La Scuola ebraica di Milano partecipa al primo Efi European Debate Contest

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Si è svolto Mercoledì 15 Dicembre nell’Aula Magna della Scuola il primo Efi European Debate Contest; alunni delle classi superiori di diverse scuole in Europa si sono cimentati localmente in un confronto in stile “Debate”, formula di conversazione-confronto tipicamente anglosassone che viene spesso impiegata per attivare dinamiche di gruppo.

Nella nostra Scuola, è stata erogata una specifica formazione preventiva cui hanno partecipato diversi docenti. Essi si sono a loro volta attivati per coinvolgere i loro rispettivi alunni:  questo format può così  risultare molto utile non solo dal punto di vista didattico ma anche a livello sociale .

Sono state quindi assegnate nei giorni scorsi due “missions” sulle quali gli alunni delle nostre classi IV Superiori si sono preparati con i rispettivi docenti e sono stati oggi chiamati a confrontarsi: il tutto rigorosamente ed esclusivamente in lingua Inglese! Gli argomenti scelti dal comitato organizzatore di Efi, gli stessi per tutte le scuole, erano la Zedakà e lo Shabbàt. Su queste tematiche è avvenuto il Debate di oggi che ha visto i ragazzi estremamente coinvolti e partecipativi; dai vari “teams” in cui sono stati suddivisi, sono emersi spunti molto profondi: “è giusto dare Zedakà a chiunque?” citando fonti della Torà (“quando lo straniero vive assieme a te non puoi fargli del male”), fonti rabbiniche e talmudiche sul “diritto di precedenza” di chi riceve la Zedakà o sull’importanza di rispettare e mantenere buone relazioni con chi ci sta accanto anche se non è ebreo.

Per quanto riguarda lo Shabbàt, il soggetto della discussione verteva sull’utilizzo dell’elettricità: l’origine del divieto e come questo si traduce oggi nelle nostre case; anche in questo caso, a supporto delle proprie tesi, sono state portate argomentazioni molto interessanti: se il divieto oggi è espressione diretta di ciò che dice la Torà (il divieto di accendere fuoco) o se questo è derivato da estensione Rabbinica, citando con grande consapevolezza fonti come Rav S.A. Auerbach, il Chazòn Ish e la Mishnà Berurà.

Al termine di questa prima fase è stata rivelata la missione “non preparata” su cui i teams dovevano confrontarsi: “l’Ebreo DEVE credere in Dio?”. A questo punto sono stati dati ai gruppi 45 minuti per sviluppare le proprie argomentazioni a cui sono scaturite discussioni estremamente profonde sulla Fede, l’importanza di applicare le Mizvot o di recitare (o meno…) la relativa Benedizione.

Davvero stupefacente il livello di padronanza dell’inglese emerso da questo dibattito che ha visto coinvolti docenti di più materie in una straordinaria attività interdisciplinare.

Una giuria predisposta dovrà ora decidere quale è il team vincente che si recherà ad Atene a marzo per la finale Europea.

Gli elogi vanno quindi alla Prof.ssa Patierno che ha erogato la prima formazione, ha seguito tutto il processo ed i suoi alunni; alla Prof.ssa Artigiani che ha preparato i suoi alunni sui temi specifici ed al Prof. Maskil Paolo Shunnach che si è davvero prodigato dedicando tempo e risorse alla preparazione dei ragazzi sugli aspetti ebraici, suggerendo spunti, fonti ed argomentazioni.

Ma il riconoscimento più importante va agli alunni che si sono impegnati a fondo, studiando, provando, a scuola ed a casa, su zoom o in presenza, esercitandosi in lingua inglese!

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