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Una precisazione
Nella mia lettera “Giunta aperta, Giunta chiusa” ho usato termini che per qualcuno possono essere risultati personalmente offensivi.

Mi sono forse fatto trascinare dalla “vis polemica”, ma non era mia intenzione né mettere in dubbio la buona fede, né far passare l’idea che alcuno, nessuno escluso, dei membri del precedente Consiglio possa essere stato scorretto, e se qualcuno ha capito questo me ne dispiaccio e me ne scuso.

Rimane comunque il fatto sostanziale che la Comunità era male amministrata.

Un cordiale Shalom

Alberto Foà

Due comunicazioni dell’Assessore Alberto Foà.


Facciamo il punto della situazione

Giunta aperta o giunta chiusa

Cari amici,
mi rifaccio vivo con voi a poco più di un mese dalle elezioni del 16 maggio. Il nuovo Consiglio della Comunità si è riunito per la prima volta l’1 giugno, è stata nominata la Giunta (un comitato ristretto composto dal Presidente e da 6 persone che prendono in carico la supervisione dei i diversi settori dell’Amministrazione della Comunità). In particolare, a me è stato affidato il compito di seguire le Finanze,il Personale ed i Tributi.

La situazione che ho trovato è stata veramente terribile: la mia sorpresa è andato ben oltre ai ben noti dati sull’ammontare del debito accumulato e sul deficit annuo. Ho trovato una situazione di totale disorganizzazione, prepotenza , prevaricazione, anarchia e mancanza assoluta di controllo sui conti e sulle procedure.

a) Ho trovato il personale sfiduciato, abituato a barcamenarsi giorno per giorno senza alcun indirizzo procedurale od amministrativo.

b) Non esiste un organigramma e non sono note le linee di reporting e le responsabilità. Le retribuzioni individuali, in alcuni casi, appaiono più il frutto di relazioni personali con questo o quel Consigliere del passato Consiglio che non del merito personale o del ruolo ricoperto. Questo stato di fatto avvantaggia, in modo sistematico, i più prepotenti e mette in ombra i più onesti ed i più capaci.

c) Non vi sono dati, né controllo dei dati. Ad esempio, i solleciti dei pagamenti relativi ai tributi arretrati non vengono più effettuati da tre anni, da tre anni non vengono più inseriti i tributi dei nuovi iscritti, i precedenti Consiglieri avevano arretrati di contributi non pagati per 30.000 euro, i dipendenti per 10.000. Vi sono dipendenti a libro paga che non si sa cosa facciano. Molti fornitori della Comunità, iscritti essi stessi, sono indietro con il pagamento dei loro contributi. Alcuni fornitori di beni o servizi venivano pagati con forme di compensazione (sotto forma di sconti sulle rette scolastiche o sui tributi) in palese violazione delle più elementari norme di corretta amministrazione. I rimborsi spese venivano pagati per pronta cassa dietro la semplice presentazione di bigliettini scritti a mano e vistati da questo o quel Consigliere che li usava come strumenti di gestione personale del consenso.

d) I pagamenti venivano, spesso, effettuati senza alcuna copertura, cioè senza una delibera di Giunta che l’autorizzasse e/o senza una posta contabile prevista nel bilancio preventivo.

e) I contributi dei dipendenti non vengono più versati agli Enti Previdenziali di competenza da oramai 2 anni, le ritenute IRPEF anche.

f) Non vi è traccia di controllo di gestione da anni: in altri termini, la Comunità vara un bilancio preventivo che rimaneva un esercizio inutile ed accademico perché in corso d’anno nessuno si preoccupava di verificare eventuali sconfinamenti dal bilancio preventivo stesso. Ed in effetti, negli ultimi 4 anni il deficit è costantemente salito da 1,3 milioni di euro nel 2006 a 1, 4 milioni nel 2007, a 2, 7 milioni nel 2008, fino a 3,5 milioni di euro nel 2009.

g) Per 94 alunni della Scuola su 523 alunni in totale, nonostante la Comunità abbia concesso, a chiunque ne abbia fatto richiesta, la parziale o totale esenzione dalla retta scolastica, le famiglie non hanno pagato,in tutto o in parte la retta per i figli; nessuno del precedente Consiglio si è preoccupato di chiedere all’Amministrazione di effettuare un sollecito. Questo significa che pagare è diventato, per molti, un optional – creando così per alcuni un diritto implicito di mettere a carico di coloro che pagano il loro essere in mora.

