Attualità e news

La strage di Babi Yar

Mondo

furono sterminati dalle SS nella cava di Babi Yar, alle porte di Kiev, in Ucranica, 34 mila ebrei. L’eccidio è stato appena commemorato dai discendenti delle vittime. Tra i sopravvissuti era presente Debora Averboukh, 86 anni, che nel 1941 era riuscita a fuggire in Uzbekistan

Noi come i Rom

Italia


come un tempo gli ebrei per 40 anni nel deserto: una condizione che ci accomuna”. Così ha detto Yasha Reibman, invitando il 30 settembre un gruppo di Rom e don Colmegna nella Sukkà allestita dal Merkas in piazza Cordusio. Sono venuti, accolti dal rabbino capo Alfonso Arbib e da rav Rodal. Un gesto altamente simbolico che ripropone il problema dei Rom nelle nostre città, un popolo ancora discriminato e guardato con sospetto al quale l’attore Moni Ovadia aveva recentemente proposto di assegnare il Premio Nobel per la pace.
Qui di seguito la cronaca dell’incontro.

Terrorismo: la conferenza di Herzliya

Mondo

internazionale è ormai un appuntamento consolidato. Una volta all’anno i più grandi esperti del mondo si riuniscono ad Herzliya, presso The Interdisciplinary Center

Aria di Gerusalemme

Israele


un pomeriggio di gennaio, con parecchio bagaglio
e un’intera valigia di scarpe. Non ero mai stata tanto tempo lontana da casa e
decidere da cosa separarmi così a lungo e da cosa no era stata una
battaglia perduta.

Ground Zero vietato ad Ahmadinejad

Mondo


è a New York per partecipare il 25 settembre ai lavori della 62esima Assemblea Generale dell’Onu, a cui presenzieranno un’ottantina di capi di Stato e di governo. Già il 24 settembre parteciperà a un pranzo al National Press Club di Washington e poi andrà al World Leaders Forum dove terrà un intervento, seguito da domande e risposte di 600 studenti. Le organizzazioni ebraiche, in particolare l’Antidefamation League e la Jewish Defense Organization hanno organizzato proteste e la città di New York non gli ha permesso una visita a Ground Zero

Processo ai profanatori

Mondo

lunedì 10 settembre, del processo a tre uomini sospettati di aver profanato il cimitero ebraico di Herrlisheim, situato nella regione dell’Alsazia (nell’est della Francia), il procuratore di Colmar ha chiesto sanzioni che arrivano fino a tre anni di carcere senza la condizionale.