La Terra vista dallo Spazio: quanti distinguo e ambiguità di fronte al terrorismo

di Paolo Salom

Il funerale di Hallel, la ragazzina israeliana di 13 anni uccisa da un terrorista mentre dormiva, in casa
Il funerale di Hallel, la ragazzina israeliana di 13 anni uccisa da un terrorista mentre dormiva, in casa

Giorni di ordinaria violenza hanno segnato l’estate. Nel lontano Occidente come in Medio Oriente. Attentati, kamikaze, “intifada” dei coltelli e delle armi. A un ipotetico osservatore che guardasse la Terra dalla Luna (o magari, potendo, da più lontano), il nostro mondo apparirebbe preda di una guerra strana, non soltanto “asimmetrica”, piuttosto un conflitto carsico: sotterraneo e invisibile fino al momento dello scoppio di follia omicida, imprevedibile nei tempi e nei luoghi. Se oltre a vedere, il nostro osservatore avesse anche la possibilità di ascoltare e leggere, allora – immagino lo stupore! – si renderebbe conto di come i diversi conflitti vengano descritti, giudicati e (eventualmente) condannati con parole per nulla omogenee. Prendete l’orribile attentato di fine giugno all’aeroporto di Istanbul, 50 morti e quasi 300 feriti, una vera carneficina tra inermi viaggiatori: queste sono le parole dell’Alto Rappresentante per la politica estera e la sicurezza dell’Europa Federica Mogherini a poche ore dai fatti: “Un altro tragico attacco terroristico in Turchia. L’Unione Europea è al fianco del popolo turco, il nostro cuore è con tutti loro”.
Impeccabile, non è vero? Impeccabile e condivisibile, sillaba dopo sillaba. Peccato che in altre occasioni, ovvero di fronte a carneficine a opera dei palestinesi in Israele (puri e devastanti atti di terrorismo), la solidarietà europea si sia fatta sospirare. Abbiamo fatto una ricerca su vari episodi, per esempio la sparatoria al Sarona di Tel Aviv, ma non abbiamo trovato analoghe condanne “senza se e senza ma”, come si suole dire. Piuttosto, con toni di (oscena) equidistanza, i vari portavoce europei (e spesso anche gli americani) si sono premurati di condannare “lo spargimento di sangue innocente” (senza indicare il colpevole) affrettandosi a chiedere “di evitare una risposta che potrebbe portare a un’escalation”.

Insomma, i morti ci sono stati? Israele in fin dei conti se li è cercati mantenendo “l’occupazione, i check-point, il Muro”, eccetera. L’idea che non ci sia alcuna relazione di causa ed effetto non sfiora la mente di nessuno.
Ancora, Abu Mazen, il presidente scaduto e mai rieletto dell’Anp è stato accolto al Parlamento europeo come un capo di Stato amico, e il suo discorso applaudito come fosse un premio Nobel per la Pace. Da notare: nel suo “alto” eloquio, il leader palestinese non ha mancato di accusare un’inesistente confraternita di “rabbini di Giudea e Samaria” per aver chiesto, al governo di Netanyahu, di “avvelenare i pozzi palestinesi”. E via tutti in piedi a battere le mani. Federica Mogherini, che ricordiamo dura e accigliata in un incontro con il premier israeliano, è stata ripresa mentre faceva “ciao ciao” con un gran sorriso ad Abu Mazen.
Come potrebbe giudicare questo atteggiamento il nostro amico extraterrestre nello spazio? Certamente obietterebbe che l’Europa è tutt’altro che imparziale e che Israele è costantemente punito per null’altra ragione se non quella di ostinarsi a esistere. Pochi giorni dopo il bel discorso di Abu Mazen a Strasburgo, un terrorista palestinese di 19 anni è entrato in una casa di Kiryat Arba e ha accoltellato a morte una bimba di 13 anni che ancora dormiva nel suol letto, ferendo gravemente un uomo di 30 giunto per soccorrerla. Condanne? Nessuna. Vale però la pena di citare una dichiarazione di un “campione” dei diritti umani come Jeremy Corbyn, leader (sfiduciato) del Labour britannico in difesa (!) degli ebrei di Gran Bretagna: “I nostri amici di fede ebraica non sono responsabili per le azioni di Israele come i nostri amici musulmani non lo sono per quelle dello Stato islamico”. Sapete dove ha pronunciato queste parole? Alla presentazione di un rapporto interno al partito laburista sull’antisemitismo. Ora dite la verità, non preferireste essere sulla Luna?