Milo Hasbani

Crisi Consiglio CEM: parla Milano Ebraica

di Redazione
In merito alla crisi del Consiglio della Comunità ebraica di Milano, pubblichiamo la nota pervenutaci da Milano Ebraica (in questa notizia quella di Wellcommunity). 

Cari iscritti,
come purtroppo sapete la nostra Comunità sta vivendo una grave crisi istituzionale e mi scuso se ho atteso quasi un mese per parlarvene apertamente.

Ho però valutato che fosse meglio agire senza tanto clamore pur di trovare una soluzione, piuttosto che parlarne sui social e sui media comunitari, dove sappiamo bene quanto male ci possiamo fare da soli.

Oggi posso rompere il silenzio semplicemente perché le trattative per fare rientrare le dimissioni collettive della minoranza, avviate con la mediazione super partes del nostro Rabbino Capo, Rav Alfonso Arbib, non hanno prodotto nessun accordo accettabile.

Ripercorro velocemente i fatti.

Al termine delle sedute di Giunta e Consiglio del 20 novembre scorso, i 7 Consiglieri di minoranza della lista di Wellcommunity originariamente eletti si sono dimessi in blocco, dopo aver presentato nelle “varie ed eventuali” un’inaspettata mozione di sfiducia.

[Per chiarezza: le dimissioni complessive della lista di Wellcommunity sono salite a un totale di 9, tenendo conto delle 2 precedenti dei Consiglieri Ilan Boni e di Vanessa Alazraki, presentate singolarmente e per motivi personali.

 Sfiducia non già sull’operato complessivo della Giunta e del Consiglio, che forse avrebbe reso più comprensibile l’azione dimissionaria dell’intero gruppo presente. Anzi, proprio quella sera sono state approvate all’unanimità diverse delibere assolutamente condivise (si veda il verbale agli atti), come avvenuto nella maggior parte delle votazioni consiliari di questo primo semestre di operatività.

No, la sfiducia della mozione era solo indirizzata al Consigliere Gadi Schoenheit, Assessore alla Cultura con delega a Portavoce del Presidente, per un commento privato sulla propria pagina Facebook, giudicato dai Consiglieri di Wellcommunity non consono alla sua posizione ufficiale.

Una questione di punti di vista, che ancora una volta non riferiva tanto al suo ottimo lavoro come assessore, quanto alle sue opinioni personali. Tanto che la mozione di sfiducia è stata respinta dalla maggioranza. Come tutta risposta e senza soluzione di continuità, sono state subitaneamente presentate le “immediate e irrevocabili dimissioni “dall’intero gruppo della minoranza presente.

Sappiamo tutti che ci sono stati continui contrasti di principio fin dall’insediamento del nuovo governo, ma vorrei qui ricordare quanto la maggioranza abbia cercato di fare per collaborare fattivamente con la minoranza, proponendo cariche e commissioni puntualmente rifiutate. Tuttavia non avremmo mai pensato che potessero arrivare a una presa di posizione così estrema e contraria al buon senso.

Nel corso delle serrate trattative che si sono susseguite in queste settimane, abbiamo ascoltato l’invito di Rav Arbib e abbiamo presentato diverse e corpose proposte di compromesso, al fine di evitare lo scioglimento definitivo del governo della nostra Comunità, in carica da un solo semestre.

Vi posso assicurare che Milano Ebraica si è spinta molto oltre quanto fosse logico e lecito aspettarsi, ma l’asticella delle richieste dei dimissionari continuava a essere spostata a livelli sempre più inaccettabili per una maggioranza che aveva già avviato con serietà un programma di governo ben articolato e costruttivo.

Non ci resta che arrenderci all’evidenza: a oggi non esistono i presupposti per proseguire insieme.

Prima di indire nuove elezioni e a tutela futura di qualsiasi nuova formazione di Governo che ne potrebbe risultare, ho deciso, insieme ai Consiglieri di Milano Ebraica, di ricorrere al parere legale dei Probiviri dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

La nostra Comunità ha bisogno di certezze e di continuità espresse da un Governo stabile, che possa perseguire l’interesse della Comunità senza essere continuamente ostaggio di logiche che in passato ne hanno già fin troppo rallentato l’operatività e l’efficacia.

Chi vince, governa. Questa era stata la dichiarazione di entrambe le liste in lizza alle elezioni.  Ovvero: gli elettori esprimeranno col proprio voto una maggioranza che andrà al governo e una minoranza che rappresenterà una sana e costruttiva opposizione. Il superamento dei rimpasti a tutti i costi e dei conseguenti stalli all’interno degli organi di governo, era proprio stato il motivo che aveva portato all’introduzione di un nuovo regolamento elettorale, voluto e condiviso da tutti.

Purtroppo nello studio del nuovo regolamento, la ricerca della maggior tutela possibile di qualsiasi minoranza fosse emersa dalle elezioni ha involontariamente creato un vulnus procedurale che, se non corretto, potrebbe rendere la nostra Comunità ingovernabile all’infinito: con le proprie dimissioni collettive la minoranza può cioè far cadere il Consiglio in qualsiasi momento, anche se lo stesso è ancora in possesso del numero legale di Consiglieri che lo possano portare avanti.

È giusto fra l’altro che sappiate che il nostro Regolamento elettorale contrasta su questo punto col Regolamento elettorale/Statuto dell’Unione.

In attesa del parere dei Probiviri, degli sviluppi che potrebbe avere nell’immediato per la nostra Comunità e, soprattutto, per garantirne la governabilità futura, vi ricordo che fino ad allora l’attuale Consiglio continuerà a portare avanti l’ordinaria amministrazione e a rappresentare tutti i suoi iscritti con lo stesso impegno, la stessa dedizione e lo stesso rispetto.

La crisi non si è risolta, ma andiamo avanti.

Ovunque arriveremo, avremo sempre e comunque il dovere di saper vincere o perdere una tornata elettorale con uguale serietà e responsabilità, facendo profondamente nostra la convinzione che l’alternanza democratica è un bene prezioso che va maneggiato con cura e mai inteso come una minaccia o un’arma.

Se invece il parere dei Probiviri ci consentirà di proseguire senza dover ricorrere a nuove e impegnative elezioni, ci dichiariamo pronti fin d’ora a ripartire insieme ai Consiglieri della minoranza

Invitandola come abbiamo fatto fin dall’inizio di questo mandato a collaborare con orgoglio e proattività anche se in posizione di minoranza.

Ringrazio ancora Rav Arbib per aver tentato il possibile insieme a me ed ai membri della mia lista e confido che, alla fine, tutto volga al meglio per la nostra Comunità.

Il Presidente Milo Hasbani

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