In altri termini, la Comunità, all’insegna di un malinteso “volemose bene”, di un ipocrita buonismo, e anche sull’onda di forte spinte personalistiche è stata vittima di una sistematica diminuzione di capacità economica ed ha perso credibilità ed autorevolezza nei confronti dei propri iscritti. Tutto ciò, purtroppo non è tutto, altri aggiornamenti (sfortunatamente) seguiranno. Vi risparmio commenti ed esempi pratici raccapriccianti per non fare nomi e per evitare di mettere singole persone alla gogna.
Qui di seguito, le prime delibere assunte durante la Giunta dell’8 giugno e pubblicate sulla Newsletter del Bollettino.

1. A far data dal 9 giugno 2010 non verranno più effettuati pagamenti per cassa.

2. Tutti i pagamenti verranno effettuati due volte al mese (ogni primo lunedì del mese ed ogni terzo lunedì del mese).

3. Tutti i pagamenti dovranno avere adeguata copertura della voce di bilancio preventivo relativa, o di specifica delibera di giunta, che dovrà essere riportata sulla fattura o sul documento equipollente attestante la richiesta di pagamento.

4. Tutte le richieste di pagamento dovranno essere firmate dal Segretario Generale.

5. I rimborsi spese dovranno essere autorizzati in via preventiva dal Capo Servizio e successivamente dal Segretario Generale. Per rendere effettivo il pagamento dovranno essere controfirmati dall’assessore alle Finanze.

6. Non verranno più effettuati pagamenti in compensazione diretta.

7. Non verranno più effettuati pagamenti a fornitori iscritti alla Comunità non in regola con il pagamento del proprio contributo o di altri servizi.

Tutti i contratti in scadenza (sia verso i fornitori che quelli a tempo determinato o a progetto) non verranno automaticamente rinnovati. Eventuali richieste di rinnovo, per tutti i contratti in scadenza entro il 15 di settembre 2010, dovranno giungere da parte dei Capo Servizio entro il 20 di giugno al Segretario Generale A. Sassun, che li sottoporrà all’assessore alle Finanze e al Personale, e dovranno essere accompagnate da opportune motivazioni che ne dettaglino anche l’impatto economico (non oltre le 15 righe).


Con questi semplici e lineari provvedimenti abbiamo ridotto di ben 500.000 euro l’indebitamento della nostra Comunità in sole 2 settimane.

In tutto ciò, abbiamo ritenuto che le riunioni di Giunta dovessero svolgersi a porte chiuse dando, per contro, pubblicità e trasparenza alle delibere. Questo è necessario per sottrarre i membri della Giunta a pressioni e ricatti di tipo personale; nessuno organo decisionale, dal Consiglio dei Ministri alle Giunte Comunali ai Consigli di Amministrazione, si riunisce a porte aperte – esattamente per consentire ai loro membri di potere discutere e decidere con serenità. Per contro, e all’opposto di quanto si verificava con la Giunta precedente, alle delibere di Giunta viene data la massima trasparenza con la pubblicazione sulla Newsletter del Bollettino.

L’opposizione ha scatenato una bagarre scandita anche da attacchi personali, per permettere ai Consiglieri non facenti parte della Giunta di assistere alle riunioni della Giunta accusandoci di mancanza di trasparenza e scarsa democrazia. Le Giunte precedenti, viceversa, avvenivano in presenza di tutti i Consiglieri all’insegna di una palude consociativa che vedeva tutti partecipi e “corresponsabili”. Se ve ne prendete la briga, non troverete alcuna delibera delle Giunte precedenti che sancisca uno solo dei piccoli e grandi abusi che hanno contrassegnato l’amministrazione della nostra Comunità negli ultimi anni e questo per un semplicissimo motivo: che, alla faccia della trasparenza,
le delibere non venivano rese pubbliche sfuggendo ad ogni logica di confronto e controllo democratico.
Il prossimo martedì 22 giugno, a Scuola, si terrà un Consiglio straordinario che avrà ad oggetto le richieste dell’opposizione di tenere le riunioni di Giunta in forma aperta; vi prego di intervenire il 22 giugno e di diffondere a tutti coloro che possono essere interessati al futuro della Comunità questa mia lettera.
Un cordiale shalom a tutti,

Alberto Foà

Sulle pagelle e le rette scolastiche

Cari amici,
torno a scrivervi su un tema che ha sollevato dibattito fra gli iscritti.
Una decina di giorni fa, dopo avere verificato che vi erano 225.000 euro di rette scolastiche non pagate, ho dato disposizione all’Amministrazione – di concerto con il Presidente e dopo aver parlato con i Presidi ed i Vice Presidi di tutti gli ordini della Scuola – di non consegnare le pagelle alle famiglie che non erano in regola con i pagamenti delle rette scolastiche.

