Cultura e Società

Da sinistra, Noah Wyle, Seth Rogen e Timothée Chalamet

Chalamet, Rogen e Wyle vincitori ai Critics’ Choice Awards 2026

Spettacolo

di Pietro Baragiola
La serata, volta a premiare i più grandi successi riconosciuti dalla critica americana, ha visto come protagonisti assoluti tre attori ebrei: Timothée Chalamet, Seth Rogen e Noah Wyle, artisti che, attraverso i loro ruoli, sono riusciti a lasciare un’impronta indelebile nel cinema, nel dramma e nella commedia televisiva.

Elena, la bambina che andò da sola nella camera a gas

Libri

di Esterina Dana
Il libro “Elena. Una bambina sola nella Shoah”, ricostruisce la storia di Elena Colombo, cugina del giornalista e scrittore Fabrizio Rondolino, che è ad oggi l’unica bambina ebrea documentata ad essere stata deportata e caricata su un vagone piombato a Carpi e condotta alla camera a gas da sola, mesi dopo l’arresto e la deportazione dei genitori.

Bar Refaeli, la top model israeliana inaugura all’aeroporto di Tel Aviv un pop-up con «Livelle» la sua nuova linea di skincare

Personaggi e Storie

di Michael Soncin
Si chiama «Livelle» ed è uno degli ultimi progetti imprenditoriali della supermodel, che lo scorso 4 giugno ha compiuto 40 anni. Un altro marchio di skincare accessibile che si aggiunge alla crescente proposta di cosmetici Made in Israel. Prodotti per Lei e per Lui, sicuri anche per le donne in gravidanza e approvati dal ministero della salute

La voce di Nedo Fiano risuona forte in un nuovo film per la Rai

Personaggi e Storie

di Ilaria Myr
«In tempi così difficili per l’antisemitismo e un rifiuto sempre più diffuso della memoria della Shoah, è ancora più necessario fornire dei prodotti di grande qualità che parlino a un pubblico più ampio possibile. In un momento in cui nel dibattito politico e culturale si confonde tutto e si minimizza anche questa immane tragedia, chi come noi che si occupa di cinema e film ha il dovere di fare chiarezza:

La rimozione della Shoah dalla memoria collettiva: un pericolo per la società

Personaggi e Storie

di Ilaria Myr
La Memoria in ostaggio dell’attualità. I viaggi scolastici ad Auschwitz messi in discussione dalla guerra a Gaza. La banalizzazione dell’Olocausto che finisce nel calderone dei massacri genocidari, veri o presunti che siano. La Shoah percepita come un monopolio del dolore a cui gli ebrei non hanno più diritto. Come continuare a ricordare oggi cercando di non cadere nella retorica celebrativa? Come rinnovare il Giorno della Memoria? Ne parliamo con Daniela Dana, presidente dei Figli della Shoah

Hi tech Israele

Il settore tech israeliano chiude il 2025 con 15,6 miliardi di dollari di finanziamenti

Tecnologia

di Francesco Paolo La Bionda
Il report racconta di un anno caratterizzato da un netto ritorno dei finanziamenti, insieme a un cambiamento sostanziale nel modo e nel luogo in cui i capitali sono stati impiegati: il numero di operazioni è infatti calato al minimo storico, indicando che gli investitori hanno preferito concentrare somme maggiori su un numero più ristretto di aziende.

Il Naufragio del Pentcho al Teatro Menotti

Spettacolo

di M. S.
La fuga degli ebrei da Bratislava, durante il nazismo va in scena  al Teatro Menotti di Milano  il 19 gennaio. È il 1940 e la nube nera del nazismo sta avvolgendo sempre più l’Europa

Voice, Exit, Loyalty: la Diaspora e Israele

Opinioni

di Clotilde Calabi
La recrudescenza dell’antisemitismo in molte parti del mondo ha riportato al centro del dibattito il rapporto fra Israele e gli ebrei della Diaspora. In particolare, si ripropone con urgenza questa domanda: la Diaspora ha diritto ad essere protetta da Israele? E, simmetricamente, Israele ha un dovere di proteggerla?

Foto aerea di Auschwitz, 25 agosto 1944

“Come un tizzone strappato dall’incendio”: i testi letterari trovati sul luogo della strage

Libri

di Cyril Aslanov
[Ebraica. Letteratura come vita] Nella letteratura della Shoah figura una categoria particolare di testi che non sono stati composti dopo gli eventi, ma scritti proprio dalle vittime poco tempo prima di essere “sommersi o salvati”. Anche nell’inferno di Auschwitz-Birkenau c’erano persone capaci di trovare carta e penna per mettere per iscritto la loro testimonianza