Un cortile del Castello Sforzesco per il 60mo Yom Hazmaut milane

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Un evento davvero eccezionale, quello di domenica 12 maggio, quando anche Milano, in contemporanea con la culminante Fiera libraria di Torino, ha dedicato al 60mo compleanno di Israele la splendida Rocchetta del Castello Sforzesco, autentico simbolo cittadino che per un intero giorno ha portato magnificamente i colori, la musica e l’atmosfera del paese più celebrato e più discusso di ogni altro: l’unico capace di dimostrare che, se davvero “la bellezza salverà il mondo”, questa stessa bellezza, difficile e profonda, in questo mondo può ancora trovare la propria dimora.

E, mantenendo l’incanto, tra i portici dell’antica corte, una delle cornici più emozionanti di Milano, i visitatori, in maggior parte giunti volutamente ma qualche volta anche per un caso fortuito, hanno trovato ad accoglierli l’irresistibile fascino di Israele, accentuato dal sole della primavera cittadina. Voluta dalla Comunità Ebraica di Milano, che per l’occasione è scesa in campo accanto alle associazioni Amici di Israele e Italia Israele, la festa ha offerto un interessante mix di arte, cultura e folklore, con un programma “creativo” quel tanto che bastava per lasciare il giusto spazio all’improvvisazione.

Accanto agli stands di oggettistica, ai punti informativi delle istituzioni sociali e culturali ed alla, sempre gradita, gastronomia, non sono mancati, ovviamente, i libri di quegli autori, più o meno noti, legati ad Israele ed alla cultura ebraica, che, forse per una soffusa eco dell’effetto Salone di Torino, hanno riscosso grande successo ma hanno anche generato una piacevole e rara occasione di “interazione letteraria” tra gli appassionati.

Grandissimo afflusso di pubblico, peraltro entusiasta, alla conferenza “I primi 60 anni di Israele”, organizzata per presentare il numero di maggio che L’Europeo ha dedicato a questa speciale ricorrenza: la presenza di relatori d’eccezione, quali Piero Ostellino e le scrittrici israeliane Lizzie Doron e Sara Shilo, hanno fatto sì che si raggiungesse in brevissimo tempo il massimo numero di accessi consentiti, lasciando purtroppo a molti la possibilità di ascoltrare gli interventi solo dall’esterno.

Nel tardo pomeriggio, infine, via libera alla musica di Progetto Davka (www.progettodavka.org), il gruppo di due giovani e bravissimi musicisti romani, che hanno regalato ai presenti il singolare concerto Tra sacro e profano, un vero ed affascinante viaggio musicale, intrecciato e snodato attraverso melodie israeliane tradizionali e testi antichi, armonizzate con ritmi e sound attuali.

Una giornata ideale per celebrare la straordinaria bellezza di questi primi sessant’anni di Israele con un evento che, dimenticando le controversie che questo anniversario purtroppo ha dovuto subire, speriamo possa ripetersi, magari anche senza farci attendere altri 60 anni.

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