Rotoli del Mar Morto

I Rotoli del Mar Morto, tra legge ebraica ed esegesi

Eventi

di Nathan Greppi
I Rotoli del Mar Morto sono, sin dalla loro scoperta, oggetto di grandi dibattiti e discussioni per il loro valore: storico, culturale, teologico, e anche politico. Un assaggio dei temi legati a questi manufatti è stato affrontato mercoledì 25 novembre nel corso di un seminario in inglese su Zoom intitolato The Temple Scroll and the Development of Jewish Law and Exegesis. Il seminario, organizzato dalla Facoltà di Teologia di Lugano e dall’Università della Svizzera Italiana, è stato tenuto da Lawrence Schiffman, docente del corso di studi ebraici dell’Università di New York.

Dopo i saluti introduttivi di Marcello Fidanzio, docente associato alla Facoltà di Teologia, Schiffman ha iniziato la sua lezione, alternando le spiegazioni con varie slide: partendo da come in Israele furono scoperte le prime caverne, anche per merito dell’archeologo e Capo di Stato Maggiore Yigael Yadin che compì diverse esplorazioni nell’area, a quando avvennero ulteriori scoperte avvennero a seguito della Guerra dei Sei Giorni, poiché Israele potette esplorare altre grotte che prima erano in territorio giordano.

In seguito ha fatto una distinzione tra i vari rotoli, che appaiono di datazioni diverse anche a seconda della grotta in cui sono stati trovati: il Rotolo del Tempio, il più lungo, è datato tra la fine del I secolo a.e.v. e i primi 50 anni e.v., all’epoca di Erode, e viene segnato in codice come “11Q”, in quanto è stato trovato nell’11° grotta esplorata dai ricercatori; i rotoli trovati nella grotta numero 5, circa 25, risalgono invece al periodo in cui il Regno di Giudea era governato dalla dinastia degli Asmonei, l’ultima fase prima della dominazione romana.

Ha spiegato che il Rotolo del Tempio è considerato il testo in cui Dio avrebbe fornito a Mosè le istruzioni per edificare il Tempio del Regno d’Israele. A tal proposito, ha anche mostrato varie ricostruzioni di come doveva essere il Primo Tempio ai tempi di massimo splendore, prima che venisse distrutto. “Tutto è presentato come rivelato direttamente da Dio,” ha detto Schiffman, “anche in quei testi in cui l’autore fa delle aggiunte rispetto agli originali 5 libri di Mosè.”

I vari testi ritrovati nei Rotoli riportano diverse interpretazioni dell’esegesi ebraica e della Torah.

 

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