di Anna Balestrieri
Neta Heiman Mina, figlia di Ditza Heiman, israeliana di 84 anni rapita durante l’attacco del 7 ottobre 2023 e tenuta ostaggio per 53 giorni a gaza da un insegnante dell’UNRWA, si è rivolta alle Nazioni Unite durante una sessione dedicata all’educazione e alla formazione sui diritti umani.
Mondo
Attentati dell’11/9: almeno 56 milioni di visualizzazioni sui social per le teorie antisemite di complotto ebraico
di Maia Principe
Lo rivela una nuova ricerca del Combat Antisemitism Movement, che hanno visto un’esplosione di questi post nei giorni precedenti il 25° anniversario. Mentre l’ADL avverte: “I progressi nell’IA hanno permesso ai sostenitori di queste teorie di fabbricare ‘prove’ sintetiche a sostegno delle loro affermazioni secondo cui gli ebrei avrebbero orchestrato gli attacchi”.
Donna che indossa una stella di David aggredita a Berlino
di Nina Prenda
I due uomini si sono avvicinati alla donna e le hanno rivolto insulti antisemiti. Uno dei sospettati ha poi attaccato la donna con una bottiglia di vetro rotta. La vittima ha subito diversi tagli alla mano mentre cercava di difendersi ed è stata portata in ospedale.
L’Iran usa l’AI per colpire ebrei ed israeliani, secondo Anthropic
di Nina Prenda
Agenti legati all’Iran hanno utilizzato il chatbot Claude per automatizzare la raccolta e l’analisi di informazioni pubblicamente disponibili sui propri obiettivi. Tra gli obiettivi figuravano esponenti del governo israeliano, personalità non governative e membri di comunità ebraiche al di fuori di Israele.
Tornare a casa dopo l’attacco: la teshuvah di una comunità
di Anna Balestrieri
Sei mesi dopo l’attacco, la comunità è tornata nel santuario per celebrare l’inizio del nuovo anno. I rotoli della Torah sono stati riportati nell’Arca, i fedeli hanno ripreso posto tra i banchi, le preghiere sono tornate a riempire uno spazio che per mesi era stato soprattutto il luogo di un trauma. Il ritorno fisico alla sinagoga è diventato, così, una forma concreta di teshuvah: il “ritorno”, uno dei temi centrali dei giorni solenni ebraici.
Norvegia, fino a tre anni di carcere per chi commercia con gli insediamenti israeliani
di Anna Balestrieri
Oslo valuta una legge che vieterebbe il commercio con gli insediamenti israeliani e potrebbe punire le violazioni con pene fino a tre anni di carcere. L’annuncio del ministro degli Esteri norvegese Espen Barth Eide segna un ulteriore irrigidimento della politica di Oslo nei confronti di Israele e ha provocato una dura reazione dell’ambasciata israeliana in Norvegia.
Delegazione giapponese visita Israele per le opportunità nella difesa
di Nathan Greppi
I giapponesi sono interessati a tutto ciò che il mercato della difesa israeliano ha da offrire: difesa aerea, difesa anti-droni, tecnologie per droni, velivoli senza pilota, laser, robotica, missili, cannoni e la difesa passiva rappresentata dalle camere blindate, dato che il Giappone è carente di stanze o rifugi sicuri da utilizzare in caso di guerra.
11 settembre, venticinque anni dopo: l’Occidente e la lezione di Rav Sacks
di Davide Cucciati
Nel settembre del 2011, in occasione del decimo anniversario degli attentati, Rav Jonathan Sacks z’’l trattò il tema della fragilità occidentale, in un articolo pubblicato sul Times. Una riflessione profonda sulla fragilità dell’Occidente,in cui dopo aver identificato il nemico, chiedeva all’Occidente di rivolgere per un momento lo sguardo verso sé stesso.
La Slovenia ha ufficialmente inaugurato la prima ambasciata israeliana
di Michael Soncin
In precedenza, era l’ambasciata israeliana a Vienna a occuparsi delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi. Ora, per la prima volta, la Slovenia avrà un’ambasciata israeliana sul proprio territorio. Durante l’inaugurazione è stato inoltre firmato un accordo di collaborazione nei settori dello sport, dell’istruzione e della scienza.
L’appello di 5.000 personaggi pubblici contro l’accusa di genocidio a Israele
di Nathan Greppi
Spiegano che “le condizioni di combattimento senza precedenti di questa guerra – centinaia di chilometri di tunnel, migliaia di case trappole, la confusione tra combattenti, ‘giornalisti’ e ‘operatori umanitari’, il rapporto tra civili e terroristi, considerato basso per una guerra urbana asimmetrica, l’assenza di fame di massa nonostante ripetute previsioni di una catastrofe imminente, gli avvertimenti dati ai civili prima dell’attacco: tutti questi fattori sono stati cancellati nell’intenzione di incriminare Israele per genocidio”.
“Operatore umanitario” di Gaza legato ad Hamas, Israele chiede le scuse del Belgio
di Nina Prenda
L’ambasciata israeliana in Belgio domenica 6 settembre 2026 ha chiesto a Bruxelles di scusarsi per la sua condanna in riferimento ad un’operazione di Tzahal, che ha ucciso un dipendente dell’agenzia belga Enabel a Gaza nell’aprile 2024. Secondo del materiale appena emerso, il lavoratore era in realtà un combattente di Hamas.
ADL: insegnanti ebrei attaccati nelle scuole americane
di Nathan Greppi
Secondo lo studio, il 53,4% degli intervistati ha riferito di aver assistito a situazioni in cui le norme antimolestie non sono state applicate correttamente quando i bersagli erano ebrei o sionisti, mentre il 51,8% ha assistito a epidosi di minimizzazione o negazione delle atrocità del 7 ottobre. Il 48,9% ha sentito la parola “sionista” venire usata come insulto o dispregiativo, e il 43,7% ha sentito persone che giustificavano la violenza contro gli ebrei o Israele parlando a degli eventi sindacali.













