In mostra fino al 22 aprile alla galleria Federico Rui ‘Eden’ di Barbara Nahmad

Arte

Barbara Nahmad, Summer Camp, 150×170 cm, 2012
Barbara Nahmad, Summer Camp, 150×170 cm, 2012

E’ stata inaugurata giovedì 25 febbraio alla galleria Federico Rui Arte contemporanea a Milano (via Turati 38) la mostra Eden della pittrice e artista ebrea milanese Barbara Nahmad. Dopo il grande successo registrato a Tel Aviv, l’esposizione aveva debuttato in Italia a Como nel giugno dell’anno scorso. Ora è la volta di Milano, dove rimarrà fino al 22 aprile 2016.

Attraverso uno stile asciutto ed essenziale, fatto di poche cromie e con una pittura di grande fascino, Barbara Nahmad racconta una storia che spinge lo spettatore ad osservare non solo l’immagine, ma il suo significato. L’artista infatti si ispira ai pionieristici anni a cavallo tra i Quaranta e i Cinquanta in Israele, per raccontare attraverso le immagini alcuni momenti di vita quotidiana, scene intime di un mondo nuovo che sta nascendo. E’ il Paradiso Terrestre dove tutto inizia, la purezza della vita nuova, dove si imparano i primi gesti, si va a scuola, ci si innamora.

Eden però contiene già in sé una visione del futuro, le fondamenta di una civiltà, della vita adulta nel mondo di domani. E’ uno sguardo che va oltre la realtà che abita. “Il Signore prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.” (Genesi, 2, 15). Eden è tutto questo: è il luogo dove tutto ebbe origine, il Giardino delle delizie in cui l’uomo trova la sua casa e la sua innocenza, il suo sogno e la sua libertà. La tecnica convive con questa nuova condizione, come dice l’artista “Ho infatti deciso di dare più spazio al vuoto, al non detto, al pudore e all’imperfezione, cioè a ciò che ancora è possibile raccontare.” Martina Corgnati nel testo del catalogo scrive. “Le immagini di Barbara Nahmad sono immensamente silenziose ma dicono moltissimo. Raccontano di una società dove tutti, anche i bambini piccoli, si assumono la responsabilità di sé stessi, dove il corpo e il benessere fisico occupano un posto importante; raccontano di una società collettivista dove la solitudine non sembra esistere, una società spartana dove c’è poco ma quel poco sostanzialmente deve bastare per tutti. (…) La pittura forse non racconta la storia, e meno ancora la teologia. Ma essa può esprimere, o raccogliere in questo caso, le qualità salienti di un’immagine e sospenderla nel tempo, decantarla fino a distillarne tutto il senso – e l’atmosfera.”

Federico Rui Arte Contemporanea, via Turati 38, Milano
orari: da martedì a venerdi 15.00-19.00 sabato su appuntamento

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