di Redazione
Il Festival internazionale di teatro, musica, incontri e performance indaga e racconta proprio quella relazione tra creatività contemporanea, cultura della tradizione e religione ebraica. Accanto a spettacoli e performance, è previsto un programma di incontri e conferenze con studiosi e divulgatori del pensiero ebraico, per comprendere e valorizzare proprio queste corrispondenze.
Cultura e Società
Il colore dei suoni: intervista a Yakir Arbib in concerto il 16 ottobre al Parenti
di Nathan Greppi
In questo periodo buio, non manca chi da Israele cerca di riportare un po’ di colore, attraverso l’arte e la bellezza. E portare i colori laddove non si riesce a percepirli è da anni la missione del pianista italo-israeliano Yakir Arbib, al Teatro Franco Parenti il 16 ottobre.
Hannah Arendt: alla ricerca del filo d’oro che lega ogni cosa
di Fiona Diwan
“Imparo a fare l’ebreo perché ho finalmente capito di esserlo”, gli dice Walter Benjamin durante una conversazione. C’è anche Kurt Blumenfeld, l’arcisionista, con cui Hannah ha accese discussioni, ma Kurt è diverso, è un ebreo come piace a lei.
Il terremoto. Il crollo del fronte Sud e il “nazislamismo” di Hamas
di Claudio Vercelli
Chi leggerà queste note a seguire sarà forse già a conoscenza di sviluppi che, nel momento in cui vengono redatte, invece ancora non sono conosciuti. Ci stiamo riferendo al confronto tra Israele ed Hamas. Lo definiamo così, ben sapendo – tuttavia – che attori e interpreti di questo ennesimo scenario bellico, e non solo, sono molteplici.
Bruno Mars dichiara il suo amore per Tel Aviv durante il suo primo spettacolo israeliano
di Pietro Baragiola
Il cantante non si è accontentato di porgere un semplice “shalom” ai suoi fan, bensì ha riempito lo spettacolo di omaggi in chiave ebraica: in Calling All My Lovelies ha detto “Ani Ohei Otach” (“ti amo” in ebraico); in Marry You ha dichiarato “Tel Aviv, credo di volerti sposare!”.
Donne a Ravensbrück: coraggio e solidarietà
di Marina Gersony
La storia di Aat Breur-Hibma, la talentuosa artista olandese Giusta tra le Nazioni. Deportata a Ravensbrück per il suo impegno nella Resistenza, con le sue opere ha testimoniato gli orrori nazisti e la Shoah.
Giocare col fuoco: il pericoloso flirt di Irène Némirovsky con l’estrema destra francese
di Cyril Aslanov
[Ebraica. Letteratura come vita] Prima della Rivoluzione russa, la maggioranza dei cinque milioni di ebrei che vivevano nell’Impero degli Zar si trovavano in condizioni di povertà endemica. Solo il 5 per cento degli ebrei russi riuscirono a sottrarsi al ciclo della miseria.
Sta succedendo in Israele, ma potrebbe succedere ovunque nel mondo: le democrazie sono in grave crisi
di Claudio Vercelli
[Storia e controstorie] Israele è in fermento. Tra quanti leggono abitualmente queste righe, la notizia di per sé non costituisce di certo una novità. Semmai è ragione di preoccupazione, di affettazione così come, più raramente, di speranza.
Netflix annuncia l’uscita di “Bros”: la sua prima serie tv interamente in lingua ebraica
di Pietro Baragiola
Bros il cui titolo originale in lingua ebraica significa “Attraverso il fuoco e l’acqua” segna una pietra miliare per Netflix, diventando il suo primo prodotto seriale interamente girato in lingua ebraica e ambientato in Israele. Con i suoi 8 episodi, sarà accessibile in 190 paesi a partire dal prossimo 9 novembre.
A Como una mostra su Medicina e Shoah
di Nathan Greppi
Mercoledì 4 ottobre, è stata inaugurata nel Chiostro di Sant’Abbondio a Como una mostra su come molti medici collaborarono con i nazisti nel tentativo di sterminare gli ebrei e altre categorie, dal titolo Medicina e Shoah. Dalle sperimentazioni naziste alla Bioetica. La mostra si protrarrà fino al 31 ottobre.
Lettere a Dvora. CO2 Frazionato contro le macchie
di Dvora Ancona
Buongiorno Dottoressa Dvora, sono Francesca e ho un problema di macchie un po’ su tutto il viso. Sulle guance, le macchie appaiono ispessite, non so se il termine giusto sia “cheratosi”; al tatto le posso toccare.
Lo sapevate che? … Barbie, Ken e la loro yiddishe mame
di Ilaria Myr
La “madre” di Barbie era un’ebrea americana, Ruth Handler, nata in Colorado da due immigrati ebrei polacchi fuggiti dall’antisemitismo che si costruiscono una vita a Denver.














