Durban, 25 anni dopo: la memoria contesa della conferenza ONU contro il razzismo

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di Anna Balestrieri
Il 28 settembre le Nazioni Unite torneranno a celebrare a New York la Dichiarazione e il Programma d’azione di Durban, adottati nel 2001. Una ricorrenza che per l’ONU rappresenta un’occasione per rilanciare la lotta globale contro razzismo, discriminazione e xenofobia, ma che per Israele e numerose organizzazioni ebraiche riapre una ferita legata agli episodi di antisemitismo verificatisi durante la conferenza originaria.

Sei anni di Accordi di Abramo: la tenuta delle intese e la sfida dell’allargamento

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di Davide Cucciati
Sei anni dopo la firma degli Accordi di Abramo, torna al centro del dibattito il loro possibile allargamento. L’ambasciatore israeliano negli Emirati Arabi Uniti, Yossi Shelley, ha prospettato l’ingresso di un altro Paese entro quattro-sei mesi, indicando il Kuwait tra le possibilità. Da Kuwait City non è arrivata conferma.

 

Da sinistra Gideon Sa'ar, Mike Waltz e Nasser Bourita

Accordo fra Israele e Marocco per aprire ambasciate

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di Maia Principe
Potenziare la loro rappresentanza diplomatica, nominando ambasciatori e trasformando le rispettive missioni diplomatiche in vere e proprie ambasciate: questo è quanto è stato concordato mercoledì 16 settembre a New York dal ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar e il suo omologo marocchino Nasser Bourita il giorno dopo il sesto anniversario degli Accordi di Abramo,

bandiera dell'Isis

Sostenitore dell’ISIS in Pennsylvania ha cercato di avvelenare del cibo nelle sinagoghe

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di Nina Prenda
Kramer avrebbe diffuso online propaganda dell’ISIS e di Hamas e discusso con altri utenti di possibili attentati utilizzando veleni, incendi dolosi, veicoli, droni esplosivi e armi da fuoco. A maggio avrebbe scritto di voler sintetizzare veleni e di voler introdurre ricina o cianuro in cibo e bevande, indicando le sinagoghe come obiettivo preferenziale.

Attentati dell’11/9: almeno 56 milioni di visualizzazioni sui social per le teorie antisemite di complotto ebraico

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di Maia Principe
Lo rivela una nuova ricerca del Combat Antisemitism Movement, che hanno visto un’esplosione di questi post nei giorni precedenti il 25° anniversario. Mentre l’ADL avverte: “I progressi nell’IA hanno permesso ai sostenitori di queste teorie  di fabbricare ‘prove’ sintetiche a sostegno delle loro affermazioni secondo cui gli ebrei avrebbero orchestrato gli attacchi”.

Donna che indossa una stella di David aggredita a Berlino

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di Nina Prenda
I due uomini si sono avvicinati alla donna e le hanno rivolto insulti antisemiti. Uno dei sospettati ha poi attaccato la donna con una bottiglia di vetro rotta. La vittima ha subito diversi tagli alla mano mentre cercava di difendersi ed è stata portata in ospedale.

L’Iran usa l’AI per colpire ebrei ed israeliani, secondo Anthropic

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di Nina Prenda
Agenti legati all’Iran hanno utilizzato il chatbot Claude per automatizzare la raccolta e l’analisi di informazioni pubblicamente disponibili sui propri obiettivi. Tra gli obiettivi figuravano esponenti del governo israeliano, personalità non governative e membri di comunità ebraiche al di fuori di Israele.

Tornare a casa dopo l’attacco: la teshuvah di una comunità

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di Anna Balestrieri
Sei mesi dopo l’attacco, la comunità è tornata nel santuario per celebrare l’inizio del nuovo anno. I rotoli della Torah sono stati riportati nell’Arca, i fedeli hanno ripreso posto tra i banchi, le preghiere sono tornate a riempire uno spazio che per mesi era stato soprattutto il luogo di un trauma. Il ritorno fisico alla sinagoga è diventato, così, una forma concreta di teshuvah: il “ritorno”, uno dei temi centrali dei giorni solenni ebraici.

Norvegia, fino a tre anni di carcere per chi commercia con gli insediamenti israeliani

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di Anna Balestrieri
Oslo valuta una legge che vieterebbe il commercio con gli insediamenti israeliani e potrebbe punire le violazioni con pene fino a tre anni di carcere. L’annuncio del ministro degli Esteri norvegese Espen Barth Eide segna un ulteriore irrigidimento della politica di Oslo nei confronti di Israele e ha provocato una dura reazione dell’ambasciata israeliana in Norvegia.

Fabbricazione di carro armato giapponese (foto Galileo Ch)

Delegazione giapponese visita Israele per le opportunità nella difesa

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di Nathan Greppi
I giapponesi sono interessati a tutto ciò che il mercato della difesa israeliano ha da offrire: difesa aerea, difesa anti-droni, tecnologie per droni, velivoli senza pilota, laser, robotica, missili, cannoni e la difesa passiva rappresentata dalle camere blindate, dato che il Giappone è carente di stanze o rifugi sicuri da utilizzare in caso di guerra.