e in particolare gli ebrei milanesi (decideranno nella stessa giornata chi governerà la loro comunità, chi parteciperà come delegato al Congresso dellUnione delle comunità italiane, chi governerà la loro città e altre importanti amministrazioni locali), vanno al voto per compiere scelte importanti in campo comunitario, in campo ebraico nazionale e in campo politico. Sia nellambito degli ambienti comunitari che in quelli politici le opinioni si confrontano dimostrando una nuova volta che molti fattori ci diversificano, ma i valori del pluralismo, della tutela delle ragioni di Israele, della tolleranza, dellantirazzismo, dellaccettazione e dellintelligenza continuano a tenerci saldamente uniti.
Opinioni
ll transfer
per le strade come impazziti. Ad ogni vicolo si univano nuovi arrivati ed il fiume dei facinorosi fluiva per le strade brandendo coltelli, bastoni, pietre. Gli occhi iniettati di sangue, gli spiriti esasperati, urlavano, con odio e passione, lantico ma attualissimo ritornello, sempre lo stesso: Morte agli ebre!. La scena era sempre
Quando l’identità va dal parrucchiere
ma lei per i capelli che prodotti preferisce utilizzare? Presumibilmente fiera della sua fluente chioma, ma ancora di più della brillante relazione appena conclusa e dedicata al problema dellidentità ebraica nel pensiero di Scholem, Rosenzweig e Deridda, Donatella Di Cesare questa proprio non se laspettava. Eppure il candido interrogativo rivolto alla sbalordita oratrice veniva dalla stessa signora che aveva ascoltato attenta uno dei passaggi salienti del Moked di Milano Marittima, lo straordinario appuntamento di primavera degli ebrei italiani organizzato dal Dipartimento Educazione e cultura dellUnione delle comunità.
MEMRI: Un punto di vista
Valutazione sulla strategia e i limiti di Hamas dopo le elezioni palestinesi.
Antisemitismo e assimilazione: una via d’uscita
di Ilan Halimi compiuto da estremisti islamici ha portato alla ribalta la comunità ebraica europea. Nonostante la chiara matrice antisemita dellomicidio, la reazione da parte delle istituzioni ebraiche è avvenuta con estremo ritardo e si sono dovuti attendere diversi giorni prima che una risposta organizzata prendesse corpo con le manifestazioni
Interrogativi non sterili
lallestimento di una sit-com: 20 rabbini che si aggirano nelle sale di una clinica
Lo stato delle cose, il crocifisso nei luoghi pubblici e noi.
sono contrassegnati da fatti drammatici. Quanto di peggio ci attende rischia invece di crescere nellindifferenza, nella nostra incapacità di mettere a fuoco i problemi reali e di reagire di conseguenza.
Se noi, in quanto ebrei italiani, dormiamo, o talvolta ci perdiamo in ridicole dispute da cortile, il mondo circostante, come dimostrano molte recenti vicende, resta invece sveglio. E va per la sua strada.
Vorrei ospitare, nel primo spazio che questa testata sottopone allattenzione del lettore, lintervento che segue.
Firmato da un giurista illustre come Giulio Disegni e dedicato al delicatissimo problema dellesposizione dei simboli religiosi nei luoghi pubblici
Lettere a Yasha Reibman
Israele e gli ebrei uno di noi venga minacciato di querela per un milione di euro mi pare sia una notizia senza precedenti. Lo è anche la solidarietà che mi sta arrivando da ogni dove. Penso sia il caso renderne conto: non siamo soli e non ci facciamo intimidire”.
Yasha Reibman
Oliviero Diliberto si ostina a non capire che la scena delle bandiere di Israele
Bandiere e querele. È necessario uscire dalle ambiguità
sarà bene, prima di tutto, sgombrare il campo dal rischio di fraintendimenti. Il tenore delle recenti dichiarazioni del portavoce della Comunità ebraica di Milano Yasha Reibman, che ha vivacemente criticato alcuni esponenti dellultrasinistra nostrana, a giudicare dalla estrema diversità delle reazioni che pervengono in redazione non ha fatto lunanimità. Reibman, che si è fatto conoscere per la vivace passione con cui espone le proprie opinioni,
Le “intolleranze” di Camilla Baresani
sul Magazine del Corriere della Sera la scrittrice Camilla Baresani racconta di una serata terribilmente indigesta a casa di unamica italianissima di origine ebraica che si è rifiutata, in casa propria, di servire una teglia di riso patate e cozze portata a sorpresa da unaltra ospite, in quanto non kasher. Sartre sosteneva


