Ettore Modigliani: la sua vita tra i capolavori di Brera

di Ilaria Ester Ramazzotti

In fuga nelle campagne delle Marche, un libro narra l’avventurosa vicenda di un personaggio leggendario, che rese grande Milano.
Tra Raffaello, Leonardo e Mantegna, custodì sotto le bombe i tesori di Brera

«Una delle figure più rappresentative ed eminenti dell’Amministrazione delle arti in Italia». Così Carlo Ludovico Ragghianti, uno dei massimi storici, critici e teorici dell’arte italiani del Novecento, ha definito Ettore Modigliani (Roma, 20 dicembre 1873 – Milano, 22 giugno 1947), direttore della Pinacoteca di Brera dal 1908 al 1935 e soprintendente della Lombardia dal 1910 al 1935. Un funzionario dello Stato indefesso, vulcanico e tuttavia “dimenticato” rispetto alla statura che ha avuto nell’amministrazione italiana del primo Cinquantennio del secolo scorso. Il libro Ettore Modigliani soprintendente, edito quest’anno da Skira, a cura di Emanuele Pellegrini, intende ripercorrerne la carriera attraverso la pubblicazione degli atti del convegno a lui dedicato svoltosi a Lucca nel dicembre del 2018, in occasione degli ottant’anni dalle Leggi razziali. Atti che rilanciano “un consistente contributo di conoscenza” sulla figura del “soprintendete dimenticato”.
“I saggi che compongono il volume costituiscono un approfondimento dei vari aspetti dell’attività di Modigliani – scrive Emanuele Pellegrini -: dagli esordi alla scuola di Adolfo Venturi, alla quotidianità della tutela nel difficile equilibrio tra istanze locali e direttive centrali, al difficile rapporto con i restauratori, all’impegno per la divulgazione del sapere storico-artistico, al lavoro di organizzazione (tra cui l’evento capitale della mostra di Londra del 1930), al recupero dei beni dopo la Grande Guerra sino alla dedizione assoluta per Brera, che alla fine ne connota e suggella l’intera carriera. Non escluse le amarezze comprensibili nella vita di un funzionario così attivo, tra arbitrati e processi, e quelle invece insostenibili, come le Leggi razziali, cui Modigliani oppone una dignitosa e ferma resistenza, scegliendo di restare in Italia. Disposti in ordine idealmente cronologico, come a seguire l’evolversi della sua carriera, tutti i saggi mirano a chiarire elementi primari del suo percorso di studioso e funzionario statale. Non si tratta di una riparazione, tardiva e inutile, anche se valida sul piano simbolico, bensì di un segno preciso del ruolo attivo degli studi umanistici e del dovere etico di tutti gli studiosi al fine di spingere più oltre possibile il limite dell’ignoranza”.

Saggio dopo saggio, le pagine del libro conducono il lettore lungo il filo rosso che lega una carriera professionale movimentata a una storia umana densa di avversità, culminate con la promulgazione delle Leggi razziali del 1938, con l’espulsione dall’amministrazione dello Stato di Ettore Modigliani perché “di razza ebraica” e con la sua clandestinità, insieme alla famiglia, nelle campagne marchigiane. Il susseguirsi delle circostanze e degli eventi citati, a volte esaltanti e a volte drammatici, include anche gli aspri confronti con i colleghi e con l’amministrazione delle Belle Arti, lo spostamento a L’Aquila in seguito a dissidi con un gerarca fascista, ma anche episodi lavorativi e privati che svelano e raccontano al contempo vari aspetti della storia milanese e della gestione e conservazione dei monumenti cittadini. “Vita movimentata più di quanto si creda è quella di uomini cui sia stata affidata, in Italia, la tutela dei Musei, delle Gallerie, dei monumenti e delle opere d’arte di una vasta e ricca regione, quali la Lombardia, il Veneto o la Toscana”, scriveva lo stesso Modigliani nelle sue Memorie, edite sempre da Skira nel 2019. Non ultime, nel succedersi delle pagine di Ettore Modigliani soprintendente risaltano la sua immensa passione per l’arte italiana e la sua profonda dedizione alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio artistico dello Stato. Ancora di più, se possibile, colpisce l’amore per la sua Brera, a cui aveva dedicato una vita intera, fino al tardivo ma irrinunciabile reintegro nel suo ruolo di direttore nel Dopoguerra.

Ettore Modigliani soprintendente dal primo Novecento alle leggi razziali, Skira, 2021, pp. 280, euro 25,00.

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