di Pietro Baragiola
Nel corso della sua carriera, durata oltre cinque decenni e composta da più di 150 produzioni tra cinema e tv, Sam Neill ha segnato la golden age di Hollywood spaziando da blockbuster mondiali a miniserie storiche, collaborando con alcuni dei più importanti registi e attori ebrei del panorama internazionale.
Lunedì 13 luglio il mondo del cinema ha pianto la scomparsa di Sam Neill, l’attore neozelandese celebre in tutto il mondo per il ruolo del paleontologo Alan Grant nella saga di Jurassic Park.
Secondo quanto dichiarato dai suoi cari, l’attore è morto improvvisamente a Sydney a 78 anni, dopo aver vinto una lunga battaglia contro il tumore del sangue.
Nel corso della sua carriera, durata oltre cinque decenni e composta da più di 150 produzioni tra cinema e tv, Sam Neill ha segnato la golden age di Hollywood spaziando da blockbuster mondiali a miniserie storiche, collaborando con alcuni dei più importanti registi e attori ebrei del panorama internazionale.
Ruoli che si intrecciano nella storia
Tra i suoi innumerevoli ruoli, Neill ha interpretato personaggi molto legati alla storia ebraica: nella miniserie Ivanhoe, tratta dal celebre romanzo di Walter Scott, lo troviamo nelle vesti di Brian de Bois-Guilbert, il cavaliere templare che cerca di sedurre Rebecca di York, una delle protagoniste ebree più celebri di tutta la letteratura inglese. Il loro rapporto è ancora oggi uno dei simboli della lotta contro la discriminazione antisemita nell’Inghilterra medievale.
Concentrandoci invece sulle produzioni cinematografiche ambientate durante la Seconda Guerra Mondiale, possiamo trovare Sam Neill nel ruolo del sergente Danny Costello in Attack Force Z, film che segue le vicende di un reparto speciale australiano impegnato in una rischiosa missione dietro le linee giapponesi del Pacifico. Qualche anno dopo l’attore compare anche al fianco di Meryl Streep in Plenty, dramma tratto dall’opera di David Hare e incentrato sulle ferite lasciate dall’Europa del dopoguerra.
Il ricordo di Hollywood

La notizia della scomparsa di Sam Neill ha scosso l’intera comunità di Hollywood, i cui membri non hanno esitato a pubblicare post e messaggi di cordoglio per ricordare l’umanità, il talento e la generosità dimostrata dall’attore dentro e fuori dal set.
“Devo un enorme debito di gratitudine a tutti i registi che lo hanno scelto nei ruoli che mi hanno portato a conoscerlo e che mi convinto ad affidargli il personaggio del dottor Alan Grant” ha affermato il regista Steven Spielberg alla rivista Variety. “Sam era davvero un collaboratore eccezionale.”
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L’attore britannico Richard E. Grant, che conosceva Neill da oltre trent’anni, ha postato una lunga dichiarazione sul suo account X descrivendo l’amico come “un ufficiale e un gentiluomo nel vero senso del termine”.
“Mi ha guidato e aiutato in uno dei momenti più difficili della mia vita” ha aggiunto Grant. “Buon viaggio, amico mio.”
Toccante anche il saluto del collega di Jurassic Park, Jeff Goldblum, che si è limitato a scrivere poche righe sui propri profili social, ma dense di significato: “la prossima grande avventura inizia ora. Con amore, ora e per sempre.”
Con la sua scomparsa Sam Neill lascia il ricordo di un interprete capace di attraversare mondi, epoche e generi diversi, lavorando con alcuni dei più importanti protagonisti del mondo del cinema contemporaneo e contribuendo a raccontare, attraverso i suoi personaggi, pagine cruciali della storia europea.



