di Nina Prenda
Nella guerra invisibile digitale, il Grande Fratello iraniano si è rivolto contro la sua stessa leadership ed è diventato un dispositivo al servizio di Israele. È possibile che controllare di più significhi esporsi alle braccia del nemico? A Teheran sì.
Mondo
La politica antisraeliana e filoiraniana di Pedro Sánchez: un’analisi
di Nathan Greppi
“La posizione di Sánchez è totalmente dettata dalla politica interna. Egli intende assorbire la base dell’estrema sinistra e capitalizzare sui messaggi contro la guerra per distogliere l’attenzione da altre questioni che stanno affliggendo la sua amministrazione”. Parola di Daniel Lacalle, docente presso la IE Business School di Madrid e consigliere del MEMRI e opinionista su temi politici ed economici su diversi giornali e programmi televisivi spagnoli e internazionali.
L’Iran lancia un missile con sopra un ringraziamento a Sánchez: Israele e Washington invitano Madrid a rispondere
di Pietro Baragiola
Il video del lancio, attribuito ai Pasdaran, mostra il missile con sopra scritto un messaggio in farsi e inglese: “ringraziamo il primo ministro spagnolo per aver definito illegale questa guerra. Non è solo illegale, è anche disumana”. Crescono le tensioni fra Spagna e Israele.
Berkeley paga 1 milione per chiudere la causa per antisemitismo: stretta su regole e speaker nei campus
di Nina Deutsch
L’università cambia le politiche dopo la causa: stop alle esclusioni per gli speaker, formazione obbligatoria e nuove garanzie per studenti ebrei e filo-israeliani. L’accordo arriva dopo l’escalation post 7 ottobre, con un +321% di incidenti secondo l’ADL.
Wikipedia mette al bando otto redattori, sei dei quali anti-Israele
di Nina Prenda
Il Comitato arbitrale dell’enciclopedia online ha allontanato otto redattori responsabili di apportare modifiche agli articoli sul conflitto arabo-israeliano, in ottica pro-palestinese. Avevano anche preso di mira l’Anti Defamation League,, che ora loda l’iniziativa di espellerli.
Guerra Israele-Iran: escalation al Nord, raid e smentite sui negoziati
di Anna Balestrieri
La notte tra il 24 e il 25 marzo segna un ulteriore aggravarsi del conflitto tra Israele, Iran e il fronte libanese guidato da Hezbollah, mentre sul piano diplomatico si moltiplicano segnali contraddittori provenienti da Washington. Missili, raid mirati e dichiarazioni politiche sempre più dure delineano un quadro in rapido deterioramento, ma ancora privo di un punto di rottura definitivo.
Il PM libanese Salam critica Hezbollah per aver trascinato il Libano nel conflitto
di Nina Prenda
“Queste persone hanno falsificato i passaporti ed sono entrate illegalmente nel Paese”, ha aggiunto. Da qui la decisione di vietare qualsiasi attività dell’IRGC nel Paese e le operazioni militari di Hezbollah, invitando il gruppo a consegnare le sue armi allo Stato.
Tra raid e negoziati: la strategia oscillante di Donald Trump nella crisi tra Israele e Iran
di Anna Balestrieri
Negli ultimi giorni, la linea di Trump si è distinta per una serie di svolte repentine, soprattutto sulla questione dello Stretto di Hormuz, cruciale per il traffico globale di petrolio. E mentre annuncia accordi con Teheran, il governo iraniano smentisce.
Harvard: mai così pochi studenti ebrei da prima della Seconda Guerra Mondiale
di Malka Letwin
Nell’ultimo decennio la percentuale di studenti ebrei si è dimezzata. Nel 2025 le iscrizioni sono scese a circa il 7%. Ora l’amministrazione Trump ha fatto causa ad Harvard per presunta discriminazione nei confronti di studenti ebrei e israeliani.
I Paesi del Golfo dalla parte di Israele e Usa per sconfiggere l’Iran
di Maia Principe
Mentre i Paesi del Golfo avevano messo in guardia il presidente statunitense Donald Trump dal lanciare una guerra contro l’Iran nel periodo precedente al conflitto, ora la maggior parte di essi esorta Washington a continuare a colpire il regime, secondo quanto riferito al Times of Israel da quattro alti funzionari che rappresentano diverse capitali del Golfo.
Voli da e per Israele: ridotti drasticamente voli e passeggeri dall’aeroporto Ben Gurion
di Maia Principe
A fronte del peggioramento della situazione della sicurezza, Israele ha deciso di ridurre drasticamente il traffico aereo all’aeroporto Ben Gurion, il principale hub del Paese. El Al aveva cancellato voli per 28 destinazioni, mentre per le altre compagnie la ripresa è posticipata almeno fino ad aprile. Ma ci si aspettano cambiamenti a seconda dell’evoluzione del conflitto.
Londra: incendiate ambulanze di un ente di soccorso ebraico. Ashab al-Yamin rivendica
di Nathan Greppi
Le immagini delle telecamere di sorveglianza hanno ripreso tre individui incappucciati e vestiti di nero, i quali si sono avvicinati di soppiatto ai veicoli dell’ente ebraico, che si occupa di fornire servizi di pronto soccorso e i cui membri lavorano come volontari. Uno dei sospettati portava con sé una borsa, ma ad un certo punto sono spariti dietro a una delle ambulanze, che erano parcheggiate in una zona residenziale vicino ad una sinagoga. Pochi secondi dopo, le fiamme hanno iniziato ad avvolgere il veicolo.














