di Maia Principe
Il dipartimento di polizia della città ha registrato 178 crimini d’odio antiebraici da gennaio a giugno, mentre i crimini d’odio contro i newyorkesi asiatici, neri e bianchi – gruppi la cui popolazione complessiva supera quella ebraica della città con un rapporto di quasi sei a uno – hanno registrato cali a doppia cifra e i reati legati all’etnia sono diminuiti del 50 %. Anche i reati anti-musulmani sono aumentati, passando da 14 nello stesso periodo del 2025 a 21 quest’anno.
Mondo
Spagna: uno striscione “Distruggete Israele” esposto durante la festa di San Firmin a Pamplona
di Maia Principe
Durante la festa di San Fermín a Pamplona, in Spagna, famosa per la corsa dei tori e considerata uno degli eventi culturali più emblematici, migliaia di persone hanno partecipato a una manifestazione pro-palestinese con un grande striscione con la scritta “Distruggete Israele”. Sono stati inoltre liberati tra la folla palloncini gonfiabili a forma di anguria, simbolo ampiamente associato al sostegno ai palestinesi.
Nuove vocazioni: la rinascita dei seminari rabbinici negli Stati Uniti
di Nina Deutsch
Dopo anni di calo delle iscrizioni e timori di crisi generazionale, i principali seminari rabbinici statunitensi registrano un’inversione di tendenza. Tra nuovi modelli formativi, percorsi online e un rinnovato interesse dei giovani, le aule del Jewish Theological Seminary e dell’Hebrew Union College tornano a riempirsi. Un cambiamento che riflette trasformazioni più ampie nell’ebraismo americano contemporaneo.
“Più ebrei, per favore”: la Germania tra 7 ottobre, demografia e comunità ebraiche
di Marina Gersony
Tra memoria della Shoah, crescita degli episodi antisemiti e crisi demografica, torna l’idea di incentivare l’immigrazione ebraica come risposta strutturale a più crisi intrecciate. Una proposta che unisce sicurezza, economia e dimensione simbolica, ma che riapre un nodo centrale per l’Europa contemporanea.
Il 4 luglio degli ebrei americani: gli Stati Uniti festeggiano 250 anni tra memoria storica e sfide per il futuro
di Pietro Baragiola
Dalle mostre dedicate ai primi ebrei d’America alle attività di volontariato, questo anniversario ha rappresentato un’occasione per ripercorrere oltre due secoli di presenza ebraica americana, in un momento segnato da un forte clima di polarizzazione politica e dalla crescita dell’antisemitismo.
Israele e Stati Uniti firmano l’accordo per la nuova ambasciata
di Nina Prenda
La struttura sorgerà nell’area del cosiddetto complesso Allenby, nel settore meridionale della città. Attualmente l’ambasciata degli Stati Uniti ha sede nell’ex consolato americano di Gerusalemme, trasformato in ambasciata dopo la decisione del presidente Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele nel 2017 e di trasferire la rappresentanza diplomatica da Tel Aviv nel maggio 2018.
La foto di Hitler finisce nell’annuario di una scuola del New Jersey: ritirate subito le copie e parte l’indagine
di Pietro Baragiola
Le autorità scolastiche di Paramus, nel New Jersey, hanno aperto un’indagine dopo che una fotografia di Adolf Hitler da piccolo è comparsa nell’annuario della East Brook Middle School, distribuito agli studenti nella giornata di giovedì 26 giugno. Questa immagine, inserita nella sezione dedicata alle foto d’infanzia degli alunni, ha portato al ritiro immediato di tutte le copie prima ancora che gli studenti lasciassero la scuola.
Venezuela, la comunità ebraica mobilitata: sinagoghe aperte agli sfollati
di Nina Prenda
Grazie a procedure di emergenza già collaudate, la comunità ebraica è riuscita ad attivarsi rapidamente. Nelle ore successive al sisma, centinaia di persone si sono riversate presso il Centro Comunitario Ebraico Hebraica e nella sinagoga principale di Caracas, trasformati in rifugi temporanei.
Quando due violenti terremoti hanno colpito Caracas e la vicina città costiera di La Guaira, la risposta della comunità ebraica venezuelana è stata immediata. Nel giro di poche ore, sinagoghe e centri comunitari hanno aperto le loro porte per offrire riparo, assistenza e beni di prima necessità a centinaia di persone rimaste senza casa o troppo spaventate per rientrare nelle proprie abitazioni.
Le due scosse, di magnitudo 7,2 e 7,5, si sono verificate a pochi secondi di distanza mercoledì 24 giugno, provocando una delle peggiori tragedie che il Paese ricordi negli ultimi anni. Secondo le autorità, il bilancio provvisorio supera i 1.700 morti, mentre decine di migliaia di persone risultano disperse o intrappolate sotto le macerie. Centinaia gli edifici crollati o gravemente danneggiati, con danni economici stimati in miliardi di dollari.
