Israele, la guerra vista da dentro: gli arabi israeliani tra diffidenza per l’Iran e rifiuto del conflitto

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di Nina Deutsch
Non simpatizzano per Teheran, ma non sostengono l’escalation militare: la minoranza araba racconta un’altra percezione della guerra, tra sfiducia politica e senso di vulnerabilità. Tra timore per l’instabilità regionale e distanza dal governo, emerge una frattura interna: l’Iran non è visto come una minaccia esistenziale, mentre il conflitto appare un rischio troppo alto.

Voli da e per Israele: proseguono le interruzioni

Mondo

di Maia Principe
El Al ha annunciato mercoledì la cancellazione dei voli previsti per la settimana dal 21 al 27 marzo verso 28 destinazioni, Wizz Air ha annunciato che estenderà la cancellazione dei voli da e per l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv fino al 7 aprile, easyJet ha deciso di non operare presso l’aeroporto Ben-Gurion fino all’autunno.

Il Belgio schiera i militari per proteggere le comunità ebraiche

Mondo

di Nina Prenda
L’attacco di Liegi ha spinto diversi politici belgi, tra cui il sindaco di Anversa Els Van Doesburg della Nuova Alleanza fiamminga (N-VA), a chiedere una maggiore protezione dei luoghi frequentati dalla comunità ebraica. La sua richiesta ha anche ricevuto sostegno dal Comitato di coordinamento delle organizzazioni ebraiche in Belgio (CCOJB). I soldati delle Forze Armate Belghe (BAF) proteggeranno la sinagoga e le scuole ebraiche per ridurre l’onere sulla polizia.

Biennale di Venezia, il fronte del boicottaggio si allarga: nel mirino Israele

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di Anna Balestrieri
A innescare la polemica è stata una lettera promossa dal collettivo Art Not Genocide Alliance, che chiede l’esclusione di Israele dalla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte. Il documento porta 178 firme tra artisti, curatori e operatori culturali coinvolti direttamente nella manifestazione.

Più di 3.100 israeliani ricoverati in ospedale dall’inizio della guerra con l’Iran

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di Nathan Greppi
Alle 7:00 del mattino, 81 persone risultavano ancora ricoverate in ospedale: una in condizioni critiche, nove in condizioni gravi, dieci in condizioni moderate e 60 in buone condizioni, mentre una era ancora sotto osservazione medica. Solo quel giorno, gli ospedali hanno accolto 108 nuovi feriti. Due hanno riportato ferite di media gravità, 96 ferite lievi, nove erano affetti d’ansia e uno risultava essere sotto osservazione, secondo quanto riferito dal Ministero della Salute.

La reticenza degli Houthi nella guerra Iran-Israele

Mondo

di Nathan Greppi
“Gli Houthi non hanno mai considerato l’Iran come un’autorità di comando. Lo consideravano un partner ideologico e militare”, ha dichiarato Aviram Bellaishe del Jerusalem Jerusalem Center for Security and Foreign Affairs, a JNS. “ La loro decisione è frutto di una valutazione del tutto indipendente”.

Iran, Israele colpisce Basij anche grazie alle informazioni dei civili

Mondo

di Nina Prenda
Uno degli episodi più recenti risalirebbe a quando un drone Hermes israeliano ha colpito alcuni posti di blocco della milizia Basij nella capitale iraniana.  L’operazione sarebbe stata resa possibile anche grazie a segnalazioni provenienti direttamente da cittadini iraniani, trasmesse in lingua persiana attraverso account social riconducibili a Israele, e verificate dall’intelligence israeliana.

Cos’è Ashab Al Yamin? Il nuovo gruppo terroristico sciita rivendica gli attacchi alle sinagoghe in tutta Europa

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di Nina Prenda
I video delle azioni rivendicate sono apparsi rapidamente su circuiti online riconducibili al cosiddetto asse sciita, inclusi canali vicini a Hezbollah e ai Pasdaran iraniani. E anche la simbologia sembra ispirata a esso. Elementi che, pur non costituendo una prova, suggerisce quantomeno una possibile contiguità o un tentativo di accreditamento all’interno di quell’ecosistema.

Israele elimina Larjiani e vertici di Basij. E Mojtaba Khamenei rifiuta le proposte di cessate il fuoco

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di Maia Principe
Larijani, capo del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, era stato definito dai servizi segreti occidentali come il “leader de facto” dell’Iran post-Khamenei. Le forze Basij sotto il comando di Soleimani hanno guidato le principali operazioni di repressione, ricorrendo a violenze gravi, arresti di massa e all’uso della forza contro i manifestanti civili.