Il Presidente Walker Meghnagi si è dimesso

di Ester Moscati

«Ho dato le mie dimissioni irrevocabili in conseguenza di quanto avvenuto nel Consiglio della Comunità del 21 ottobre – dichiara il presidente Walker Meghnagi a Mosaico – È inamissibile e offensivo verso tutti coloro che lavorano per la Comunità, verso gli Iscritti, verso l’assessore alle Finanze Raffaele Besso, che la lista Ken abbia deciso di non votare il Bilancio Consuntivo 2013. In un momento di gravità inaudita per la Comunità, per la situazione di esposizione bancaria e l’inchiesta in corso per la malversazione subita, l’astensione della lista è un atto di grave irresponsabilità. Ho chiamato in Consiglio i Revisori della Società esterna che ha controllato il Bilancio e lo ha dichiarato “approvabile”; per due ore hanno risposto a tutte le domande, con una trasparenza e una accuratezza impeccabili. Ricevere un’astensione dopo tutto questo è intollerabile. Convocherò un’Assemblea straordinaria degli Iscritti entro il mese di Novembre per confrontarci».

Ma perché Ken non ha approvato il Bilancio? C’era la volontà di arrivare a questo punto? “Assolutamente no. In questi due anni di lavoro in Consiglio sia i consiglieri sia gli assessori di Ken hanno sempre collaborato lealmente al raggiungimento degli obiettivi e questo voglio sottolinearlo con forza – dice un esponente della lista -. E questo anche in momenti in cui il dibattito è stato fortemente ideologizzato. Ed è stato fatto un buon lavoro, molte questioni fondamentali per la vita della Comunità sono state affrontate con spirito di collaborazione da tutte le parti del Consiglio e questo ha portato a dei risultati”. E dunque, che cosa è successo nella riunione del 21 ottobre? “Ci siamo astenuti nel momento del voto sul Bilancio proprio come atto di responsabilità e di rispetto nei confronti del lavoro fatto dal Presidente Meghnagi, dell’Assessore Besso e dei dipendenti della Comunità. Con la nostra astensione abbiamo consentito che il Bilancio Consuntivo 2013 fosse approvato nonostante il fatto che avessimo chiesto di puntualizzare meglio alcuni aspetti, di discuterlo di più proprio per arrivare ad una versione che contenesse aspetti più positivi per la Comunità, per migliorarlo e lasciar maturare il tempo tecnico perché fosse certificato. Non ci è stato concesso e nonostante questo abbiamo fatto in modo che fosse approvato, pur astenendoci. È stato un atto di rispetto e responsabilità. L’irresponsabilità è piuttosto di chi, dimettendosi, lascia la Comunità in questa situazione”.

Quale scenario attende ora la Comunità? Si andrà per forza ad elezioni anticipate o ci sono ancora margini per un accordo? Le prossime ore saranno decisive.

Nel frattempo, il Consiglio vede minacciato il proprio lavoro dalle dimissioni a catena che si stanno annunciando, prime fra tutte quelle – già confermate – di Raffaele Besso;  e dal fatto che tutti gli assessori della lista Ken hanno rimesso le deleghe e gli incarichi.

«Lo abbiamo fatto prima dei Moadim, come atto ‘collaborativo’, – dicono – per ripartire da zero e creare le condizioni per un rimpasto che consentisse al Consiglio di formare una compagine che potesse  lavorare per i due anni che mancano alle elezioni, nonostante fossimo stati oggetto, già da luglio, di pesanti attacchi personali. Ci sembra paradossale che il Consiglio cada in maniera ideologica quando c’era oggi la possibilità di affrontare temi concreti, come il Progetto Scuola, già sul tavolo”.

In serata arrivano anche le dimissioni di altri cinque membri della lista del Presidente dimissionario, Wellcomunity. Scrivono infatti “Con la presente sottolineiamo l’inaccettabilità, per noi Consiglieri di Wellcomunity, dell’atteggiamento manifestato da altri membri del Consiglio nel corso dell’ultima riunione di Giunta, che hanno sfiduciato di fatto il Presidente e l’Assessore al Bilancio e ne hanno causato le dimissioni. A fronte di ciò, esaurita la pazienza e la tolleranza che ci hanno sempre contraddistinto, a fronte del continuo ostruzionismo e ostracismo nei nostri confronti concludiamo che non esistono più le condizioni minime per proseguire un’attività consiliare utile alla nostra Comunità. Pertanto, pur consci della situazione precaria della Comunità stessa, ci troviamo costretti a rimettere le nostre irrevocabili dimissioni, auspicando che siano convocate sollecite elezioni che affideranno correttamente agli elettori la scelta del percorso da fare intraprendere a una Comunità che pretende e merita trasparenza, linearità ed efficienza gestionale, in netta discontinuità con il passato”. Le firme sono quelle di Vanessa Alazraki, Rami Galante, David Nassimiha, Guido Osimo, Daniele Schwarz.

Questi cinque dimissionari, aggiunti a Raffaele Turiel (che ha dato le dimissioni nel corso del Consiglio del 21 ottobre) Ico Menda e Ruben Gorjian, che si erano dimessi in luglio, Walker Meghnagi e Raffaele Besso, portano a 10 su 19 i Consiglieri “originariamente eletti” che hanno rassegnato le proprie dimissioni e questo, a norma di Statuto, decreta ipso facto la decadenza del Consiglio stesso.

 

Le lettere di dimissioni del Presidente Meghnagi e dell’assessore alle Finanze e al Bilancio Raffaele Besso

“In seguito a quanto accaduto durante la riunione di Giunta e Consiglio di ieri 21 c.m. , ritengo non esserci più le condizioni che mi avevano portato all’inizio di questo mandato ad assumere l’incarico di presidente della Comunità Ebraica Di Milano. Rassegno pertanto le mie irrevocabili dimissioni dalla Presidenza e da Consiglio della Comunità Ebraica di Milano. Ringrazio Alfonso Sassun, Massimo Perseu e tutti i dipendenti e collaboratori per aver avermi supportato in questi due anni difficilissimi. Cordiali Saluti. Walker Meghnagi”.

“Facendo seguito a quanto avvenuto durante l’ultima riunione di giunta e di consiglio tenutesi martedì 21 c. m. e alle conseguenti dimissioni del Presidente, ritengo venute meno le minimali condizioni per poter continuare a svolgere il mio incarico con serenità e passione. Con la presente rassegno pertanto le mie irrevocabili dimissioni dal consiglio della Comunità Ebraica di Milano. Ringrazio Alfonso Sassun e Massimo Perseu per la dedizione e la professionalità profuse. Raffaele Besso”.

 

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