di Nina Prenda
“Vogliamo che la guerra in Medio Oriente finisca ora. Il mondo ne è stanco”, ha scritto il il Generale Muhoozi Kainerugaba, aggiungendo che qualsiasi discorso di distruggere o sconfiggere Israele porterà l’Uganda in guerra. “Dalla parte di Israele!” ha concluso.
Mondo
Hormuz e il Golfo all’esame dell’ONU: la risoluzione proposta del Bahrain
di Anna Balestrieri
La crisi nello Stretto di Hormuz e nel Golfo Persico spinge l’ONU a mobilitarsi su più fronti. Il Bahrain ha guidato l’iniziativa più recente, proponendo al Consiglio di Sicurezza dell’ONU l’uso di “tutti i mezzi necessari” per garantire il passaggio delle navi, ma la proposta incontra resistenze tra i membri permanenti, Cina e Russia in testa.
Il rapporto britannico sul 7 ottobre: civili di Gaza autori di rapimenti, saccheggi e uccisioni
di Davide Cucciati
Nel Regno Unito, è stata pubblicata la seconda edizione di quella che viene presentata come la più ampia relazione, in lingua inglese, sul pogrom del 7 ottobre. Fra gli elementi più rilevanti che emergono dal documento vi è il ruolo dei civili palestinesi provenienti da Gaza che nel report figurano come parte integrante del quadro dell’assalto.
Incendiata un’auto nel quartiere ebraico di Anversa, si indaga per terrorismo
di Nina Prenda
Due minori sono stati arrestati con l’accusa di coinvolgimento in un’organizzazione “terroristica” dopo che un’auto è stata data alle fiamme nel quartiere ebraico di Anversa durante la notte. L’auto era parcheggiata nel quartiere dei diamanti, sede di gran parte della comunità ebraica ortodossa di Anversa.
Viaggi all’estero per Pesach: le indicazioni di sicurezza per gli israeliani
di Nina Prenda
In vista delle vacanze di Pesach della prossima settimana, il Consiglio di sicurezza nazionale (NSC) rinnova il suo invito, agli israeliani che viaggiano all’estero, di esercitare cautela, a causa della crescente minaccia di attacchi terroristici sostenuti dall’Iran.
Il giorno in cui le telecamere tradirono Teheran
di Nina Prenda
Nella guerra invisibile digitale, il Grande Fratello iraniano si è rivolto contro la sua stessa leadership ed è diventato un dispositivo al servizio di Israele. È possibile che controllare di più significhi esporsi alle braccia del nemico? A Teheran sì.
La politica antisraeliana e filoiraniana di Pedro Sánchez: un’analisi
di Nathan Greppi
“La posizione di Sánchez è totalmente dettata dalla politica interna. Egli intende assorbire la base dell’estrema sinistra e capitalizzare sui messaggi contro la guerra per distogliere l’attenzione da altre questioni che stanno affliggendo la sua amministrazione”. Parola di Daniel Lacalle, docente presso la IE Business School di Madrid e consigliere del MEMRI e opinionista su temi politici ed economici su diversi giornali e programmi televisivi spagnoli e internazionali.
L’Iran lancia un missile con sopra un ringraziamento a Sánchez: Israele e Washington invitano Madrid a rispondere
di Pietro Baragiola
Il video del lancio, attribuito ai Pasdaran, mostra il missile con sopra scritto un messaggio in farsi e inglese: “ringraziamo il primo ministro spagnolo per aver definito illegale questa guerra. Non è solo illegale, è anche disumana”. Crescono le tensioni fra Spagna e Israele.
Berkeley paga 1 milione per chiudere la causa per antisemitismo: stretta su regole e speaker nei campus
di Nina Deutsch
L’università cambia le politiche dopo la causa: stop alle esclusioni per gli speaker, formazione obbligatoria e nuove garanzie per studenti ebrei e filo-israeliani. L’accordo arriva dopo l’escalation post 7 ottobre, con un +321% di incidenti secondo l’ADL.
Wikipedia mette al bando otto redattori, sei dei quali anti-Israele
di Nina Prenda
Il Comitato arbitrale dell’enciclopedia online ha allontanato otto redattori responsabili di apportare modifiche agli articoli sul conflitto arabo-israeliano, in ottica pro-palestinese. Avevano anche preso di mira l’Anti Defamation League,, che ora loda l’iniziativa di espellerli.
Guerra Israele-Iran: escalation al Nord, raid e smentite sui negoziati
di Anna Balestrieri
La notte tra il 24 e il 25 marzo segna un ulteriore aggravarsi del conflitto tra Israele, Iran e il fronte libanese guidato da Hezbollah, mentre sul piano diplomatico si moltiplicano segnali contraddittori provenienti da Washington. Missili, raid mirati e dichiarazioni politiche sempre più dure delineano un quadro in rapido deterioramento, ma ancora privo di un punto di rottura definitivo.
Il PM libanese Salam critica Hezbollah per aver trascinato il Libano nel conflitto
di Nina Prenda
“Queste persone hanno falsificato i passaporti ed sono entrate illegalmente nel Paese”, ha aggiunto. Da qui la decisione di vietare qualsiasi attività dell’IRGC nel Paese e le operazioni militari di Hezbollah, invitando il gruppo a consegnare le sue armi allo Stato.














