Al museo di Houston sarà restaurato il Montefiore Mainz Mahzor di 700 anni fa

di Ilaria Ester Ramazzotti
Conosciuto come Montefiore Mainz Mahzor, un libro di preghiera ebraico datato fra il 1310 e il 1320 è oggi al centro di un progetto di restauro al Museum of Fine Arts di Houston. Un fondo di TEAF, European Fine Art Foundation, il TEFAF Museum Restoration Fund, ne finanzierà la conservazione. Il manoscritto sarà esposto al TEAF di New York dal 6 al 10 maggio 2022, mentre solo successivamente inizierà il lavoro di restauro al Museum of Fine Arts di Houston che, con una collezione di quasi 70 mila  opere che spaziano dall’antichità all’epoca contemporanea, è la maggiore istituzione culturale dell’area sudoccidentale degli Stati Uniti.

“Questo manoscritto straordinario è uno dei pochi esemplari risalenti alla Germania medievale – ha sottolineato Gary Tinterow, direttore del Museum of Fine Arts di Houston -, e fu attivamente usato per secoli dai membri della congregazione, il che lo rende ancora più unico. Quando abbiamo acquistato il Mahzor nel 2018, si trattava della prima opera di arte cerimoniale ebraica a entrare nella collezione del Museo, stimolando la creazione di una galleria dedicata. La generosa donazione di TEFAF permetterà al nostro team di restauratori a Houston di restaurare e preservare questa eccezionale pietra miliare del patrimonio ebraico, così da esporre il libro nelle nostre gallerie nell’ambito della World Faiths Initiative [Iniziativa delle Fedi del Mondo] del Museo”.

Il presidente di TEFAF Hidde van Seggelen ha commentato: “Supportare tutta la comunità dell’arte è da sempre parte integrante della missione di TEFAF. Il nostro Museum Restoration Fund è uno dei modi con cui la Fondazione dà prova del suo continuo impegno nei confronti del patrimonio culturale. Quest’anno, siamo felici e onorati di lavorare con il Museum of Fine Arts di Houston a un progetto tanto meraviglioso. È un immenso onore presentare quest’opera in particolare, che rappresenta uno scambio interculturale europeo davvero eccezionale”.

“È stata la prima domanda [di finanziamento ndr] presentata al nostro Fondo sia per un’opera di arte cerimoniale ebraica quanto per un manoscritto – ha dichiarato Rachel Kaminsky, esperta d’arte e membro del comitato del TEFAF Museum Restoration Fund -. Si tratta di due categorie presenti a TEFAF, qui riunite in un solo oggetto. Siamo felici di includere sempre nuove tipologie di progetti di conservazione nel nostro operato, coerentemente con la varietà dei gusti del pubblico e degli espositori internazionali presenti alla Fiera”.

Il contesto storico e le caratteristiche del Montefiore Mainz Mahzor

Durante il Medioevo, le comunità ebraiche delle città di Magonza, Spira e Worms divennero il centro della vita ebraica in Renania. Carlo Magno e i suoi successori invitarono gli ebrei a stabilirsi nella Valle del Reno, dove prosperarono per tutto il IX e X secolo. Dopo le violenze perpetrate per mano dei Crociati nel 1096, diedero di nuovo vita alle comunità nelle città lungo il Meno e il Reno, commissionando manoscritti miniati pregiati a partire dal secolo successivo. I libri di preghiera appartenevano all’intera comunità ebraica e venivano esposti e sfogliati pubblicamente.

Con una dimensione di circa 40,5 x 28 cm, il Mainz Mahzor presenta 299 pagine, ciascuna scritta a mano e puntinata con inchiostro rosso e nero in caratteri ashkenaziti. Le illustrazioni includono animali ibridi, figure grottesche o umane. Le pagine, consumate, tagliate o incise già da molto tempo, portano le tracce di generazioni di membri di quelle comunità. Dalla sua acquisizione nel 2018, il Mainz Mahzor è esposto nelle gallerie del Museum of Fine Arts di Houston dedicate all’arte cerimoniale ebraica.

 

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