Seminario Ye’ud: un futuro da leader

Giovani

di Naomi Stern

ye'udROMA -Dopo il successo del primo incontro, a Roma, nel weekend tra Rosh Hashanà e Kippur, si sono ritrovati i protagonisti del Ye’ud Future Leader Training organizzato dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Un secondo incontro finalizzato a fare un bilancio di quello tenutosi a marzo 2015 in Israele, in una settimana densa, densissima di attività ed esperienze.

Oltre all’evidente gioia ed emozione di tutti i giovani partecipanti nel rivedersi dopo tanto tempo, in una sede diversa ma comunque funzionale e creativa, l’incontro ha riservato diverse sorprese. Alan Naccache, Dan Wiesenfeld e Rav Roberto Della Rocca si sono alternati in interventi diversi ma tra loro complementari.

La giornata è iniziata con un caffè e con tre interrogativi:
A sei mesi di distanza, quale retrogusto è rimasto dell’esperienza israeliana di Ye’ud?
C’è stato un momento della vita lavorativa o comunitaria nel quale ci si è riagganciati alle nozioni apprese in Israele?
Qual è una cosa bella che ci è successa in questi sei mesi?

Le risposte dei 12 partecipanti sono state le più varie. Ognuno di loro ha saputo interpretare e riutilizzare le nozioni apprese in una maniera personale e in contesti differenti, ma su una cosa hanno tutti concordato: a seguito del seminario la crescita personale è stata indiscutibile.

Anche questa volta non è mancato il momento della sfida, che era già stato un carattere distintivo del seminario in Israele. Il gruppo, già abituato a lavorare in team, non ha esitato ad immergersi completamente nel gioco offerto da Dan Wiesenfeld: posizionare delle particolari tegole di legno in un determinato ordine e nel minor tempo possibile. Il gioco, metafora della vita lavorativa e non solo, ha fatto emergere qualità e handicap del lavoro di squadra. Tra riflessioni sul “goal setting”, sui vincoli imposti e sulla personale organizzazione, il gruppo ha dimostrato un’ulteriore crescita e un’ottima visione di insieme.

L’intervento di Rav Della Rocca è stato improntato su una frase della Toràh: “Il mattino dirai magari fosse sera e alla sera dirai magari fosse mattina”. Sono state molte le interpretazioni diverse e opposte che sono state date a questa frase nel corso del tempo.
Il talmud, per esempio, prende un’altra frase del Qohelet per spiegare la precedente: ciò che è storto non può essere raddrizzato.

Rav Della Rocca si è poi soffermato su un punto di cruciale importanza, il vero senso del divieto di non rubare. Ad esempio, un’occasione non colta e non sfruttata nella maniera giusta potrebbe essere una possibilità che una persona può involontariamente rubare a se stessa.

Dopo una riflessione sull’essere leader si è passati a pensare ai progetti futuri. Le idee, anche in questo caso, non sono mancate. La giornata romana, di forte impronta ispirazionale, si è poi conclusa con la reciproca promessa di organizzare qualcosa di grandioso. Una promessa che i giovani leader del futuro non mancheranno di assolvere.

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