«Erano da poco passate le 18 ed era un giorno di festa nazionale, quindi la maggior parte delle persone si trovava in casa», racconta Roberto Mishkin, presidente dell’Union Israelita de Caracas, la principale congregazione ashkenazita del Venezuela. «È stato un terremoto devastante. Non conosco nessuno che non abbia subito danni alla propria abitazione.»
Grazie a procedure di emergenza già collaudate, la comunità ebraica è riuscita ad attivarsi rapidamente. Nelle ore successive al sisma, centinaia di persone si sono riversate presso il Centro Comunitario Ebraico Hebraica e nella sinagoga principale di Caracas, trasformati in rifugi temporanei.
«I nostri edifici si sono riempiti di famiglie le cui case erano state distrutte o rese inagibili, ma anche di persone che avevano semplicemente paura di trascorrere la notte nei propri appartamenti», spiega Mishkin. «Abbiamo subito organizzato la distribuzione di cibo, acqua e coperte. Solo intorno a mezzanotte, quando tutti erano riusciti a mettersi in contatto con i propri familiari, il comitato di crisi ha potuto riunirsi per coordinare gli interventi.»
Il bilancio per la comunità ebraica, composta da circa 5.000 persone, è pesante. Tre membri risultano deceduti e altri quattro sono ancora dispersi. Almeno 15 famiglie hanno perso completamente la propria abitazione, mentre tra le 30 e le 35 hanno visto i loro appartamenti dichiarati inagibili. Ancora oggi circa cento persone trascorrono la notte all’interno del centro Hebraica.
La tragedia arriva in un momento particolarmente delicato. Dopo anni segnati dalla crisi economica e politica del Venezuela, la comunità stava iniziando a intravedere segnali di miglioramento. Secondo i suoi rappresentanti, il cambio di leadership seguito alla caduta del presidente Nicolás Maduro aveva contribuito ad attenuare il clima di ostilità e la retorica antisemita che aveva caratterizzato i governi di Maduro e del suo predecessore Hugo Chávez.
Nel frattempo, squadre di soccorso provenienti da diversi Paesi, compreso Israele, sono giunte in Venezuela per sostenere le operazioni di emergenza. Ma la ricostruzione si preannuncia lunga e complessa.
«La nostra è una comunità che già viveva in condizioni economiche difficili e che ha sempre fatto grande affidamento sui servizi sociali», sottolinea Mishkin. «Oggi molte persone hanno perso tutto: la casa, il lavoro e i mezzi di sostentamento. Le istituzioni ebraiche di tutto il mondo ci stanno offrendo il loro sostegno, ma avremo bisogno di un aiuto molto più ampio.»
Per far fronte all’emergenza è stata avviata una raccolta fondi internazionale. Per il momento, sono stati raccolti poco meno della metà dei due milioni di dollari.
La Romania sceglie la difesa aerea israeliana: accordo record per Rafael
di Malka Letwin
Bucarest investirà oltre due miliardi di euro per rafforzare la protezione contro droni, missili e altre minacce aeree. Per l’industria della difesa israeliana si tratta di uno dei contratti più importanti di sempre.
Milei esorta l’America Latina ad aderire agli Accordi di Isaac nella lotta “esistenziale” contro il “male”
di Maia Principe
Ispirata agli Accordi di Abramo, una serie di accordi storici di normalizzazione mediati dagli Stati Uniti tra Israele e diversi paesi arabi, la nuova iniziativa mira a rafforzare la cooperazione politica, economica e culturale tra lo Stato ebraico e i governi latinoamericani. L’iniziativa cercherà inoltre di incoraggiare i paesi partner a trasferire le proprie ambasciate a Gerusalemme, a designare formalmente Hamas e Hezbollah come organizzazioni terroristiche e a modificare le consolidate modalità di voto su Israele alle Nazioni Unite.
Lufthansa e ITA Airways riprendono i voli per Israele
di Maia Principe
All’interno del Gruppo Lufthansa, la ripresa dei voli sta avvenendo in modo graduale. Austrian Airlines ha già ripristinato i voli per Israele a partire dal 2 giugno. Eurowings dovrebbe riprendere i voli per Tel Aviv entro metà luglio, mentre SWISS prevede di rilanciare un servizio giornaliero tra Zurigo e Tel Aviv a partire dal 1° agosto. Anche Brussels Airlines fa parte del gruppo e partecipa a questa graduale ripresa dei servizi.
Grecia: a Salonicco battaglioni d’assalto antisionisti prendono di mira israeliani ed ebrei
di Maia Principe
Il gruppo anarchico di sinistra Rouvikonas ha organizzato quelle che ha definito “pattuglie antisioniste” per le strade di Salonicco, la seconda città più grande della Grecia, per contrastare una crescente “infiltrazione israeliana e sionista” in città. Il tutto a quasi 95 anni di distanza dai primi attacchi con squadre d’assalto contro la popolazione ebraica.