Voglio analizzare con voi la situazione: all’inizio dell’anno scolastico 2009- 2010, a fronte di rette dovute per un totale di 2.300.000 euro, sono state concesse, a coloro che non potevano pagare la retta intera, esenzioni di pagamento totali o parziali per un totale di 750.000 euro, pari a circa il 35% del totale. Con tutti coloro che l’hanno richiesto si è provveduto a concordare la quantità ed i tempi del pagamento.

Alla fine dell’anno scolastico, nonostante questo, vi erano ben 225.000 di euro di rette non pagate.

Dopo la circolare dell’Amministrazione, la pagella è stata consegnata a quasi tutti i ritardatari che, nella stragrande maggioranza hanno pagato immediatamente quanto dovuto; chi non poteva pagare ha concordato una rimodulazione del piano di pagamento. Voglio anche segnalare che, fra i ritardatari, vi era un gruppo numeroso di famiglie che dovevano la retta piena e non avevano chiesto alcuna esenzione né totale né parziale. Molte di queste famiglie hanno, palesemente, un tenore di vita che non lascia dubbi in merito alla loro possibilità di pagare la retta scolastica.

Non ritengo ammissibile che chi ha un debito nei confronti della Comunità possa procedere, in modo autonomo, ad autoridursi o addirittura a ritardare a tempo indefinito quanto dovuto. Anche chi non era in grado di pagare, avrebbe dovuto chiedere un appuntamento con l’Amministrazione per concordare (così come è stato fatto dopo l’adozione del provvedimento) una ulteriore rimodulazione nei pagamenti. Bisogna tenere presente che il mancato pagamento rimette l’onere del mancato incasso sul resto della collettività e, in particolare, su coloro che hanno pagato, magari facendo rinunce e sacrifici personali.

Qui non si tratta di volere trasformare la Comunità in un’azienda. La Comunità, come qualsiasi organizzazione, ha il sacrosanto dovere di garantire la propria sopravvivenza, in primis, a vantaggio degli iscritti ed, in particolare, di coloro che hanno più bisogno di una Comunità viva e non defunta: bambini, giovani, anziani e persone in stato di necessità. Il fatto che la Comunità funzioni, e funzioni bene, è una garanzia per tutti ma primariamente per queste categorie. Ogni organizzazione, però, per funzionare ha bisogno di regole condivise e soprattutto che valgano per tutti in modo chiaro, intellegibile e trasparente. Il significato morale, prima che amministrativo, di questo provvedimento è stato esattamente questo: fare capire a tutti che, senza eccezioni, che, a partire dal 1 giugno 2010, la Comunità c’è, funziona ed è bene amministrata non nell’interesse di alcuni ma nell’interesse di tutti.

Le organizzazioni che funzionano sono strutturate ed imperniate esattamente su questo: regole chiare ed universali senza eccezioni. L’Amministrazione è aperta ad esaminare tutte le possibili situazioni personali ma, se rinunciasse a difendere la Comunità, che è un bene di tutti, e ad applicare le regole mancherebbe ai propri stessi doveri nei confronti degli iscritti. Un’organizzazione che non abbia la dignità di difendere sé stessa e le proprie regole è già morta in partenza ed è destinata a perdere credibilità nei confronti di coloro che le sono più vicini: questo è il motivo per il quale tanta gente si è allontanata dalla Comunità negli ultimi anni e cioè la sensazione – più che fondata -che regnasse l’arbitrio più totale.

Altri provvedimenti, tesi a implementare questi principi, seguiranno. Fra 12 mesi avremo una Comunità più sana, meno esposta ad abusi, meno povera e più in grado di svolgere il suo compito.

Un cordiale shalom,

Alberto Foà

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