Premio Letterario ADEI-WIZO. Vince Vertlib

Opinioni

XII PREMIO LETTERARIO ADEI-WIZO ADELINA DELLA PERGOLA
Vince VLADIMIR VERTLIB con Stazioni intermedie, edizioni Giuntina

La cerimonia per l’assegnazione del XII Premio Letterario ADEI WIZO Adelina Della Pergola avrà luogo Lunedì 12 Novembre 2012 alle ore 17,30 a Venezia presso il Conservatorio Benedetto Marcello – Sala dei Concerti – Palazzo Pisani 2810 – San Marco.
Il Premio Letterario ADEI-WIZO Adelina Della Pergola si prefigge di far meglio conoscere le molteplici realtà del mondo ebraico al grande pubblico.

La terna finalista viene indicata, tra opere di narrativa di argomento ebraico di autori internazionali viventi, dalla Giuria selezionatrice, formata da donne del mondo della cultura e presieduta dalla Prof.ssa Maria Modena.

La Giuria Popolare, composta da circa 250 lettrici di tutta Italia, ha assegnato il Primo Premio a Stazioni intermedie di Vladimir Vertlib – Giuntina
seguito da
Il bambino del giovedì di Alison Pick – Frassinelli Editore
Racconti intorno alla felicità ebraica di Anatolij Krym – Spirali

E’ stata segnalata, come opera prima, Generazioni 1881-1907 di Gabriele Rubini – World Hub Press.
Una Giuria formata da studenti di otto Istituti Medi Superiori del territorio nazionale ha assegnato il Premio Ragazzi a Per mare e per terra di Mitchell J. Kaplan – Neri Pozza Editore; seguito da Un caso di ordinario coraggio di Pascale Roze – Guanda Editore.

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Centinaia di giurate in tutta Italia stanno leggendo tre libri molto speciali: sono quelli selezionati dall’Adei Wizo per la dodicesima edizione del Premio Letterario dedicato ad Adelina Della Pergola. Un appuntamento ormai consolidato, atteso e molto apprezzato, questo Premio, che ha lo scopo di far conoscere meglio al grande pubblico il mondo ebraico e le opere letterarie di autori internazionali contemporanei che, appunto, del mondo ebraico scrivono. Un’occasione di incontro e scambio intellettuale davvero preziosa.

Entro i primi di giugno, le 235 giurate sceglieranno la postazione sul podio ma per la premiazione, che quest’anno avverrà a Venezia, si dovrà attendere il 12 novembre, in concomitanza con l’Assemblea nazionale delle Donne ebree d’Italia.

La Giuria selezionatrice del Premio Letterario, composta da 12 donne e presieduta da Maria Modena Mayer, docente di Letteratura ebraica all’Università Statale di Milano, si era riunita il 27 marzo e aveva scelto la terna di libri da sottoporre al giudizio della Giuria nazionale. Ecco, in ordine alfabetico di autore, i prescelti: “Racconti intorno alla felicità ebraica” di Anatolij Krym, edito da Spirali; “Il bambino del giovedì” di Alison Pick, Frassinelli Editore e “Stazioni intermedie” di Vladimir Vertlib pubblicato da Giuntina. C’è anche la sezione Premio ragazzi, quest’anno conteso da “Per mare e per terra” di Mitchell J. Kaplan (Neri Pozza Editore) e “Un caso di ordinario coraggio” di Pascale Roze (Guanda Editore). In questo caso, la giuria è composta dagli studenti di otto Scuole Superiori su tutto il territorio nazionale.

La Giuria del XII Premio Letterario ADEI-WIZO “Adelina Della Pergola” ha inoltre deliberato di segnalare come “opera prima” il libro “Generazioni 1881-1907” di Gabriele Rubini (Phasar Edizioni – World Hub Press ).

