Milano e la Comunità ebraica insieme con la kippà nella manifestazione contro il terrorismo

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di Roberto Zadik

Da sinistra Roberto Jarach, vice presidente Ucei, e Milo Hasbani, co-presidente della Comunità ebraica di Milano
Da sinistra Roberto Jarach, vice presidente Ucei, e Milo Hasbani, co-presidente della Comunità ebraica di Milano

Una serata per dire “no” al terrorismo, alla violenza, all’intolleranza religiosa e razziale, dove tutti, ebrei e non ebrei, indossavano la kippà, come segno di fratellanza e di comprensione reciproca. Organizzata dall’associazione Amici d’Israele, da Manfredi Palmeri e dall’assessore alla Cultura comunitario Davide Romano, con la collaborazione dei City Angels e di Mario Furlan l’iniziativa intitolata “Milano con la Kippà, aggressione a un ragazzo ebreo, non solo vicinanza” ha riscosso un certo successo riunendo un gran numero di cittadini milanesi di religione ebraica e non alcuni dei quali avevano in mano bandiere francesi e israeliane.

Tutto è cominciato con un presidio davanti a “Carmel” luogo dove giovedì scorso è stato aggredito Nathan Graff, dove istituzioni comunitarie, come il vicepresidente Ucei, Roberto Jarach, i due presidenti Besso e Hasbani e il Rabbino Capo, Rav Alfonso Arbib hanno incontrato cittadini, giornalisti e iscritti alla comunità. Poi scortati dalla polizia,  tutti assieme e in un silenzio commemorativo e denso di significati hanno sfilato da Bande Nere alla sede del Consiglio di Zona 6, zona Primaticcio dove si sono tenuti una serie di importanti interventi istituzionali.

Partecipazione, solidarietà e una risposta calorosa della città e della comunità, alle violenze che stanno dilagando in questo cupo periodo, da Milano, a Parigi con il massacro venerdi 13 novembre al “Bataclan”,a Israele con una spirale di accoltellamenti di civili innocenti. Presenti all’evento diversi politici del mondo ebraico, da Romano, al vice assessore alla Cultura Gadi Schonheit, all’assessore alla Comunicazione Daniele Misrahi, a Rav Roberto Della Rocca a Ruggero Gabbai, Deborah Segre e Yoram Ortona, tutti consiglieri comunali. Hanno partecipato all’iniziativa anche diverse  istituzioni milanesi e nazionali, fra cui l’assessore regionale Giulio Gallera e il consigliere regionale e ex vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, Maryam Ismail, membro della segreteria milanese del Partito Democratico, Bruno Dapei, ex presidente del Consiglio Provinciale e i consiglieri zona 6, Fabrizio de Pasquale e il presidente Gabriele Rabaiotti, il parlamentare Andrea Orsini.

A cominciare la maratona di brevi discorsi è stato proprio Davide Romano che ha sottolineato l’urgenza di questa iniziativa in un periodo “particolarmente cupo costellato da attentati e di fatti tragici che si sono susseguiti a distanza ravvicinata fra loro”. Successivamente, Romano, ha dato la parola a varie personalità del mondo politico milanese e nazionale. Come il presidente del consiglio di Zona 6, Gabriele Rabaiotti che dando il benvenuto ai cittadini della comunità ebraica ha detto “questa è un occasione fondamentale di incontro con voi, in questo momento difficile per voi e per tutti. Questa è la casa di tutti i milanesi e l’iniziativa rappresenta un segno per il futuro. Dobbiamo  costruire assieme un percorso di cultura e di pace e speriamo di ritrovarci anche in occasioni piacevoli”. Romano, Manfredi Palmeri e Mario Furlan si sono soffermati sull’aggressione a Nathan Graff e sui rischi dell’intolleranza e dell’antisemitismo e sulle violenze che stanno accadendo in Francia.  Furlan “gli ebrei sono sentinelle della democrazia e poter portare la kippà in testa liberamente è un segno importante di libertà. Compiere la violenza contro un ebreo che nella sua storia ha già molto sofferto di questo è particolarmente spregevole”. Romano invece ha ricordato come “la storia ci insegna che quando vengono aggredite le minoranze e gli ebrei poi si passa agli altri. Anche in Francia è successo lo stesso, prima con l’attacco alla scuola ebraica di Tolosa e altri gravi episodi antiebraici per arrivare a Charlie Hebdo, al Supermarket kasher e alla strage al Bataclan”.

