Le carte di Pio XII nella mostra “Lux in Arcana”. Ma per l’intero archivio bisognerà attendere ancora un paio d’anni

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L’occasione dell’annuncio della futura apertura dell’archivio di Pio XII  è arrivata durante la conferenza stampa di presentazione di una delle mostre forse più importanti di quest’anno:  “Lux in Arcana. L’archivio segreto Vaticano si rivela”che si inaugura il 1 marzo, ai Musei Capitolini di Roma e che rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo settembre.

In mostra, 100 documenti originali custoditi nell ‘Archivio dei Papi da 400 anni e mai esposti al pubblico prima d’ora. Dalle crociate alle scomuniche alle lettere cifrate; e poi manoscritti, codici, antiche pergamene: insomma la ricostruzione della storia europea ed extraeuropea dall’età moderna ad oggi, vista attraverso le fonti della Chiesa ovvero di uno dei maggiori attori della storia diplomatica e internazionale di tutti i tempi.

Fra i più attesi, senz’altro ci sono i documenti relativi al pontificato di Pio XII e in particolare quelli degli anni della Seconda Guerra Mondiale –  la cui esposizione è stata esplicitamente autorizzata dal cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone.

Alcuni di questi, secondo il cardinal Bertone “attestano l’azione della Santa Sede in favore degli ebrei perseguitati e dei prigionieri di guerra”.

“Abbiamo scelto documenti slegati dalle pratiche diplomatiche consuete, che avessero una autonomia nel descrivere un evento e che fossero riferiti in particolare all’Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra – ha spiegato a sua volta monsignor Sergio Pagano, prefetto dell’archivio Vaticano. Molti sono anche toccanti”. “E comunque confermano l’azione umanitaria svolta da Pio XII in favore di moltissimi ebrei”. Monsignor Pagano ha aggiunto inoltre “Abbiamo comunque evitato ogni scelta che potesse apparire apologetica, ci siamo mantenuti su un terreno storico”. “Quando saranno aperti gli archivi di quel periodo – ha aggiunto – allora avremo l’ennesimo campo di indagine per gli studiosi, prolungando così un arco temporale dei documenti disponibili agli studiosi dall’VIII secolo fino al 1958, un patrimonio che solo il pontificato romano e la Chiesa cattolica possono vantare”.

Per vedere integralmente le carte di Pio XII tuttavia bisognerà attendere ancora 1 o due anni, ha dichiarato monsignor Pagano, ricordando peraltro che secondo il comunicato diffuso dalla sala stampa vaticana nel 2008, già allora si parlava dell’apertura dell’archivio segreto su Pio XII nell’arco di sei o sette anni.

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