Cultura e Società

Uomo con macchina tipografica

Le ultime rotative della memoria ebraica. Cinque giornali, cinque lingue, un secolo di ostinata sopravvivenza

Personaggi e Storie

di Anna Balestrieri
Dalla periferia orientale della Russia alle strade di Istanbul, passando per Varsavia, Amsterdam e Zurigo, alcune testate ebraiche continuano a uscire nonostante guerre, persecuzioni, mutamenti politici e crisi dell’editoria. Sono pubblicazioni molto diverse, accomunate da una forma di resistenza quasi anacronistica: continuare a stampare significa affermare che una comunità esiste ancora.

BENITA, il cinema come archivio di una vita incompiuta

Personaggi e Storie

di Anna Balestrieri
Benita Raphan, cineasta sperimentale newyorkese, è morta suicida nel 2021, a 58 anni. Era conosciuta negli ambienti artistici e accademici, ma non aveva raggiunto quella visibilità pubblica che spesso decide quali vite creative entreranno nella storia e quali resteranno ai margini. Ora un film di Alan Berliner la racconta attraverso l’archivio di una vita.

Collage di copertine di libri di narrativa

Speciale Libri: Sogno di un giorno d’estate… Le proposte di narrativa

Libri

di Redazione
C’è la varia umanità che abita il “treno dei matti” a Gerusalemme; storie di fughe e destini che cambiano all’improvviso; ci sono i viaggi ai lati estremi del mondo, raccontati dai fratelli Singer. Qui le proposte di libri di narrativa, contenute nel nostro Speciale Libri pubblicato nel numero di luglio di Bet Magazine e su Mosaico.

 

Köln 75, il jazz prima del mito

Spettacolo

di Anna Balestrieri
Il film dell’israeliano Ido Fluk sposta lo sguardo dall’artista celebrato, Keith Jarrett, alla persona che rese possibile la sua apparizione, Vera Brandes, diciottenne promotrice musicale della Germania occidentale. Si restituisce dignità narrativa al lavoro organizzativo, spesso femminile, che la memoria pubblica tende a lasciare fuori campo.

Uno spettacolo del Jewish Culture Festival a Cracovia

Da Cracovia a Toronto fino a Milano, il viaggio estivo dei festival che sfidano i pregiudizi con musica, arti, memoria e futuro

Eventi

di Nina Deutsch
Dalla Polonia, dove si è appena concluso il più importante appuntamento internazionale dedicato alla cultura ebraica, alla Germania, Gran Bretagna, Canada e Italia: un percorso tra lingua yiddish, letteratura, arti e tradizioni della diaspora per raccontare la vitalità di un patrimonio millenario capace di trasformarsi e dialogare con il presente, in un tempo segnato da nuove tensioni e antiche diffidenze.

 

Prima che le piazze si svuotino e l’estate lasci spazio all’autunno, c’è un’altra geografia che continua a riempirsi. Non di turisti alla ricerca di monumenti da fotografare, ma di persone che attraversano confini per ascoltare una lingua antica, ballare sulle note del klezmer, assistere a uno spettacolo in yiddish, riscoprire una memoria collettiva.

Da Cracovia a Weimar, da Londra a Toronto fino alle città italiane, i festival dedicati alla cultura ebraica e yiddish trasformano per più giorni metropoli e centri urbani lontani tra loro in un unico grande palcoscenico della diaspora. Non sono soltanto appuntamenti musicali o rassegne culturali: sono luoghi in cui una tradizione continua a reinventarsi, a dialogare con il presente e a rivendicare il proprio spazio nella contemporaneità.

E quest’estate il loro significato appare ancora più evidente.

Mentre il conflitto in Medio Oriente continua a polarizzare il dibattito pubblico internazionale e il clima politico rischia talvolta di trasformarsi in diffidenza verso tutto ciò che viene percepito come “ebraico”, senza distinguere tra identità, religione, cultura e scelte politiche, questi festival scelgono una strada diversa: quella della conoscenza, dell’incontro e della complessità.

