6 Marzo: Gariwo, l’Europa dei Giusti

di Fiona Diwan

Gabriele_NissimA Milano è in programma l’annuale cerimonia di dedica dei nuovi alberi al Giardino dei Giusti:
6 marzo, ore 11.00, Giardino dei Giusti di tutto il mondo, Monte Stella

“Ieri e oggi, i Giusti sempre necessari”

 

 

 

«Alla luce degli eventi di Parigi, la Giornata europea dei Giusti 2015 avrà una sfumatura particolare: si focalizzerà sulla lotta al fondamentalismo e all’islamismo radicale. Come? Ricordando sei Giusti tra cui due siriani, Razan Zaitouneh e Ghiyat Matar, due giovani figure di “dissidenza” che con le loro azioni hanno fatto quotidianamente da muro all’estremismo islamista. Con Paesi che hanno dei leader genocidari al potere, come il Califfato o Bashar Assad, diventa sempre più importante dare valore a queste figure di resistenza, per non lasciarle sole davanti a un destino pericoloso e difficile».

 

Così si esprime Gabriele Nissim, Presidente di Gariwo-Il Giardino dei Giusti, in occasione della Giornata europea dei Giusti del 6 marzo, che lo vede impegnato in una serie di iniziative tutte mirate a ricordare situazioni e Paesi a rischio genocidio (per tutte le numerose iniziative e info del mese di marzo vedere www.gariwo.net). Indicando sei figure esemplari, la scelta dei nuovi Giusti si proietta sulle urgenze della contemporaneità.

Saranno infatti ricordate figure che in contesti molto diversi si sono impegnate per reagire alle tragedie della Storia, facendo valere il primato della coscienza. È il caso di Razan Zaitouneh e Ghyath Matar, musulmani che hanno resistito con coraggio alla crudeltà del regime siriano e al fondamentalismo, opponendo alla violenza l’informazione veritiera su ciò che accade nel loro Paese. Entrambi hanno pagato un prezzo altissimo, l’uno con la vita e l’altra con la prigionia, la clandestinità e alla fine il rapimento da parte di bande estremiste, con sospetto coinvolgimento del regime. È il caso di Alganesh Fessaha, cittadina italiana e milanese di origine eritrea, Ambrogino d’Oro nel 2013, che da anni si prodiga con disinteresse, spirito umanitario e a rischio della vita, per assistere e spesso trarre in salvo da situazioni estremamente pericolose i profughi, in particolare eritrei, etiopi e sudanesi. A Lampedusa lo scorso anno ha assistito e soccorso i profughi salvati dal naufragio e in Nord Africa e Medio Oriente ha salvato altre centinaia di vite dal traffico di esseri umani.
Ma l’anno 2015 segna anche un triste anniversario: i 100 anni del genocidio armeno, considerato dagli storici la “prova generale” di tutti gli etnocidi del ‘900, un tema molto caro a Gabriele Nissim che gli dedicherà infatti il prossimo libro in uscita ad aprile. «Eliminare i diversi all’interno della società ottomana era una delle logiche fondative della rivoluzione dei Giovani Turchi ed è quello che li spinse a trucidare un milione e mezzo di armeni. Per questo Gariwo ha voluto dedicare – alla presenza del sindaco GiulianoPisapia, ndr -, un albero nel Giardino dei Giusti di Milano alla figura del sindaco turco di Aleppo, Mehmet Gelal Bey che nel 1905 si oppose agli ordini del governo di Istanbul rifiutandosi di eliminare gli armeni che vivevano in città. Oggi, ricordare i Giusti ottomani vuol dire ricordare delle figure-ponte fondamentali per il dialogo e la riconciliazione tra turchi e armeni. Non a caso abbiamo appena creato un comitato che favorisca la via del confronto tra i due popoli». Davvero degno di nota il personaggio di Gelal Bey, tra i pochi a rifiutare la deportazione delle carovane di donne, vecchi e bambini, nel deserto di Der-es-Zor. Organizzò campi di raccolta per i profughi armeni che arrivavano a migliaia ad Aleppo, predispose una rete di soccorso e distribuzione del cibo. Aiutò molti a fuggire. Fu rimosso dall’incarico e trasferito a Konya. Visse in povertà, carico di rimpianto per non essere riuscito a impedire lo sterminio del popolo armeno.
Le iniziative e gli eventi messi in piedi da Gariwo per l’edizione 2015 sono numerosi e di grande impatto. Altro nome emblematico tra i sei Giusti di quest’anno, è la figura del giudice Rocco Chinnici, tra i pionieri della lotta a Cosa Nostra, colui che per primo pensò di creare il pool anti Mafia e che per questo fu ucciso nel 1983. Inoltre: un evento dedicato agli uomini della Guardia Costiera che ogni giorno sono in prima linea nel salvataggio delle vite dei migranti; un evento pubblico, il 3 marzo a Milano, col Ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni; e altri eventi a Praga, Varsavia, Assisi e al Parlamento Europeo durante tutto il mese di marzo.

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A Milano è in programma l’annuale cerimonia di dedica dei nuovi alberi al Giardino dei Giusti.

6 marzo, ore 11, Giardino dei Giusti di tutto il mondo, Monte Stella

“Ieri e oggi, i Giusti sempre necessari”

Cerimonia di piantumazione degli alberi alla presenza del sindaco Giuliano Pisapia, di Basilio Rizzo, Presidente del Consiglio Comunale, Gabriele Nissim, Presidente di Gariwo, Giorgio Mortara, Consigliere UCEI, Pietro Kuciukian, Console d’Armenia in Italia e dei familiari dei Giusti onorati.

I nuovi alberi sono dedicati a Razan Zaitouneh, avvocatessa siriana attivista dei diritti civili e all’ONU, scomparsa nel 2013 vicino a Damasco rapita da gruppi estremisti jihadisti; Ghayath Mattar, giovane pacifista arrestato e ucciso in Siria nel 2011 che offriva fiori ai soldati in segno di dialogo e si batteva per i diritti umani e la libertà; Mehmet Gelal Bey, Turco Ottomano sindaco di Aleppo che si è opposto alle direttive del suo governo che imponevano l’eliminazione del popolo armeno nel genocidio del 1915; gli uomini e le donne della Guardia Costiera che rischiano la vita, ciascuno con grande coraggio e abnegazione, da Lampedusa a tutte le coste italiane, per salvare i naufraghi in fuga da fame e violenze; Alganesh Fessaha, attivista umanitaria italoeritrea che ha rischiato la vita per soccorrere i perseguitati in Africa e ha aiutato i migranti e i loro familiari a Lampedusa dopo il tragico naufragio del 2013; Rocco Chinnici, magistrato integerrimo e di grande umanità, coraggioso promotore del primo pool antimafia del Tribunale di Palermo, ucciso dalle cosche nel 1983.

Durante la cerimonia, testimonianze di Rana Zaitouneh sulla sorella Razan e di Caterina e Giovanni Chinnici sul padre Rocco. Saranno inoltre presenti Alganesh Fessaha e, in rappresentanza della Guardia Costiera, il Tenente di Vascello (CP) Antonio Miniero e il I° M.llo Roberto Mangione.

Per la cerimonia al Monte Stella è gradita la prenotazione al numero 02/36707648 o a segreteria@gariwo.net

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