Bandiera hezbollah

Hezbollah punta a espandere il proprio potere in America Latina, reclutando criminali

Mondo

di Maia Principe
Secondo un nuovo rapporto del Washington Institute for Near East Policy,
Hezbollah, sta cercando di reclutare criminali condannati, soprattutto in Brasile, sfruttando le loro difficoltà economiche e il risentimento nei confronti del sistema giudiziario. Individui senza legami con l’organizzazione terroristica vengono reclutati in Brasile, inviati in Libano per l’addestramento e, al ritorno, incaricati di sorvegliare sinagoghe, missioni diplomatiche israeliane e figure di spicco della comunità ebraica.

Israele, Iran, Usa e Italia: un’analisi del contesto geopolitico attuale

Mondo

TEL AVIV – dalla nostra inviata Ilaria Myr
Il futuro della guerra in Iran, i rapporti fra Israele e Usa. Ma anche il ruolo degli altri attori del Medio Oriente e le imminenti elezioni politiche in Israele. Di questo hanno parlato, Tamir Hayman, Direttore Esecutivo dell’Istituto per gli Studi sulla Sicurezza Nazionale (INSS), e l’Ambasciatore italiano in Israele Luca Ferrari l’11 ottobre scorso durante la prima cena della missione in Israele del Keren Hayesod.

il premier spagnolo Pedro Sanchez

Sánchez, il fronte europeo e la pressione su Israele

Mondo

di Anna Balestrieri
Pedro Sánchez punta a trasformare la frattura con Israele in una linea di politica estera e in un terreno sul quale contendere all’asse franco-tedesco la definizione della postura europea in Medio Oriente. La sua strategia combina riconoscimento della Palestina, pressione economica, iniziative giudiziarie internazionali e mobilitazione diplomatica. Non è soltanto una condanna della guerra di Gaza: è il tentativo di tradurre una posizione politica in strumenti capaci di restringere i margini d’azione israeliani e di costruire attorno a Madrid un fronte internazionale.

Gideon Saar con Baron Waqa

Israele nuovo partner del Forum delle Isole del Pacifico

Mondo

di Nina Prenda
Prima dell’ammissione di Israele, il Forum contava 21 partner di dialogo, tra cui Stati Uniti, Cina, Giappone e Unione europea. Si tratta di Paesi e organizzazioni esterni alla regione del Pacifico blu che intrattengono rapporti significativi con le isole e contribuiscono alle iniziative e alle discussioni sulla sicurezza e sullo sviluppo regionale, secondo quanto riportato sul sito ufficiale del PIF.

Dopo le stragi in Siria, sempre più drusi del Golan scelgono la cittadinanza israeliana

Mondo

di Davide Cucciati
Il fenomeno è documentato dai dati del ministero dell’Interno israeliano: nel 2025, nei quattro principali centri drusi del Golan, sono state registrate 3.750 richieste di naturalizzazione, contro le 570 dell’anno precedente. Nella sola Buq’ata il numero è passato da 107 a 1.194, oltre dieci volte tanto. Una crescita che permette di misurare quanto rapidamente stia cambiando il rapporto della popolazione locale con lo Stato israeliano.

La Malesia vieta ai dipendenti pubblici di utilizzare l’app Waze di fabbricazione israeliana

Mondo

di Nina Prenda
Il governo malese non ha fornito ulteriori dettagli sul motivo per cui ai dipendenti pubblici è stato vietato di utilizzare Waze, che fornisce informazioni sul traffico in tempo reale. Non ha detto come il divieto sarebbe stato applicato o monitorato. Ma il governo ha detto che “le informazioni governative sensibili e i dati personali dei cittadini devono essere protetti dallo sfruttamento da parte del regime israeliano in un modo che potrebbe compromettere la sicurezza nazionale e la sovranità”.

Post sui social che colpevolizzano ebrei e Israele delle proteste in Francia

Proteste in Francia: oltre 1.300 teorie del complotto antisemite sui social media colpevolizzano ebrei, “sionisti” e Israele

Mondo

di Maia Principe
L’Antisemitism Research Center (ARC) ha scoperto che, nel cercare un capro espiatorio per le violenze, gli utenti dei social media hanno preso di mira più frequentemente ebrei e israeliani, utilizzando una terminologia legata all’orchestrazione dell’élite ebraica, all’orchestrazione di Israele/Mossad, alla manipolazione sionista e al “denaro dei Rothschild/ZOG”.

Regno Unito, il papavero dei caduti si tinge dei colori palestinesi: scoppia la polemica

Mondo

di Pietro Baragiola
La nuova versione, venduta online a 1,74 sterline, viene presentata come “un emblema di solidarietà per la continua lotta del popolo palestinese e la sua ricerca di giustizia”, e ha scatenato diverse critiche da parte di esponenti politici ed ex militari che accusano i promotori dell’iniziativa di voler trasformare un simbolo nazionale in uno strumento di propaganda politica. Forti critiche arrivano soprattutto dal mondo militare.

I giocatori di scacchi israeliani esclusi dal campionato del mondo in Malesia

Mondo

di Nina Prenda
Gli scacchisti israeliani che si erano iscritti ai Campionati mondiali amatoriali di scacchi, in programma il mese prossimo in Malesia, sono stati esclusi dall’elenco definitivo dei partecipanti. La decisione arriva nonostante l’impegno della Federazione internazionale degli scacchi (FIDE) a favorire la loro partecipazione, in un Paese che vieta l’ingresso ai cittadini israeliani.

Chi finanzia gli esperti dell’ONU? UN Watch presenta a Londra una banca dati da 88 milioni di dollari

Mondo

di Anna Balestrieri
Al Parlamento britannico, l’organizzazione guidata da Hillel Neuer denuncia lacune nella trasparenza dei finanziamenti ai relatori speciali delle Nazioni Unite. Nel mirino i contributi provenienti da Cina, Russia, Qatar e fondazioni private. Tra i nomi citati anche Francesca Albanese, per la quale UN Watch stima oltre 2,5 milioni di dollari di sostegno.

Onu: il giornalista yemenita Luai Ahmed denuncia le dittature musulmane

Mondo

di Maia Principe
«In Medio Oriente il nostro problema non sono né Israele né gli ebrei – ha dichiarato il coraggioso giornalista yemenita denunciando le menzogne e l’ipocrisia dei leader musulmani che hanno attaccato Israele all’Assemblea generale -. Sono le dittature islamiste che brutalizzano i nostri popoli e poi, come capro espiatorio, ci offrono Israele».