Cultura e Società

Gerusalemme

Ghila Piattelli: «L’importante è sentirsi a casa»

Libri

di Ilaria Myr
Cinque amici, quattro uomini e una donna. Sono cresciuti insieme a Gerusalemme, in un condominio popolare soprannominato – eloquentemente – “il treno dei matti”, dove hanno abitato e abitano famiglie segnate da guerre e migrazioni e personaggi irrequieti.

Scrittori, poeti e artisti israeliani di origine ungherese: un mondo sfaccettato e affascinante

Libri

di Cyril Aslanov
[Ebraica. Letteratura come vita] Gli israeliani di origine ungherese hanno contribuito notevolmente alla cultura e alla letteratura della loro nuova patria. Nell’ambito della cultura popolare israeliana vanno menzionati Dosh e Ephraim Kishon che hanno creato, ciascuno a modo suo, delle icone famosissime del nuovo Stato. Dosh (Gárdos Károly) (1921-2000) immigrò in Israele nel 1948

Cent’anni di Marilyn Monroe: il suo legame con gli ebrei, una storia da riscoprire

Personaggi e Storie

di Roberto Zadik
La diva tra le dive nasceva oggi, l’1 giugno del 1926. In occasione dei 100 anni dalla nascita di Marilyn Monroe, nata col nome di Norma Jeane Mortenson Baker, riproponiamo un’articolo pubblicato durante l’anniversario dei 55 anni dalla sua scomparsa: ecco chi sono state le personalità del mondo ebraico che hanno fatto parte della sua sfera lavorativa.

 

 

In viaggio con Kesher/Alla scoperta della Perla del Danubio e del suo ricco patrimonio ebraico

Viaggi

Le voci dei partecipanti
In viaggio con Kesher / Le sinagoghe, dalla più piccola dell’Ungheria alla maestosa e conosciuta di via Dohány; il quartiere ebraico e il Memoriale dell’Olocausto “Scarpe sul Danubio”; l’incontro con il rabbino della comunità Neolog. Ma anche il castello di Buda e il Palazzo Reale di Gödöllő. Tante le interessanti tappe del viaggio organizzato da Paola Boccia a Budapest fra il 10 e il 13 maggio

Il viaggio di Kesher a Budapest. Diario di bordo

Viaggi

di Esterina Dana
Ci svegliamo prima dell’alba per giungere all’appuntamento. Dopo un volo di breve durata, giungiamo a Budapest, dove incontriamo la nostra guida. Nel tragitto che ci conduce alla nostra prima tappa, la cittadella di Visegrad, ci spiega che in origine la città era divisa in tre centri situati sulle due rive del Danubio: Buda sulla riva occidentale; Óbuda (“Vecchia Buda”), ancora più antica; Pest, sulla riva orientale.

Il ritratto come frontiera civile: l’Australia ebraica nello specchio di Michael Zavros

Arte

di Anna Balestrieri
L’opera Alex with his tefillin in the sea ritrae Alex Ryvchin, una delle figure pubbliche più esposte dell’ebraismo australiano contemporaneo. Selezionata tra i finalisti dell’Archibald Prize 2026, il più prestigioso premio australiano dedicato alla ritrattistica, è un documento emotivo e politico sul trauma collettivo vissuto dalla comunità ebraica australiana dopo il massacro di Bondi Beach del dicembre 2025 e la successiva escalation di antisemitismo nel paese.

La locandina del film Tell me

Giovedì 11 giugno al Memoriale della Shoah anteprima del film “Tell me”

Eventi

di R.I.
Tell me / Dimmi è un documentario-lungometraggio che presenta una personalissima via per la ricostruzione delle origini e del tragico percorso della famiglia di Renée Revah — fotografa, autrice della mostra Tehom (esposta fino al 6 settembre) e co-sceneggiatrice del film: ebrei greci di Salonicco, i suoi antenati non sopravvivono ad Auschwitz e Birkenau. Seguirà dibattito con il regista, la fotografa e il documentarista Ruggeroi Gabbai. Ingresso fino a esaurimentio posti.

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Gli eventi ebraici al festival “èStoria” di Gorizia

Eventi

di Nathan Greppi
Come ogni anno, il Festival Internazionale di Storia “èStoria” di Gorizia, la cui XXII edizione si terrà dal 25 al 31 maggio, ospiterà numerosi incontri, dibattiti e presentazioni di libri. Tra questi, non mancano quelli che tratteranno questioni legate al mondo ebraico, anche perché il tema cardine di quest’anno è “Religioni”.

La copertina del libro di Bartolomeo Scappi

Quando la cucina ebraica “curò” il Vaticano: così i carciofi finirono nel piatto del Papa

Personaggi e Storie

di Anna Balestrieri
Nella sua opera Opera Dell’arte del Cucinare, Bartolomeo Scappi, celebre chef personale di Papa Pio V, considera la cucina degli ebrei romani più leggera rispetto a quella cristiana, spesso ricca di carne, burro e strutto. Dato poi che il calendario cristiano prevedeva circa 150 giorni “di magro” all’anno, la tradizione ebraica offriva soluzioni già collaudate. In un periodo in cui le fonti sulla vita quotidiana degli ebrei erano scarse, le sue pagine hanno conservato tracce di sapori, tecniche e abitudini alimentari che altrimenti sarebbero andate perdute.