di Redazione
Domenica 6 settembre, nell’ambito dellla Giornata Europea della Cultura ebraica, nella sessione pomeridiana al Teatro Franco Parenti si terrà alle 15.00 la presentazione della mostra “Eden, amore infinito” dell’artista Barbara Nahmad.
Cultura e Società
Julius Hirsch, il campione che il nazismo volle cancellare: la sua memoria torna in una graphic novel
di Nina Deutsch
Fu un idolo del calcio tedesco, primo calciatore ebreo a vestire la maglia della nazionale e autore di imprese rimaste nella storia. La sua parabola, dalla gloria sportiva alla deportazione ad Auschwitz, viene oggi raccontata da Julian Voloj per ricordare il valore di una vita spezzata dall’odio razziale.
GECE 2026. Il libro di Ruth
di Redazione
Domenica 6 settembre, nell’ambito dellla Giornata Europea della Cultura ebraica nella Sinagoga Centrale di Milano (via Guastalla 19) si terrà alle 11.30 l’incontro intitolato “Il libro di Ruth”. Di questa storia e del suo significato religioso ci parlerà Levi Shaikevitz.
GECE 2026. Il Dio dell’amore e il Dio di giustizia
di Redazione
Domenica 6 settembre, nell’ambito dellla Giornata Europea della Cultura ebraica nella Sinagoga Centrale di Milano (via Guastalla 19) si terrà alle 10.30 l’incontro intitolato “Il Dio dell’amore e il Dio di giustizia”. Ne parliamo con rav Alfonso Arbib, Lucetta Scaraffia e Gadi Luzzatto Voghera. Introduce e modera Paolo Salom.
L’intelligenza artificiale entra nelle yeshivot: il mondo chassidico diviso tra innovazione e autorità religiosa
di Anna Balestrieri
Secondo quanto emerge da un reportage del Times of Israel, le comunità chassidiche stanno reagendo in maniera differenziata: alcune vedono nell’IA un rischio per la trasmissione della tradizione religiosa, altre la considerano invece uno strumento da governare e integrare.
GECE 2026. Il 6 settembre l’apertura con i saluti istituzionali
di Redazione
Domenica 6 settembre, la Giornata Europea della Cultura ebraica a Milano si aprirà alle 10 alla Singagoga centrale di via Guastalla con i saluti istituzionali.
Kafka e l’Italia, un rapporto d’amore
di Anna Balestrieri
L’Italia per Franz Kafka. Un luogo desiderato, la luce del Sud, una prospettiva di vita lontana dalla grigia e possessiva Praga, la “mammina con gli artigli”. Trieste, Riva del Garda, Merano, diverse le tappe della permanenza dello scrittore boemo nella penisola.
Dal Kurdistan alla burrata: la lunga memoria del latte
di Anna Balestrieri
Il caseificio Ivry si trova nel moshav di Azaria. A fondare la produzione artigianale furono Eliyahu Ivry e sua moglie Shula, madre dell’attuale responsabile David Ivry. Fu proprio Shula, ricordando i metodi di lavorazione appresi dalla madre a Zakho, nel Kurdistan iracheno, a intuire che quei formaggi della memoria potevano diventare una fonte di sostentamento per la famiglia.
Paul Celan, la lingua ferita che continuò a parlare
di Anna Balestrieri
Celan non fu soltanto il poeta sopravvissuto alla catastrofe europea. Fu anche un traduttore instancabile, un intellettuale ambizioso, un uomo capace di legami intensi e conflittuali, uno scrittore pienamente coinvolto nelle dinamiche del mondo letterario del dopoguerra. La biografia di Anna Arno, disponibile in inglese, prova a restituire proprio questa complessità.
Premi Ophir 2026: “Tell Me Everything” segna la storia con 16 candidature
di Pietro Baragiola
Come ogni anno la categoria “Miglior Film” sarà osservata con particolare attenzione in quanto il suo vincitore diventa automaticamente il prescelto di Israele alla corsa agli Oscar come “Miglior Film Internazionale”.
Speciale Libri: Sogno di un giorno d’estate… I libri su Israele e Medio Oriente
di Redazione
Uno sguardo a tutto tondo sul Medio Oriente, analisi per cercare di capire un contesto drammatico in continua evoluzione. Qui le proposte di libri di su Israele e Medio Oriente, contenute nel nostro Speciale Libri pubblicato nel numero di luglio di Bet Magazine e su Mosaico.
L’ebraismo di “Spider-Man: Brand New Day”: dal Punisher di Jon Bernthal alla lotta contro l’antisemitismo tra le strade di Times Square
di Pietro Baragiola
Creato dal genio ebreo di Stan Lee e dalla penna di Steve Ditko, l’Uomo Ragno è stato spesso associato a valori quali responsabilità, giustizia e difesa dei più deboli e negli ultimi mesi è tornato al centro dell’attenzione anche fuori dal cinema, diventando il simbolo della lotta all’antisemitismo tra le strade di New York.














