1913, l’anno che cambiò il XX secolo

Libri

di Fiona Diwan

Per chi se lo fosse perso, è tempo di rimediare. Un po’ saggio un po’ racconto, ecco un vero libro-gioiello che ci racconta la storia d’Europa nel 1913, l’anno prima della Grande Guerra. Annus mirabilis per la messe di talenti artistici, letterari, filosofici, per la concentrazione di personalità geniali e visionarie, per un’intellighentzia ebraica che fu numerosa, prolifica, feconda come mai. Un fuoco d’artificio. Ma anche un tempo in cui nessuno fu in grado di prevedere la catastrofe della guerra (a un secolo di distanza, fanno ammutolire alcune similitudini politico-economiche con i nostri giorni). Ma il 1913 ha una grandeur artistica inarrivabile, suggerisce l’autore Illies, storico eccellente e grande narratore. È la stagione in cui, oltre a Freud, a Vienna danno eccezionale prova di sé Arthur Schnitzler, Egon Schiele, Gustav Klimt, Adolf Loos, Karl Kraus, Otto Wagner, Hugo von Hofmannsthal, Ludwig Wittgenstein, Georg Trakl, Arnold Schönberg, Oscar Kokoschka. Tra loro si stabilisce una rete di curiose interrelazioni. Che include Robert Musil, a cui un medico diagnostica «chiari segni di nevrastenia». A Praga, un altro «nevrastenico» letterario, Franz Kafka, dice a Milena di non riuscire a scrivere perché è troppo disturbato da famiglia e lavoro. In Inghilterra, Virginia Woolf, nel pieno di una depressione, porta a termine La crociera. Marcel Proust pubblica la Recherche («La vita è troppo breve e Proust troppo lungo», lo stronca Anatole France). A Monaco, Kandinskij stringe amicizia con Paul Klee e Albert Schweitzer vende i suoi beni e si trasferisce in Africa… Un libro pieno di storie e aneddoti, per una grande, divertente, festa del sapere. (F.D.)

Florian Illies, 1913, l’anno prima della tempesta, Marsilio, pp 285, 19,50 euro



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