Re Carlo in visita al quartiere ebraico di Golders Green a Londra

Re Carlo III visita il quartiere ebraico di Londra colpito da attacchi antisemiti

Mondo

di Maia Principe
Giovedì 14 maggio,re Carlo è stato accolto da una folla festante durante la sua visita a sorpresa al quartiere Golders Green di Londra, che nelle ultime settimane è stato teatro di una serie di attacchi antisemiti, in segno di solidarietà con le comunità ebraiche britanniche, che temono per la propria incolumità. 

“Collaborate con noi”: l’Iran lancia una campagna di sms agli israeliani

Mondo

di Nina Prenda
L’Iran ha inviato svariati messaggi a molti utenti di telefoni cellulari israeliani durante la notte di lunedì 11 maggio, invitandoli a collaborare con la propria intelligence, in quello che la Direzione Nazionale di Israele ha definito un tentativo di “creare panico”. Tra i messaggi in lingua ebraica c’erano notifiche che dicevano agli israeliani di contattare le ambasciate iraniane o fornire informazioni su siti sensibili contrassegnandoli su una mappa online.

Da sinistra Isaac Herzog e Sergio Matarella

Mattarella-Herzog, due telefonate in una: il richiamo italiano alla guerra permanente e l’allarme israeliano sull’antisemitismo

Mondo

di Nina Deutsch
Il colloquio tra Sergio Mattarella e Isaac Herzog del 13 maggio, descritto dal Quirinale come “franco e aperto”, viene raccontato dai media in modo diverso sulle due sponde del Mediterraneo. In Italia emergono soprattutto la definizione di “inaccettabili” usata da Mattarella per gli attacchi contro il contingente Unifil e il timore di una “guerra permanente”; nella stampa israeliana e nei media ebraici prevalgono invece la preoccupazione per il clima anti-israeliano e l’allarme per la crescita dell’antisemitismo.

New York Times: polemiche per l’accusa agli israeliani di stuprare i palestinesi

Mondo

di Nathan Greppi
Secondo un’analisi dell’istituto di ricerca NGO Monitor, nell’articolo Nicholas Kristof si è basato ampiamente su fonti poco credibili, tra cui ONG con un’agenda apertamente antisraeliana e, in alcuni casi, legate a Hamas o ad altre organizzazioni terroristiche. Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il Ministro degli Esteri Gideon Sa’ar hanno annunciato di voler intentare una causa per diffamazione, definendo l’editoriale di Kristof “una delle bugie più esecrabili e distorte mai pubblicate contro lo Stato d’Israele nel giornalismo moderno”.

A sinistra Lamine Yamal con la bandiera palestinese e adestra il post in ebraico di scuse del FC Barcelona per i fan israeliani

FC Barcellona si dissocia dal suo giocatore Lamine Yamal

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di Maia Principe
Il giocatore aveva sventolato una bandiera palestinese durante una parata su un autobus scoperto, suscitando la reazione negativa della numerosa tifoseria della squadra in Israele e del Ministro della Difesa Israel Katz. “Il momento in questione non intendeva veicolare alcun messaggio politico da parte dell’FC Barcelona. Inoltre, rinunciamo a qualsiasi messaggio diretto contro qualsiasi comunità, stato o nazione”, si legge nella nota.

Mohammed Khatib, coordinatore europeo di Samidoun

“Israele è solo l’inizio”: le parole del coordinatore europeo di Samidoun riaccendono le polemiche sui movimenti pro-palestinesi

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 di Anna Balestrieri
Nel filmato, Khatib parla apertamente della necessità di “decolonizzare” non solo Israele, ma anche Stati Uniti, Canada, Australia ed Europa, descrivendo l’Occidente come un sistema da smantellare “con ogni mezzo”. Dichiarazioni che hanno suscitato forti reazioni per il loro carattere apertamente rivoluzionario e per il riferimento implicito alla legittimazione della violenza politica.

Noam Bettan alla semifinale Eurovision 2026

Eurovision, Noam Bettan vola alto e conquista la finale tra tensioni e cori ostili. Le accuse di uso politico da parte di Israele

Mondo

di Nina Deutsch
Serata ad alta tensione alla Wiener Stadthalle di Vienna. L’artista israeliano porta sul palco “Michelle”, brano interpretato in francese, inglese ed ebraico. «Ho sentito i fischi, ma anche il sostegno», racconta. La performance israeliana viene letta da alcuni osservatori non soltanto come evento culturale, ma anche come spazio di influenza internazionale.