Un laboratorio di idee etiche

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Nasce a Milano la fondazione Maimonide.

È stata recentemente fondata e sarà presentata alla città di Milano il 22 novembre a Palazzo Reale, nella Sala delle Cariatidi. Stiamo parlando della Fondazione Maimonide, fortemente voluta da rav Giuseppe Laras e da alcuni membri della nostra comunità con lo scopo di dare voce a idee, approfondimenti e proposte, che aiutino a orientare la società civile in senso etico.
La Fondazione Maimonide è retta da un Comitato di fondatori, di cui fanno parte Enrico Schwarz e Guido Borella, e da un Comitato scientifico composto oltre che da rav Laras, che lo presiede, da Michele Luzzatti, ordinario di Storia Medievale all’Università di Pisa e da Massimo Giuliani, associato di Studi ebraici alla Università di Trento.
La Fondazione si richiama idealmente a Maimonide, assumendone il nome, in ricordo dell’illustre filosofo di Cordoba, dato che questi è un esempio dell’azione di stimolo e sviluppo, portata in tutti i settori dell’esistenza, quali medicina, filosofia, religione, teologia, cultura scientifica e politica sociale, mettendo a confronto il suo forte senso d’identità ebraica con la cultura e il pensiero greco e islamico del suo tempo.
Incontriamo rav Laras nel suo ufficio milanese per farci spiegare quali saranno gli ambiti di azione della Fondazione.
“La Fondazione ha lo scopo”, dice rav Laras, “di promuovere confronti e dare voce e spazio a tutte quelle iniziative che aiutino a sviluppare il rinnovamento della società in senso etico, mettendo a disposizione della società civile l’esperienza ebraica nelle sue varie e multiformi espressioni. In questo modo si agevolerà la diffusione del pensiero e della cultura ebraica, con i benefici riflessi che una maggior conoscenza può portare nell’ambito della società”.

Qualche esempio concreto della futura azione della Fondazione?

La Fondazione, come già detto, intende favorire la promozione e la valorizzazione del patrimonio culturale ebraico, sviluppandone la conoscenza sotto il profilo religioso, storico, filosofico, archeologico, bibliografico. In tale ambito saranno attivate attività didattiche (corsi, seminari e convegni) sempre finalizzate a far conoscere al mondo esterno i diversi aspetti della cultura ebraica.

Pensate anche a pubblicazioni?

Certamente. In particolare puntiamo a coinvolgere giovani studiosi, offrendo loro incentivi e borse di studio.

Possiamo chiamare la Fondazione Maimonide una casa della cultura ebraica che cerca il dialogo con il mondo esterno?

Perché no? Come ho detto, il nostro scopo è quello di favorire momenti d’incontro e di riflessione interreligiosa, ma anche di promuovere occasioni di studio e di approfondimento legate alla storia e alla cultura di Israele.

A quando il vostro primo appuntamento?

La presentazione della Fondazione Maimonide avrà luogo il 22 novembre, alle 18, nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale. Vi sarà una mia prolusione sul tema Sono le religioni strumento di pace? cui seguiranno le riflessioni, rispettivamente, di monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Commissione Episcopale Ecumenismo e Dialogo della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), di Ferruccio De Bortoli, direttore de Il Sole 24 Ore, e dello lo sheikh Abd Al Wahid Pallavicini, presidente della Comunità religiosa islamica italiana (Co.Re.Is).



Info: 3385083639

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