Cinema: anteprima col CDEC del film “Vento di primavera”, lunedì 24 gennaio

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di Miriam Bendayan

Vento di primavera

Parigi, 1942: Joseph è un ragazzino ebreo di 11 anni che vive in una città sconvolta dall’occupazione nazista finché, il 16 luglio, la sua vita cambia per sempre.  Parte da qui Vento di primavera (La Rafle – Francia 2010), film di Rose Bosch che verrà presentato in anteprima dalla fondazione CDEC lunedì 24 gennaio al Cinema Anteo di Milano, via Milazzo 9 (per gli inviti contattare video@cdec.it).

L’introduzione sarà affidata alla storica Liliana Picciotto e i ricavati della serata andranno infatti per metà al CDEC e per metà al villaggio di Yemin Ordé in Israele, dove in seguito al drammatico incendio di Haifa, centinaia di bambini hanno perso tutto ciò che avevano e si trovano oggi in situazioni drammatiche.

La Rafle è la tristemente celebre retata che portò al rastrellamento di 13.000 ebrei parigini al Vélodrome d’Hiver e alla loro successiva deportazione. Tutto è dettagliatamente ricostruito in questo film e la regista ha impiegato ben tre anni per documentarsi e scovare la quasi totalità degli scritti e delle testimonianze.  Una ricostruzione storica assolutamente unica, uno scrupolo documentario come raramente si è visto. Tutti i personaggi sono infatti esistiti e ogni evento, anche il più estremo, avvenne realmente in quella tragica estate del 1942.

La vicenda si dipana attraverso gli occhi dei protagonisti, Jo Weismann (Hugo Leverdez), l’undicenne che sarà uno dei pochissimi sopravvissuti dopo la guerra, e il piccolo “Nono” (Mathieu e Romain Di Concetto), strappato crudelmente alla sua famiglia: le loro storie si scontrano drammaticamente con la ferocia dei loro persecutori ma anche con il coraggio di chi non esitò a mettere a rischio la propria vita per stare vicino alle migliaia di innocenti che venivano  portati via.  Stiamo parlando di Mélanie Laurent, che dà vita sullo schermo al personaggio pieno di empatia e slancio dell’infermiera Annette Monod e al famoso attore Jean Reno, che qui ritroviamo nelle vesti del generoso dottor Sheinbaum.

Vento di primavera è un film che per la tragicità delle storie narrate ha fortemente coinvolto tutti gli interpreti e non potrà lasciare indifferente nessuno spettatore. Un’opera che mostra, una volta per tutte, quello che realmente la Repubblica di Vichy ha fatto agli ebrei ma che, al tempo stesso rende omaggio anche alla speranza: il mattino della retata su 25.000 ebrei, furono ben 12.000 quelli che non vennero mai trovati. Una cifra che racconta la solidarietà di chi guardava ma non stava alla finestra. In una nazione occupata palmo a palmo, strada dopo strada, ciò significò che ad accogliere quei 12 mila ebrei furono, coraggiosamente, i loro stessi vicini di casa, anch’essi francesi, ovviamente

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