di Anna Balestrieri
Un racconto che non cerca ordine, ma restituisce esperienza. Si passa dall’alba del 7 ottobre – il risveglio, il carro armato, l’illusione della normalità – al caos immediato dell’attacco. E poi i 738 giorni di prigionia a Gaza, con le violenze fisiche e psicologiche, fame, buio, spostamenti continui, paura dei bombardamenti e – paradossalmente – anche tentativi per resistere: giochi mentali, traduzioni di canzoni, alfabeti ripassati per non perdere lucidità.
Attualità e news
Guerra Israele-Iran: escalation al Nord, raid e smentite sui negoziati
di Anna Balestrieri
La notte tra il 24 e il 25 marzo segna un ulteriore aggravarsi del conflitto tra Israele, Iran e il fronte libanese guidato da Hezbollah, mentre sul piano diplomatico si moltiplicano segnali contraddittori provenienti da Washington. Missili, raid mirati e dichiarazioni politiche sempre più dure delineano un quadro in rapido deterioramento, ma ancora privo di un punto di rottura definitivo.
Il PM libanese Salam critica Hezbollah per aver trascinato il Libano nel conflitto
di Nina Prenda
“Queste persone hanno falsificato i passaporti ed sono entrate illegalmente nel Paese”, ha aggiunto. Da qui la decisione di vietare qualsiasi attività dell’IRGC nel Paese e le operazioni militari di Hezbollah, invitando il gruppo a consegnare le sue armi allo Stato.
Mojtaba Khamenei, il leader che sfuggì ai missili: vivo per pochi secondi
di Nina Prenda
L’audio trapelato ottenuto da The Telegraph rivela che Mojtaba Khamenei è stato preso di mira nello stesso attacco che ha ucciso suo padre e altri membri della leadership della Repubblica islamica. Ma era uscito “per fare qualcosa” pochi istanti prima che i missili balistici israeliani Blue Sparrow colpissero la sua residenza alle 9:32 ora locale del 28 febbraio 2026.
Lo stilista John Galliano firma la partnership con Zara. Un rilancio di immagine dopo gli insulti antisemiti?
di Pietro Baragiola
Dopo aver iniziato la sua carriera da Givenchy, nel 1996 Galliano è stato nominato direttore creativo di Christian Dior, ruolo che ha mantenuto per i 15 anni successivi finché non è stato licenziato a causa dei suoi gravi commenti antisemiti, molti dei quali inneggiavano Adolf Hitler e la persecuzione degli ebrei.
Un museo nel vuoto: in Lituania lo shtetl perduto torna a parlare
di Anna Balestrieri
È un tentativo dichiarato di ricostruire un mondo, quello degli shtetl dell’Europa orientale: piccoli centri né urbani né rurali, dove per generazioni ebrei e non ebrei hanno condiviso spazi, mercati, strade. Prima della Shoah, questa “civiltà degli shtetl” si estendeva tra Lituania, Polonia, Bielorussia, Ucraina e Lettonia. Oggi è scomparsa quasi del tutto.
Tra raid e negoziati: la strategia oscillante di Donald Trump nella crisi tra Israele e Iran
di Anna Balestrieri
Negli ultimi giorni, la linea di Trump si è distinta per una serie di svolte repentine, soprattutto sulla questione dello Stretto di Hormuz, cruciale per il traffico globale di petrolio. E mentre annuncia accordi con Teheran, il governo iraniano smentisce.
Harvard: mai così pochi studenti ebrei da prima della Seconda Guerra Mondiale
di Malka Letwin
Nell’ultimo decennio la percentuale di studenti ebrei si è dimezzata. Nel 2025 le iscrizioni sono scese a circa il 7%. Ora l’amministrazione Trump ha fatto causa ad Harvard per presunta discriminazione nei confronti di studenti ebrei e israeliani.
Addio a Chuck Norris, icona del cinema d’azione e vero amico di Israele
di Pietro Baragiola
In questi ultimi anni, inoltre, Norris ha espresso più volte il proprio sostegno allo Stato Ebraico e a Benjamin Netanyahu, invitando i fan israeliani a votare per lui, lodandone la leadership e definendolo “un uomo che ama il proprio Paese con tutto il cuore e l’anima.”
Nonostante la guerra, Israele è all’ottavo posto nel sondaggio sulla felicità globale (come nel 2025)
di Nina Prenda
La scoperta più notevole nel rapporto di quest’anno riguarda le giovani generazioni. Gli israeliani di età inferiore ai 25 anni sono risultati essere i demografici più felici all’interno della società israeliana, classificandosi al terzo posto a livello globale. Si segnala però un forte aumento generalizzato del disagio clinico.
I Paesi del Golfo dalla parte di Israele e Usa per sconfiggere l’Iran
di Maia Principe
Mentre i Paesi del Golfo avevano messo in guardia il presidente statunitense Donald Trump dal lanciare una guerra contro l’Iran nel periodo precedente al conflitto, ora la maggior parte di essi esorta Washington a continuare a colpire il regime, secondo quanto riferito al Times of Israel da quattro alti funzionari che rappresentano diverse capitali del Golfo.
Voli da e per Israele: ridotti drasticamente voli e passeggeri dall’aeroporto Ben Gurion
di Maia Principe
A fronte del peggioramento della situazione della sicurezza, Israele ha deciso di ridurre drasticamente il traffico aereo all’aeroporto Ben Gurion, il principale hub del Paese. El Al aveva cancellato voli per 28 destinazioni, mentre per le altre compagnie la ripresa è posticipata almeno fino ad aprile. Ma ci si aspettano cambiamenti a seconda dell’evoluzione del conflitto.














