di Claudio Vercelli
[Storia e controstorie] Al dunque: bisognerebbe, per parte di ognuno di noi, fare un obbligato passo in avanti. Che assai poco, o nulla, ha a che fare con le rivendicazioni di “identità”. Altrimenti, nel tempo a venire, rischieremo comunque di essere sconfitti. Cosa implica, una tale affermazione? Soprattutto, cosa significa? Molte cose.
Opinioni
La questione arabo-israeliana nei libri di testo: fanno una buona
di Emanuele Calò
Sulla scorta di una richiesta che mi è pervenuta, ho esaminato un libro di testo. Si tratta di: Emilio Zanette Generazione Storia 3, Il Novecento, Bruno Mondadori, 2022. Si riferisce che il Regno Unito aveva promesso la formazione di un grande Stato arabo indipendente e che aveva sostenuto la nascita di un nuovo Stato per il popolo ebraico.
“Gli ebrei non sono un popolo, quindi non hanno diritto a uno Stato”: ecco il mantra degli antisionisti incalliti
di Claudio Vercelli
[Storia e controstorie] Il fondamento dell’antisionismo è l’intransigente affermazione che il movimento nazionale ebraico – e ciò che da esso è, nei fatti storicamente derivato, a partire dallo Stato d’Israele – costituisca, a prescindere, un qualcosa a cui invece contrapporsi, poiché in sé comunque illegittimo.
Trappola in Senato: la presentazione di “Antifascisti oltre il Lager”
di Brunello Mantello
Il volume collettaneo Antifascisti oltre il Lager. L’impegno dei testimoni è stato scelto per essere presentato in occasione del Giorno della Memoria 2026. “Noi, curatori e autori, siamo stati tenuti all’oscuro dei reali scopi e obiettivi della giornata, siamo stati usati. Ne siamo usciti avviliti. Non si può e non si deve usare la Shoah per fini di propaganda di partito”.
Ripensare la Memoria e i luoghi della Shoah dopo il 7 ottobre
di Davide Romano
Il 7 ottobre ha dimostrato brutalmente quanto l’attuale narrazione di tanti musei e memoriali fosse inefficace. (…) I visitatori dei luoghi della memoria devono comprendere che le stesse idee che hanno portato a sei milioni di ebrei morti sono ancora insegnate, diffuse e celebrate in alcune parti del mondo.
Antonio Scurati e l’antisemitismo dell’experimentum Crucis
di Gherush92, Comitato per i Diritti Umani – NES Noi Ebrei Socialisti
L’articolo di Antonio Scurati, pubblicato su la Repubblica segna un ulteriore salto di qualità nell’antisemitismo colto che oggi circola negli ambienti intellettuali occidentali. Non l’odio urlato, non l’insulto gridato, ma la costruzione “scientifica” di un’accusa teologica “sperimentata”, ripetibile, universale.
Voice, Exit, Loyalty: la Diaspora e Israele
di Clotilde Calabi
La recrudescenza dell’antisemitismo in molte parti del mondo ha riportato al centro del dibattito il rapporto fra Israele e gli ebrei della Diaspora. In particolare, si ripropone con urgenza questa domanda: la Diaspora ha diritto ad essere protetta da Israele? E, simmetricamente, Israele ha un dovere di proteggerla?
La schiavitù del moralismo e la (involontaria) comicità di chi scambia la forma per etica
di Claudio Vercelli
[Storia e controstorie] Quando le virtù dell’etica pubblica vengono sostituite da una visione meramente utilitarista del mondo, la toppa che molti mettono al buco delle proprie incoerenze è quella di una morale miseranda
Israele e l’ipocrisia dell’embargo: Abravanel smonta la retorica europea
di Anna Balestrieri
L’imprenditore sul Corriere della Sera osserva che l’Europa parla di morale e pace, ma ignora la realtà strategica, comprando tecnologie israeliane per difendersi dai missili mentre critica Israele per le armi che produce. Secondo lui, la narrativa sull’embargo diventa uno strumento di propaganda, utile al terrorismo islamico in Europa più che ai palestinesi.
L’indignato permanente, re delle cause “nobili” ma malato di integralismo morale
di Claudio Vercelli
[Storia e controstorie] Esiste una figura pubblica, molto diffusa nell’età – a tratti asociale – dei “social”, che è quella dell’indignato permanente. Chi ha pratica di comunicazioni online, non può non averlo incontrato. Più di una volta in vita sua, in tutta probabilità. L’indignato permanente è colui che è perennemente scandalizzato da ciò che sente, da quanto vede, soprattutto dall’opinione altrui.
Io, madre ebrea e le domande dei miei figli
di Dalia Gubbay
“Mamy, ma perché ci sono sempre quei signori con il fucile davanti alla nostra scuola?” Sono trent’anni che accompagno i miei figli a scuola, ogni mattina. Sono in sei, dunque i conti son presto fatti. Lo faccio fino alla maturità: un rito domestico che resiste al tempo.
Trafficanti di valori, corruttori dell’etica nel nome di un “moralismo” ipocrita
di Claudio Vercelli
[Storia e controstorie] Non è che l’età nostra sia maggiormente deprecabile di quelle trascorse (plausibilmente, neanche di quelle a venire). Ogni epoca porta con sé successi e sventure, opportunità e vincoli, glorie e polveri come anche onori e infamie. Va da sé, tuttavia, che ognuno di noi si soffermi di più e meglio sul tempo che sta vivendo,














