Israele: ritratto dal vero di un paese

Arte

di Laura Brazzo

Milo Sciaky, "Confine siriano" (Portraits of a Land, Around Gallery, 2013)

Il confine siriano, Metula, Neve Zohan, Sderot, Kiryat Shmona, Beit Shean, il Negev, Be’er Sheva, Eilat, Ein Bokek, Ein Gedi, Dimona, e poi Gerusalemme, Tel Aviv, Masada…  luoghi noti e meno noti di Israele che ciascuno di noi ha sentito nominare almeno una volta, in alcuni casi per le cronache del conflitto israelo-palestinese, in altri perché meta del turismo di massa. Ciò che accomuna questi luoghi, però, è non solo la “notorietà”, ma anche l’immagine, l’iconografia, che spesso li accompagna, quella che immediatamente si forma nelle nostre menti al solo nominarli: i soldati in divisa e i carri armati sul confine siriano; le spiagge brulicanti e vivaci di Eilat e Tel Aviv; il Muro del Pianto e i hassidim di Gerusalemme; e poi ancora i coloni, le case colpite dai missili a Sderot… Immagini che sono diventate dei clichè, che tutti si attendono e vogliono, veicolate come sono da un certo modo di pensare, immaginare e rappresentare Israele.

Ma, se usciamo dai cliché, dalle forme e dalle pieghe spesso imposte dai media, cosa rimane di questi luoghi, iper-conosciuti, iper-citati? Cosa rimane delle strade dove i bambini si rincorrono? Cosa rimane dei luoghi dove palestinesi e israeliani si scontrano? Rimane la nuda e semplice terra. Ed è proprio questa terra –  talvolta sabbiosa, talvolta verde e rigogliosa, illuminata da un sole chiaro che pare perenne – che ci viene proposta nel volume “Portraits of a Land” (ed. Around Gallery, 2013) di Milo Sciaky, la cui presentazione è in programma a Milano per martedì 16 luglio presso lo spazio Nero Temporary di viale Montenero 78 (ore 18.00-22.00).

Trentasei fotografie che sono una sorta di “ritratto dal vero” di un paese che, come spiega Sandro Iovine nell’introduzione al volume, siamo abituati a vedere attraverso varie e diverse lenti. Milo Sciaky con questo progetto ha voluto raccontarci e mostrarci Israele per una volta senza filtri, restituendocelo per quel che è ed appare quando a farla da padrone non è il conflitto degli uomini per la terra, ma la terra stessa. E infatti nelle foto di Sciaky il soggetto è proprio eretz Israel,  la terra di Israele lungo tutti i suoi confini, da nord a sud e da est a ovest. Una terra che, spogliata da condizionamenti visivi e ideologici, rivela un’identità così forte da essere degna, come suggerisce il titolo, di un ritratto – con tutta la complessità e profondità che questo genere fotografico implica e porta con sè.

“Portraits of a Land” insomma è un vero e proprio libro di ritratti, in varie “pose”, di Israele.

Le foto che compongono questo raffinato volume di quasi cento pagine – il primo edito da Around Gallery  (di cui Sciaky è anche il fondatore) – sono state scattate fra il marzo e il maggio del 2011, sulla scia di una ricerca professionale e personale dell’autore, ma anche, come s’è detto, in alternativa ( o in risposta) all’immagine  di Israele spesso “sovrastrutturata” propostaci dai media. Da questo punto di vista le fotografie di Sciaky rappresentano e vogliono essere una sorta di re-start, un punto e a capo, una ripartenza su Israele libera da condizionamenti e segnata solo dall’empatia dell’autore con i luoghi. Da quest’idea di base è nato un progetto senz’altro originale, in cui la natura domina, anzi, è “domina”; e gli oggetti, le costruzioni dell’uomo, l’uomo stesso, appaiono accessori, dettagli di un quadro già dato, di un paesaggio che trova nell’elemento naturale – la sabbia, il mare, gli alberi, persino i ciuffi d’erba e i tronchi d’albero secchi  – tutta la sua straordinaria potenza. E ritrova persino, nelle immagini di Sciaky, quell’ordine e quell’armonia che gli sono intrinseche.

“Portraits of a Land”, pubblicato in tiratura limitata da Around Gallery, è curato da Sandro Iovine, direttore della rivista “Il fotografo” e maestro di lungo corso di Sciaky.

Nel corso della presentazione di martedì 16 luglio saranno esposte alcune foto e sarà possibile acquistare copia del libro.

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