di Pietro Baragiola
Genio della sitcom, Burrows ha diretto oltre mille episodi televisivi nel corso della sua carriera, contribuendo al successo di alcune delle serie tv più amate degli ultimi cinquant’anni: da Taxi a Cheers, da Friends a Will & Grace. (Al centro con il cast di Friends)
Venerdì 19 giugno James Burrows, uno dei personaggi più influenti della storia della televisione americana, è morto all’età di 85 anni. Secondo l’annuncio ufficiale rilasciato dalla famiglia alla rivista People, il regista si è spento serenamente, circondato dai propri cari.
Genio della sitcom, Burrows ha diretto oltre mille episodi televisivi nel corso della sua carriera, contribuendo al successo di alcune delle serie tv più amate degli ultimi cinquant’anni: da Taxi a Cheers, da Friends a Will & Grace.
“Per molti dei suoi collaboratori era semplicemente ‘Jimmy’, il regista ebreo capace di trasformare una buona sceneggiatura in una risata memorabile” ha affermato il suo agente e amico, Rick Rosen, nella dichiarazione rilasciata alla rivista People.
La vita di James Burrows

Nato a Los Angeles il 30 dicembre 1940, James Edward Burrows è cresciuto in una famiglia profondamente legata al mondo dello spettacolo. Suo padre era Abe Burrows, celebre autore, regista e produttore di Broadway, vincitore di numerosi Tony Awards e tra i protagonisti della golden age del musical americano.
Dopo gli studi all’Oberlin College e alla Yale School of Drama, il giovane James ha scoperto quasi per caso la passione per la regia. Gli inizi nel mondo della televisione sono arrivati negli anni Settanta, quando si è messo a dirigere alcuni episodi di programmi di successo come The Mary Tyler Moore Show, The Bob Newhart Show e Laverne & Shirley.
La svolta è arrivata grazie a Cheers, la serie tv ambientata in un bar di Boston che ha contribuito a ridefinire il genere della sitcom. Burrows ne ha diretto 243 dei 273 episodi, diventando ufficialmente una figura centrale della tv americana. In seguito avrebbe diretto tutti i 246 episodi di Will & Grace oltre a gran parte delle puntate di Friends, Frasier e ai pilots di Due uomini e mezzo e The Big Bang Theory.
“Sono orgoglioso delle mie radici ebraiche perché penso che abbiano aiutato il mio senso dell’umorismo a spiccare sugli altri” ha raccontato in un’intervista nel 2023 in occasione dell’uscita della sua autobiografia Directed by James Burrows. “Quando ero piccolo i miei genitori mi hanno chiesto se volevo fare il Bar Mitzvah, ma non si dovrebbe chiedere mai una cosa del genere a un bambino ebreo perché la risposta sarà sempre no. Così non l’ho fatto…fino a quando avevo 47 anni.”
La ricerca della “risata perfetta”
Burrows considerava il genere comedy una forma d’arte costruita sull’equilibrio tra diversi elementi.
“Quando dirigo una sitcom, cerco di raggiungere quel punto ideale in cui la migliore sceneggiatura incontra un’ottima interpretazione e si instaura la perfetta chimica tra gli attori” riporta la sua autobiografia. “Se queste caratteristiche combaciano, ecco che nasce la risata più autentica e duratura.”
Nel ricordarlo, l’emittente NBC ha rilasciato un comunicato stampa in cui definisce Burrows “l’uomo dietro il sipario”, aggiungendo che “sapeva esattamente come far ridere il pubblico e come ottenere il massimo da ogni battuta”. Anche attori come Danny DeVito e Rhea Perlman, che hanno lavorato con lui per sedici stagioni tra Taxi e Cheers, lo hanno ricordato come “il migliore nel suo campo”.
“Ci ha trattati come se fossimo tutti i suoi figli e riusciva sempre a tirare fuori il meglio da ogni attore con cui lavorava” ha raccontato Jennifer Aniston nel post pubblicato sui suoi profili social dopo la scomparsa di Burrows. “James sapeva che la grande sitcom deve parlare di umanità, connessione e verità.”
Un principio, questo, che attraversa tutte le sue serie più celebri e che spiega perché, ancora oggi, milioni di telespettatori continuino a tornare nei bar di Cheers, negli appartamenti di Friends o negli uffici di Will & Grace per inseguire quella risata perfetta dietro la quale c’era spesso la mano discreta di James Burrows.



