Le voci dei partecipanti
In viaggio con Kesher / Le sinagoghe, dalla più piccola dell’Ungheria alla maestosa e conosciuta di via Dohány; il quartiere ebraico e il Memoriale dell’Olocausto “Scarpe sul Danubio”; l’incontro con il rabbino della comunità Neolog. Ma anche il castello di Buda e il Palazzo Reale di Gödöllő. Tante le interessanti tappe del viaggio organizzato da Paola Boccia a Budapest fra il 10 e il 13 maggio
Cultura e Società
Il viaggio di Kesher a Budapest. Diario di bordo
di Esterina Dana
Ci svegliamo prima dell’alba per giungere all’appuntamento. Dopo un volo di breve durata, giungiamo a Budapest, dove incontriamo la nostra guida. Nel tragitto che ci conduce alla nostra prima tappa, la cittadella di Visegrad, ci spiega che in origine la città era divisa in tre centri situati sulle due rive del Danubio: Buda sulla riva occidentale; Óbuda (“Vecchia Buda”), ancora più antica; Pest, sulla riva orientale,
Yavneh, dove i Filistei incontrano i crociati: viaggio nel colle che racconta quattromila anni di storia
di Anna Balestrieri
A Yavneh, antica città a sud di Tel Aviv, basta una passeggiata di due ore per attraversare quattromila anni di storia: i Filistei e i saggi del Sinedrio, i crociati e i mamelucchi, l’Islam medievale e il nascente Stato d’Israele. Un mosaico archeologico e umano che oggi sta diventando un parco urbano, sospeso tra memoria e modernità.
Il ritratto come frontiera civile: l’Australia ebraica nello specchio di Michael Zavros
di Anna Balestrieri
L’opera Alex with his tefillin in the sea ritrae Alex Ryvchin, una delle figure pubbliche più esposte dell’ebraismo australiano contemporaneo. Selezionata tra i finalisti dell’Archibald Prize 2026, il più prestigioso premio australiano dedicato alla ritrattistica, è un documento emotivo e politico sul trauma collettivo vissuto dalla comunità ebraica australiana dopo il massacro di Bondi Beach del dicembre 2025 e la successiva escalation di antisemitismo nel paese.
Giovedì 11 giugno al Memoriale della Shoah anteprima del film “Tell me”
di R.I.
Tell me / Dimmi è un documentario-lungometraggio che presenta una personalissima via per la ricostruzione delle origini e del tragico percorso della famiglia di Renée Revah — fotografa, autrice della mostra Tehom (esposta fino al 6 settembre) e co-sceneggiatrice del film: ebrei greci di Salonicco, i suoi antenati non sopravvivono ad Auschwitz e Birkenau. Seguirà dibattito con il regista, la fotografa e il documentarista Ruggeroi Gabbai. Ingresso fino a esaurimentio posti.
Gli eventi ebraici al festival “èStoria” di Gorizia
di Nathan Greppi
Come ogni anno, il Festival Internazionale di Storia “èStoria” di Gorizia, la cui XXII edizione si terrà dal 25 al 31 maggio, ospiterà numerosi incontri, dibattiti e presentazioni di libri. Tra questi, non mancano quelli che tratteranno questioni legate al mondo ebraico, anche perché il tema cardine di quest’anno è “Religioni”.
Quando la cucina ebraica “curò” il Vaticano: così i carciofi finirono nel piatto del Papa
di Anna Balestrieri
Nella sua opera Opera Dell’arte del Cucinare, Bartolomeo Scappi, celebre chef personale di Papa Pio V, considera la cucina degli ebrei romani più leggera rispetto a quella cristiana, spesso ricca di carne, burro e strutto. Dato poi che il calendario cristiano prevedeva circa 150 giorni “di magro” all’anno, la tradizione ebraica offriva soluzioni già collaudate. In un periodo in cui le fonti sulla vita quotidiana degli ebrei erano scarse, le sue pagine hanno conservato tracce di sapori, tecniche e abitudini alimentari che altrimenti sarebbero andate perdute.
Afferrare il sole (o almeno il suo riflesso)
di Esterina Dana
Nella Kabbalah, Dio è luce infinita (Or Ein Sof), assoluta e incontenibile. Sfondo di cieli cangianti su cui si stagliano, come su un palcoscenico, figure dolenti danneggiate da un trauma indelebile. I loro brevi gesti scandiscono il ritmo dei suggestivi racconti della raccolta Afferrare il sole di Michal Govrin. Scrittrice, poetessa e direttrice di teatro israeliana, è figlia di una famiglia segnata dalla Shoah.
Roald Dahl, l’antisemitismo e il fallimento dei boicottaggi culturali: il dilemma ebraico dietro “Giant”
di Anna Balestrieri
Nella sua piéce Giant, dedicata al noto scrittore britannico, il drammaturgo britannico ebreo Mark Rosenblatt affronta senza sconti il feroce antisemitismo dell’autore, senza però invocare boicottaggi o cancellazioni, ma scegliendo la strada della complessità: una prospettiva, profondamente legata all’esperienza storica ebraica, a rendere il rifiuto dei boicottaggi culturali qualcosa di più di una semplice posizione politica.
“2126: Il futuro degli ebrei”: presentato il libro alla Sinagoga di Milano
di Davide Servi
Il volume affronta grandi temi: il futuro del popolo ebraico, il futuro dell’antisemitismo, le prospettive geopolitiche del mondo e il futuro dell’ebraismo come sistema di valori e pratiche religiose. La collettanea è edita da Sopher e firmata da cinque autori: Emanuele Calò, Sergio Della Pergola, Riccardo Shemuel Di Segni, Francesco Lucrezi e Luciano Baruch Tagliacozzo.
“Hollywood dovrebbe vergognarsi”: Cannes 2026 tra memoria ebraica e polemiche propal
di Pietro Baragiola
A scuotere la Croisette le parole di Paul Laverty, sceneggiatore e membro della giuria di quest’anno che ha accusato pubblicamente Hollywood di aver “messo ingiustamente nella lista nera” artisti come Susan Sarandon, Javier Bardem e Mark Ruffalo “solamente per aver criticato Israele durante il conflitto a Gaza”. Mentre il regista ebreo-ungherese László Nemes ha spiegato come siano gli artisti ebrei ad aver subito una vera ondata di boicottaggio antisemita sin dallo scoppio della guerra.
I migliori film ebraici di tutti i tempi: “Lenny”, biopic di uno dei comici più dissacranti d’America
di Roberto Zadik
Lenny, di Bob Fosse, è la biografia di uno dei comici più dissacranti d’America, Lenny Bruce, intrattenitore dalla verve corrosiva, pioniere della stand up comedy e della satira sociale, interpretato da uno straordinario Dustin Hoffman.