Molto efficace l’intervento di Manfredi Palmeri , fra gli organizzatori della manifestazione, che ha parlato dell’aggressione a Nathan Graff e del suo attuale stato di salute ricostruendo le fasi salienti della serata e mettendo in evidenza l’importanza di combattere la violenza e la sua illogicità.  “Oggi ho incontrato la sua famiglia e siamo stati in silenzio. Ci siamo riuniti davanti a Carmel in silenzio e abbiamo camminato tacendo rispettosamente assieme a tutti voi fino a questa sede comunale. All’inizio non volevo parlare e non pensavo fosse giusto che si facessero discorsi. Poi invece ho pensato che le parole servono ed è necessario esprimersi, dare sostegno ai famigliari di Graff che hanno sofferto momenti tremendi.” “Penso che i fatti di Milano e quanto accaduto siano collegati strettamente fra loro. L’Europa deve capire che senza gli ebrei non può capire sé stessa e trovare una soluzione ai propri problemi”. Concludendo il suo intervento, Palmeri, ha ribadito che “bisogna combattere non solo le forze del male ma anche chi rende fertile il terreno affinchè esse si diffondano anche se il male è illogico e stasera abbiamo svolto una piccola parte nel contrastarlo, ma non finisce certo qui”.

Fra i momenti più toccanti della serata, la lettura da parte di Shmuel Hezkia, cognato di Graff del suo discorso che ha tradotto dall’ebraico all’italiano. “Dico a tutti i presenti in sala che ringrazio Dio che in questa via mi ha fatto un miracolo ridandomi la vita in regalo. Sono grato a ognuno di voi, personalmente e singolarmente, agli ebrei in Italia e ai non ebrei, al mondo che prega per me ogni giorno. Ricevo costantemente chiamate per sapere come sto e questo mi rende molto felice. Ogni essere umano è una famiglia e dobbiamo stare tutti sempre vicini per la pace e mai per la violenza”.

Sostegno e vicinanza alla comunità e alle vittime delle recenti violenze in Francia, anche da parte dei consiglieri Giulio Gallera “da sempre amico di Israele” come ha ricordato, di Riccardo De Corato, di Bruno Dapei e di altre personalità della politica, dal candidato sindaco Corrado Passera a Maryam Ismail, membro della segreteria milanese del Partito Democratico, somala e musulmana. Cominciando da Gallera, egli ha ricordato come “un mese fa ci trovavamo per la manifestazione a favore d’Israele e ora siamo ancora qui per un barbaro atto di emulazione degli accoltellamenti che stavolta è successo qui, sul nostro territori. Non faremo nessun passo indietro nella lotta alla violenza e nella difesa della democrazia e della pace come unica soluzione alla barbarie”. Dello stesso avviso anche Riccardo De Corato che ha espresso “totale solidarietà a tutti voi della comunità ebraica, che col vostro coraggio avete dato un segnale forte alla città. Ancora oggi non si sa chi sia stato l’aggressore e spero che venga catturato presto prima che possa colpire nuovamente e sono sicuro che le forze dell’ordine si impegneranno per questo”.

Molto importante anche l’intervento di Maryam Ismail che ha richiamato il pubblico all’importanza del dialogo interreligioso e della pace fra culture. “Un fratello ebreo è stato accoltellato e questo riguarda tutti noi. Dobbiamo parlarci ed essere solidali fra di noi, se no il terrorismo avrà vinto. Ho voluto essere qui con voi stasera.”

In conclusione sono intervenuti, il presidente Hasbani che ha ringraziato il Comune e le forze dell’ordine,  Bruno Dapei che ha puntualizzato come “prima dell’aggressione, a Milano, la presenza di polizia e militari in tutti i luoghi ebraici era uno dei tanti segnali che qualcosa poteva accadere e noi siamo stati tutti disattenti nel notare questo elemento” e  Andrea Orsini, deputato alla Camera di Forza Italia che ha tenuto un intervento di rilievo.

Nel suo discorso ha espresso la sua indignazione“per un attacco a un ebreo avvenuto a settant’anni dalla Shoah in una città europea per il solo fatto di essere ebreo”  affermando che “quello che accade agli ebrei e a Israele riguarda tutti noi ed è un segnale per l’Occidente”

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