ebrei dall’Italia, ha fatto parte del gruppo promotore dell’Associazione amicizia ebraico-cristiana di Napoli, voluta nell’86 dal Cardinale Corrado Ursi. Sempre molto attiva, dagli anni ’90, al diffondersi delle prime voci di revisionismo storico che cercava di negare la tragedia della Shoah, ha iniziato a dare la sua testimonianza nelle scuole di ogni ordine e grado, comuni, comunità, associazioni dell’intera regione.

Convinta che solo il dialogo e la conoscenza reciproca possono offrire un futuro di pace, testimonia che il rispetto di tutte le diversità e l’unità nella diversità sono il percorso obbligatorio in un mondo sempre più multiculturale e multireligioso che, attraverso il dialogo, diviene interculturale e interreligioso. Sono decine di migliaia i giovani, ma non solo, che hanno ascoltato la sua esperienza.

Ha 89 anni, ma continua a ripetere: «finché ho fiato voglio parlare per chi non può più parlare».
Rosetta Loy nel suo libro «La parola ebreo», ed. Einaudi, racconta la sua storia. Gli studenti della scuola media «De Curtis» di Casavatore hanno scritto «La storia di Alberta», edito da Loffredo e adottato in molte scuole. A lei è dedicato il volume «Shoah mistero di Dio-mistero dell’uomo» di Lucia Antinucci e quello di Giuseppina Luongo Bartolini «Ebrei a Benevento».

Nel gennaio 2006 la ESI ha raccolto in un volume, curato da Annalisa Accetta, «Poesie per Alberta», le più belle poesie scritte dagli scolari dopo aver ascoltato la sua esperienza e il messaggio di speranza che ne traspare. All’interno della Comunità ebraica, non solo italiana, Alberta si pone sempre come prezioso testimone di pace e di dialogo.

Ha lavorato attivamente per realizzare il primo incontro ufficiale, a Napoli, tra ebrei e palestinesi, alla presenza di Istituzioni e di scolaresche. Sostiene attivamente il progetto Saving Children (del Centro Peres per la pace) per far curare bambini palestinesi in strutture israeliane. L’11 dicembre 2006 ha ricevuto: «Il Premio Campania per la Pace e i Diritti umani» della Regione Campania.

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