Il più famoso e più grande al mondo, il Jewish Culture Festival di Cracovia (Festiwal Kultury Żydowskiej), si è appena concluso nella città polacca che custodisce una delle memorie ebraiche più profonde d’Europa. Nato nel 1988, il festival è diventato negli anni un punto di riferimento internazionale, capace di attirare artisti, studiosi e visitatori da ogni continente. Ma Cracovia è solo l’inizio di un viaggio che nei prossimi mesi porterà la cultura ebraica e yiddish in Germania, Gran Bretagna, Canada e Italia.

Un’estate che parla molte lingue

Basta guardare la mappa dell’estate per accorgersi che esiste un’altra narrazione. Un filo invisibile unisce Cracovia, Weimar, Londra, Toronto e Milano. È lo stesso filo che, per secoli, ha accompagnato le comunità ebraiche nei loro spostamenti attraverso l’Europa e poi nel resto del mondo: un filo fatto di parole, melodie, racconti, teatro, letteratura e tradizioni familiari.

E lo yiddish, nato dall’incontro tra ebraico, tedesco medievale e lingue slave, ne è il simbolo più affascinante; una lingua magica che racconta storie di contaminazioni e attraversamenti. Per molto tempo considerata destinata a scomparire dopo la Shoah, oggi vive una nuova stagione grazie a musicisti, scrittori, registi e giovani artisti che la riportano sulle scene internazionali.

In un momento in cui il conflitto in Medio Oriente continua a dividere l’opinione pubblica e il dibattito rischia spesso di sovrapporre politica, identità culturale e appartenenza religiosa, questi festival parlano all’umanità. È proprio questa la loro forza: raccontare una cultura viva, plurale, capace di interrogare il presente senza rinunciare alla propria storia.

Weimar: dove lo yiddish diventa futuro

La prossima tappa è la Germania. Dall’11 luglio al 15 agosto Weimar ospita lo Yiddish Summer Weimar, uno degli appuntamenti più originali e importanti al mondo dedicati alla lingua, alla musica e alle arti yiddish

Nato nel 1999, il festival non è soltanto una successione di concerti, ma un vero laboratorio internazionale. Musicisti, studiosi, studenti e appassionati arrivano da ogni parte del mondo per partecipare a corsi di lingua, workshop, seminari, laboratori di danza e teatro.

Il cuore dell’edizione 2026 sarà la Festival Week, in programma dall’1 all’8 agosto, dedicata al tema “Yiddish Wo:men – Another Story of Modernity”. Un percorso che mette al centro il contributo delle donne alla cultura yiddish moderna e che culminerà con la prima del musical teatrale Togbukh.

La scelta di Weimar aggiunge un significato particolare all’esperienza. È la città di Goethe e Schiller, simbolo della grande cultura tedesca, ma anche un luogo profondamente legato alla memoria europea del Novecento. Qui passato e presente convivono, proprio come accade nella cultura yiddish: una tradizione antica che continua a cercare nuove forme.

Londra: cinque giorni per entrare nel mondo yiddish

Dal 17 al 21 agosto sarà Londra ad accogliere lo Zumerfest – London Summer Yiddish Festival. È forse il festival più immediato e partecipativo del calendario estivo. Qui il pubblico non si limita ad assistere: entra nella festa. Si può iniziare la giornata imparando qualche parola di yiddish, partecipare a una lezione di canto, assistere a una proiezione cinematografica, unirsi a una jam session klezmer o semplicemente lasciarsi coinvolgere dalla musica.

Il momento più atteso sarà l’All-Star Concert and Dance Ball, una grande serata collettiva in cui musicisti e pubblico condividono lo stesso spazio, superando la distanza tra palco e platea. È proprio questa dimensione conviviale a rendere lo Zumerfest speciale: dimostra che una cultura non sopravvive perché viene conservata in una teca, ma perché continua a essere vissuta.

Toronto: il grande incontro della musica ebraica contemporanea

L’estate si chiuderà oltreoceano con l’Ashkenaz Festival, in programma a Toronto dal 30 agosto al 6 settembre. Considerato il più importante festival nordamericano dedicato alla musica ebraica, l’Ashkenaz è nato nel 1995 con l’obiettivo di raccontare la cultura ashkenazita attraverso linguaggi contemporanei.

Il programma mette insieme tradizione e innovazione: dal klezmer storico alle influenze mediterranee, dalla musica balcanica al jazz e alla world music.

