Oy vey! Oy vey! Harry Potter in yiddish! Intervista esclusiva al traduttore

Eventi

di Michael Soncin 

CLICCA QUI per ascoltare la lettura del primo capitolo di Harry Potter e la pietra filosofale in yiddish intitolato: “Il bambino che è sopravvissuto”, letto direttamente dal traduttore Arun Viswanath

 

 «Quando mi sono sposato ho espresso a mia moglie il desiderio che avrei voluto crescere i nostri figli parlando yiddish. Lei che è una grandissima fan di Harry Potter, mi rispose: “Vuoi veramente crescere i bambini in un mondo senza Harry Potter in yiddish?”. Fu allora che ebbi l’idea. Iniziai subito a cimentarmi ne­ll’impresa, senza sapere se la cosa avrebbe incontrato approvazione e successo», racconta con entusiasmo Arun Viswanath, da New York, colui che ha tradotto il primo volume della saga di J. K. Rowling, Harry Potter e la pietra filosofale, una delle opere più vendute nella storia dell’editoria, più di mezzo miliardo di copie, tra­dotta in oltre ottanta lingue, tra cui il greco antico, il latino, l’ebraico, l’arabo, l’islandese e ora anche lo yiddish, con una prima edizione esaurita in sole 48 ore.

«Siamo una famiglia di ebrei ashkenaziti modern-orthodox. Sono cresciuto parlando la variante ucraina dello yiddish». La sua è una vera è propria dinastia di yiddishisti: nipote del grande yiddishista Mordkhe Schaechter, la madre è la poetessa in yiddish Gitl Schaechter-Viswanath, autrice tra l’altro del dizionario bilingue yiddish-inglese per antonomasia, di cui quest’anno ne uscirà una nuova versione.

La versione in yiddish del celebre volume Harry Potter e la pietra filosofaleHeri Poter un der filosofisher shteyn – è stata pubblicata da Olniansky Tekst, una casa editrice svedese nata da pochi anni, specializzata nella pubblicazione di libri in lingua yiddish. Tra l’altro proprio in Svezia lo yiddish è riconosciuto come lingua ufficiale.

La prima pagina di Harry Potter in yiddish

Coincidenza vuole che nello stesso periodo, oltre alla traduzione del giovane Arun, classe 1990, ne fosse stata realizzata un’altra. E così l’editore si trovò contemporaneamente due differenti proposte in yiddish del primo volume della serie. Di conseguenza gli agenti della Rowling, acconsentendo in primis alla traduzione in yiddish e concedendone quindi i diritti, hanno successivamente chiesto alla casa editrice di scegliere tra le due diverse traduzioni. Una scelta operata da esperti yiddishisti provenienti da Israele e della Svezia, optò per la versione di Arun.

Tradurre Harry Potter è – considerata la struttura stessa della saga -, un immane sforzo, ogni personaggio ha una sua lingua peculiare su misura, una specifica variante dialettale che caratterizza le varie figure, senza contare le traduzioni dei neologismi della Rowling che devono essere fedeli, stilisticamente e percettivamente, al senso della lingua originale. Ad esempio, Albus Silente parla lo yiddish di un perfetto studioso della Torah, Minerva McGranitt uno yiddish lituano mentre lo sgrammaticato Hagrid articola uno yiddish polacco tipico delle zone rurali più che metropolitane.

 

 

 

L’edizione ebraica di Harry Potter

Il mondo yiddish non è certamente estraneo alla narrativa fantasy. Arun ci spiega che la letteratura yiddish è stata all’avanguardia su molti generi e su diversi fronti. Ancora prima della pubblicazione del Signore degli Anelli vi erano già dei romanzi di fantasy, composti tra il 1910 e il 1920. Una modernità che secondo lui in qualche modo continua anche oggi e risiede nel suo interesse culturale che è formato da una grande comunità, sebbene questo dal mondo esterno che include ebrei e non ebrei non è del tutto pienamente percepito.

Viswanath al momento sta lavorando alla traduzione del secondo volume, Harry Potter e la camera dei segreti, Heri Poter un di soydes-kamer. Le intenzioni sono di completare l’intero ciclo, composto in totale da sette volumi. «Ho ricevuti i diritti per l’intera saga, ma sarà decisamente un lavoro a lungo termine!», esclama. Un impegno non da poco visto che Arun, laureato presso l’Università di Harward, nel quotidiano lavora come product analyst per Instagram. «Ho tradotto Harry Potter di notte e nei momenti liberi durante il fine settimana», racconta.

 

C’è qualcuno che ha parlato di elementi ebraici in Harry Potter. «Non saprei, ma l’idea di personaggi che crescono tutti insieme in una comunità, ha qualcosa di fortemente unificante, coesivo: essendo maghi che spesso vengono guardati male dai babbani e fraintesi, sono costretti a nascondere la propria identità. E tutto ciò mi ha fatto pensare al popolo ebraico».

 

J.K Rowling, Harry Potter un der filosofisher shteyn, traduzione di Arun Schaechter-Viswanath, editore Olniansky, euro 16,00 – (disponibile sul sito https://harrypotter.olniansky.com/)

 

Gitl Schaechter-Viswanath, Comprehensive English-yiddish Dictionary: Revised and Expanded, Indiana University Press, pp. 900, euro 30,00 – (uscita prevista per il 14 settembre 2021).

 

 

 

 

Menu