I consiglieri di Milano Ebraica rassegnano le dimissioni

Riceviamo dai consiglieri di Milano Ebraica e pubblichiamo.

Cari iscritti, con grande amarezza ma con la consapevolezza di aver preso la decisione più corretta, dopo il Consiglio chiuso di ieri sera e mesi difficili (vedi comunicato in calce) abbiamo deciso di rassegnare le nostre dimissioni, già inoltrate ufficialmente questa mattina.

Impossibile portare avanti un dialogo con una controparte che si contraddistingue, come si è potuto constatare dal Consiglio aperto al quale molti di voi hanno assistito, da un atteggiamento arrogante, dispotico e anti-democratico.

Questi brevemente i fatti.
Successivamente alla lettura di un messaggio da parte del Presidente Meghnagi durante il consiglio a porte chiuse di ieri sera, imposto da Beyahad senza tenere minimamente conto della nostra volontà di aprirlo a tutti gli iscritti (gli stessi a cui poi si andrà a chiedere il voto), Meghnagi ha avanzato accuse di aver divulgato un messaggio privato che ha provocato minacce contro di lui e la sua famiglia.

Un episodio assolutamente grave per il quale abbiamo tutti espresso massima solidarietà. Ma non possiamo accettare le non velate accuse per cui saremmo noi la causa di queste minacce. È utile allora ricordare ancora una volta, che la lettera inviata a Ignazio La Russa, è stata letta pubblicamente durante la convention di Fratelli d’Italia e subito ripresa e pubblicata dal quotidiano Il Secolo d’Italia e successivamente da altri quotidiani. Una notizia che i bravi cronisti del giornale vicino a FDI non si sono fatti sfuggire.

Quindi dopo ore di sterili discorsi su possibili collaborazioni e picchi moraleggianti, siamo giunti nella notte a questa decisione unanime.
Per completezza segue il nostro precedente comunicato letto in Consiglio.

“I Consiglieri di Milano Ebraica dopo aver tentato invano, con ripetute richieste a partire da domenica 1/5 di indire un Consiglio straordinario urgente e aperto a tutti gli iscritti, con richiesta di dimissioni del Presidente Meghnagi, dopo aver partecipato a un tentativo di mediazione proposto da Rav Arbib ai due capilista, al quale il Presidente Meghnagi non si è presentato inviando due suoi delegati, ritengono di non poter continuare a fare parte di un Consiglio dove non sono rispettate le regole della condivisione democratica.
Non ci riconosciamo in un Consiglio il cui Presidente espone la nostra Comunità a prese di posizione di parte. Questo ultimo episodio è di particolare gravità e ad oggi il Presidente Meghnagi non ha manifestato alcuna volontà di confronto né con noi né con i membri della Comunità.
Quanto sopra esposto si aggiunge a mesi di gestione in cui alla minoranza sono stati tagliati ponti, rapporti, possibilità di attivarsi e fare a favore della nostra Comunità.
Pur rappresentando di fatto il 50% dell’elettorato della Comunità ebraica di Milano, pur contando tra i suoi candidati eletti persone con ampio consenso dell’elettorato stesso, dalla prima riunione del nuovo Consiglio abbiamo dovuto assistere e subire un approccio discriminatorio e poco pronto a soluzioni di effettivo ascolto ed inclusione della minoranza.
Spazio esisteva visto che si è fatto ampio riferimento per incarichi operativi a tutti i candidati non eletti di Beyahad. Forse l’esempio più evidente della totale mancanza di volontà di condivisione.
Le proposte di condivisione di incarichi di Giunta sono state avanzate con la pretesa da parte della maggioranza di attribuire gli assessorati a membri di Milano Ebraica da loro stabiliti, ponendo veti inaccettabili, adducendo una non meglio precisata “incompatibilità” con gli altri Consiglieri.
In questi primi sei mesi le pochissime riunioni di Giunta e Consiglio che si sono
tenute, non ci hanno permesso di essere compiutamente e dialetticamente al corrente di ciò che la maggioranza ha portato avanti sia per l’ordinaria amministrazione sia per i progetti per il futuro.
Nonostante le delibere che hanno istituito commissioni miste per lavorare su specifici progetti, come quella formata per la modifica del regolamento elettorale della CEM e il futuro dello stabile di via Eupili, le stesse non hanno ancora avviato i lavori pur essendo state create da circa due mesi.
L’informazione su specifiche richieste è stata spesso nulla o incompleta.

Non siamo stati coinvolti e spesso neanche informati, se non a posteriori, su iniziative e eventi anche pubblici e di interesse dell’intera Comunità dove era lecito presupporre un approccio condiviso e comune.
Alla luce di quanto esposto, attendiamo e auspichiamo per il bene della Comunità un passo indietro del Presidente Meghnagi e di tutta la lista di maggioranza, affinché si possa ripartire con la costituzione di un nuovo Consiglio e di una nuova Giunta.”

I Consiglieri di Milano Ebraica
Rosanna Bauer Biazzi
Timna Colombo
Rony Hamaui
Milo Hasbani
Pia Masnini Jarach
Roberto Jarach
Daniele Misrachi
Antonella Musatti

Menu