di Nina Prenda
Un attacco di sabato ha ucciso Yahya Hamdouna, identificato dall’esercito israeliano e dallo Shin Bet come membro di Hamas che ha invaso Israele il 7 ottobre. L’agenzia militare e di sicurezza ha detto che in un attacco separato durante il fine settimana è stato ucciso Mohammad Rafa’i, un membro del battaglione Daraj-Tuffah di Hamas che ha invaso Israele il 7 ottobre, e Basir al-Barsh, un comandante Nukhba.
Mondo
Canada: spari fuori da una sinagoga durante lo Yom Kippur
di Maia Principe
Secondo le prime ricostruzioni, un veicolo si è fermato a poche decine di metri dalla sinagoga. L’autista è sceso e ha aperto il fuoco. I fedeli riuniti all’interno per la funzione del Kol Nidre hanno udito gli spari. Mentre nella regione di Durham, in Ontario un giovane è stato arrestato dopo aver minacciato di aprire il fuoco in una sinagoga.
Uno studio svela i pregiudizi antisraeliani del New York Times
di Nathan Greppi
Secondo lo studio di Pinker, Israele è stato rappresentato come “l’unico aggressore” dopo l’attacco di Hamas e “apparentemente non ha alcun costo nel condurre la guerra se non la perdita di sostegno internazionale e simpatia pubblica”, mentre “i palestinesi vengono rappresentati come vittime passive la cui sofferenza cresce ogni giorno mentre vengono attaccati senza sosta dall’esercito israeliano”.
Gaza, i giornalisti e il rapporto con Hamas: il caso Al Jazeera riapre il dossier sulla stampa nell’enclave
di Anna Balestrieri
Ventiquattro dipendenti di Al Jazeera che lavoravano nella Striscia di Gaza sono stati licenziati mentre è in corso negli Stati Uniti una causa che accusa il network qatariota di avere fornito sostegno a Hamas e alla Jihad islamica palestinese. La vicenda riporta al centro del dibattito una questione rimasta controversa dall’inizio della guerra: dove finisce il lavoro giornalistico in un territorio governato da un’organizzazione armata e dove comincia il rapporto con le sue strutture?
Quasi il 50% dei palestinesi della Giudea e Samaria crede che Israele non abbia il diritto di esistere, secondo un sondaggio
di Nina Prenda
Il sondaggio ha anche rilevato che il 42% credeva che fosse possibile portare alla fine dell’esistenza di Israele, mentre solo il 32% ha affermato che era impossibile. Più di un quarto (27%) ha dichiarato di favorire una soluzione a due Stati per risolvere il conflitto israelo-palestinese, mentre il 22% ha affermato di sostenere un singolo Stato binazionale con piena parità di diritti, e il 26% ha espresso una preferenza per un singolo Stato palestinese senza una presenza ebraica.
Durban, 25 anni dopo: la memoria contesa della conferenza ONU contro il razzismo
di Anna Balestrieri
Il 28 settembre le Nazioni Unite torneranno a celebrare a New York la Dichiarazione e il Programma d’azione di Durban, adottati nel 2001. Una ricorrenza che per l’ONU rappresenta un’occasione per rilanciare la lotta globale contro razzismo, discriminazione e xenofobia, ma che per Israele e numerose organizzazioni ebraiche riapre una ferita legata agli episodi di antisemitismo verificatisi durante la conferenza originaria.
Il nuovo dossier di Israele contro l’Onu: così il governo contesta la “neutralità” delle Nazioni Unite su Gaza
di Anna Balestrieri
Il portale, pubblicato sulla piattaforma digitale del governo israeliano GovExtra, porta un titolo esplicito: “UN Bias in the Gaza War”. La struttura è quella di un vero e proprio centro documentale, organizzato per capitoli e corredato da rapporti, fonti primarie e materiali esterni.
Sei anni di Accordi di Abramo: la tenuta delle intese e la sfida dell’allargamento
di Davide Cucciati
Sei anni dopo la firma degli Accordi di Abramo, torna al centro del dibattito il loro possibile allargamento. L’ambasciatore israeliano negli Emirati Arabi Uniti, Yossi Shelley, ha prospettato l’ingresso di un altro Paese entro quattro-sei mesi, indicando il Kuwait tra le possibilità. Da Kuwait City non è arrivata conferma.
Accordo fra Israele e Marocco per aprire ambasciate
di Maia Principe
Potenziare la loro rappresentanza diplomatica, nominando ambasciatori e trasformando le rispettive missioni diplomatiche in vere e proprie ambasciate: questo è quanto è stato concordato mercoledì 16 settembre a New York dal ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar e il suo omologo marocchino Nasser Bourita il giorno dopo il sesto anniversario degli Accordi di Abramo,
Sostenitore dell’ISIS in Pennsylvania ha cercato di avvelenare del cibo nelle sinagoghe
di Nina Prenda
Kramer avrebbe diffuso online propaganda dell’ISIS e di Hamas e discusso con altri utenti di possibili attentati utilizzando veleni, incendi dolosi, veicoli, droni esplosivi e armi da fuoco. A maggio avrebbe scritto di voler sintetizzare veleni e di voler introdurre ricina o cianuro in cibo e bevande, indicando le sinagoghe come obiettivo preferenziale.
«Mia madre era prigioniera nell’attico di un insegnante UNRWA»: la denuncia davanti all’ONU
di Anna Balestrieri
Neta Heiman Mina, figlia di Ditza Heiman, israeliana di 84 anni rapita durante l’attacco del 7 ottobre 2023 e tenuta ostaggio per 53 giorni a gaza da un insegnante dell’UNRWA, si è rivolta alle Nazioni Unite durante una sessione dedicata all’educazione e alla formazione sui diritti umani.
Attentati dell’11/9: almeno 56 milioni di visualizzazioni sui social per le teorie antisemite di complotto ebraico
di Maia Principe
Lo rivela una nuova ricerca del Combat Antisemitism Movement, che hanno visto un’esplosione di questi post nei giorni precedenti il 25° anniversario. Mentre l’ADL avverte: “I progressi nell’IA hanno permesso ai sostenitori di queste teorie di fabbricare ‘prove’ sintetiche a sostegno delle loro affermazioni secondo cui gli ebrei avrebbero orchestrato gli attacchi”.