Il libro “Racconti intorno alla felicità ebraica” di Anatolij Krym propone diverse storie sulla vita degli ebrei ucraini nella seconda metà del secolo scorso.
Una carrellata di personaggi irresistibili: ebrei veri, presunti o non dichiarati, il “matto del villaggio”, segretarie e esponenti dell’intellighenzia di provincia, direttori di fabbrica e ingegneri, star della tv, scrittori mancati, comunisti tesserati e aspiranti al tesseramento, nonni, genitori, figli, rabbini. Una narrazione piacevole, commovente, pervasa di arguzia, di umorismo e di genuina spiritualità, che porta a scoprire infine come la “felicità ebraica” appartenga a ciascuno, perché è nelle cose concrete e quotidiane, in ogni istante della vita.

In “Stazioni intermedie” di Vladimir Vertlib l’elemento autobiografico è presente nelle peregrinazioni del protagonista, che hanno contrassegnato l’infanzia e l’adolescenza dello stesso autore. Ma, nel raccontare con leggerezza e ironia il destino di questa famiglia di ebrei sovietici in cerca di una nuova patria, Vertlib descrive situazioni che abbiamo tutti i giorni sotto gli occhi: le difficoltà di integrazione dei migranti, lo scontro con burocrazie crudeli, la diffidenza dei “locali” nei confronti dello straniero, il miraggio di un lavoro sicuro, le complicazioni (ma anche la ricchezza) del plurilinguismo. E c’è poi il tema dell’identità ebraica, che attraversa sottotraccia quasi tutte le pagine.

“Il bambino del giovedì” di Alison Pick è un romanzo ambientato nella Cecoslovacchia del 1939, quando incombe l’occupazione delle truppe naziste con la missione di eliminare la “razza ebraica”. Pavel e Anneliese Bauer sono giovani e ricchi; per loro l’invasione significa perdere tutto, e così tentano la fuga assieme al loro bambino di sei anni, Pepik. Grazie al Kindertransport, il treno che porta i bambini in Inghilterra strappandoli ai campi, mettono in salvo il piccolo. Ma è solo l’inizio di una vicenda grandiosa, ricca di pathos e di momenti di struggente tenerezza, suggellata da un colpo di scena finale che chiude il cerchio sul mistero di un’intera vita.

Ricca di avventure la storia raccontata da “Per mare e per terra” di Mitchell J. Kaplan, ambientata nella Spagna del 1481, durante il regno di Ferdinando e Isabella: la penisola iberica vive una delle pagine più oscure della sua storia, con Tomàs de Torquemada a capo della Nuova Inquisizione in Castiglia e in Aragona. La persecuzione nei confronti degli ebrei e dei conversos, i cattolici provenienti da famiglie giudaiche convertite è di una violenza inaudita: processi sommari, carcere e torture. In quest’epoca di tumulti e sconvolgimenti, la vita di Luis de Santángel, cancelliere alla corte spagnola, scorre tra mille insidie e difficoltà. Uomo ricco e di successo, Santángel tiene nascoste le proprie origini di converso con grande apprensione, poiché il prestigioso ruolo che ricopre rende ogni suo gesto ancora più visibile agli occhi degli inquisitori. Quando nelle sue mani capitano dei misteriosi testi ebraici, la prima reazione non può quindi essere che di terrore cieco. Latore degli antichi testi è un giovane navigatore genovese, che ha accompagnato Santángel in un inutile viaggio a Roma per cercare di convincere il papa a frenare la follia di Torquemada. Il capitano, un uomo ambizioso che coltiva il sogno di raggiungere un giorno via mare le Indie, si chiama Cristoforo Colombo.

“Un caso di ordinario coraggio” di Pascale Roze narra la storia di Isaak. Yitzhok in yiddish. Itsik era il diminutivo con cui lo chiamava sua madre, quando gli cantava la canzone che parlava di un bambino che aveva il suo nome e che voleva diventare un uccello.  “Itsik, mia corona”, cantava la mamma. Come a dire, “re del mio cuore”. Perché Yitzhok, nato a Varsavia nel 1904, era l’ultimo di nove figli ed era impossibile non amarlo – così buono, così dolce, con quei capelli biondi che facevano pensare all’orzo nei campi. Un’immagine perfetta per il suo cognome, Gersztenfeld – campo di orzo. La storia di Yitzhok è quella di un uomo troppo buono per questo mondo. Un uomo incapace di lasciare il suo prossimo nelle mani del destino.

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