Tra i protagonisti dell’edizione 2026 ci saranno The Klezmatics, uno dei gruppi che più hanno contribuito alla rinascita internazionale del klezmer, la cantante marocchino-israeliana Neta Elkayam, che intreccia tradizione e sonorità nordafricane, e la svedese Louisa Lyne, interprete che ha riportato la musica yiddish all’attenzione del pubblico europeo. Concerti all’aperto, incontri con gli artisti e momenti di festa collettiva fanno dell’Ashkenaz un evento capace di coinvolgere non soltanto la comunità ebraica, ma chiunque sia curioso di scoprire una storia musicale fatta di viaggi, incontri e trasformazioni.

Non ultimo in Italia, dove dal 14-17 giugno 2026 presso il Palazzo della Cultura Ebraica e l’Antico Quartiere Ebraico a Roma si è da poco svolto l’Ebraica Festival con tema centrale: Tikvàh – Essere Speranza, focalizzato sulla speranza come tensione interiore e valore storico. Così come la rassegna a Firenze, Balagan Cafe 2026, dove dal 18 giugno 2026 nel Giardino della Sinagoga, si è svolta la 14ª edizione dedicata a incontri, musica e cultura ebraica.

Si svolgerà alla fine di questa estate la Giornata Europea della Cultura Ebraica, in programma domenica 6 settembre 2026. La manifestazione rivolta alla cittadinanza, e declinata in ogni località, è dedicata a promuovere la conoscenza degli ebrei e dell’ebraismo nella complessità, pluralità e vitalità della loro storia, delle loro produzioni culturali e proposte valoriali, in quanto componenti integranti e imprescindibili del patrimonio italiano ed europeo.

Non soltanto festival: luoghi dove la memoria continua a vivere

Visitare uno di questi appuntamenti significa andare oltre l’esperienza di un viaggio estivo. Significa ascoltare una lingua che ha attraversato i secoli, lasciarsi trascinare dal ritmo del klezmer, scoprire una tradizione sorprendentemente vitale in cui la memoria non è soltanto ciò che appartiene al passato, ma uno strumento per leggere il presente e immaginare nuove possibilità.

Immagini di cervello

Quando l’intelligenza artificiale impara il linguaggio del cervello

Tecnologia

di Anna Balestrieri
La startup Hemispheric, fondata da ricercatori provenienti dai settori delle neuroscienze e dell’intelligenza artificiale, sta sviluppando un modello capace di analizzare l’attività cerebrale secondo una logica simile a quella dei grandi modelli linguistici che hanno rivoluzionato il trattamento del linguaggio naturale.

In Israele la grotta che racconta l’alba dei Neanderthal

Personaggi e Storie

di Anna Balestrieri
A fureidis (Cesarea), sotto il terreno destinato a una nuova strada, si conserva uno dei più rari archivi della presenza umana nel Levante. È una cavità il cui tetto è progressivamente crollato nel corso del tempo, sigillando sedimenti, utensili e resti animali. Una rovina geologica ha così protetto ciò che lo sviluppo moderno rischiava di distruggere.

Trent Park House

Apre al pubblico Trent Park House: la villa diventata centro dell’intelligence britannica contro il nazismo

Personaggi e Storie

di Pietro Baragiola
Nei sotterranei della villa, dal 1939 vissero 84 generali tedeschi e altri 22 ufficiali della Wehrmacht catturati dagli Alleati, messi a proprio agio affinché parlassero liberamente. Le loro conversazioni, registrate attraverso microspie nascoste ovunque, venivano tradotte dai “Secret Listeners”, rifugiati ebrei di lingua tedesca incaricati di ascoltare e trascrivere le conversazioni dei prigionieri.

Una foto degli studi sul calcolo quantistico nel Quantum Computing Center dell'Università di Tel Aviv

Israele investe 100 milioni di shekel nel calcolo quantistico: nasce una piattaforma nazionale per ricerca e innovazione

Tecnologia

di Pietro Baragiola
Il nuovo centro integrerà almeno tre differenti tecnologie di elaborazione quantistica, offrendo l’accesso sia a sistemi hardware sia a piattaforme cloud. La struttura coprirà l’intera filiera del calcolo quantistico, dai qubit ai sistemi di controllo e misurazione, passando per la correzione degli errori, lo sviluppo di software, algoritmi e applicazioni pratiche.