Più di 3.100 israeliani ricoverati in ospedale dall’inizio della guerra con l’Iran

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di Nathan Greppi
Alle 7:00 del mattino, 81 persone risultavano ancora ricoverate in ospedale: una in condizioni critiche, nove in condizioni gravi, dieci in condizioni moderate e 60 in buone condizioni, mentre una era ancora sotto osservazione medica. Solo quel giorno, gli ospedali hanno accolto 108 nuovi feriti. Due hanno riportato ferite di media gravità, 96 ferite lievi, nove erano affetti d’ansia e uno risultava essere sotto osservazione, secondo quanto riferito dal Ministero della Salute.

La reticenza degli Houthi nella guerra Iran-Israele

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di Nathan Greppi
“Gli Houthi non hanno mai considerato l’Iran come un’autorità di comando. Lo consideravano un partner ideologico e militare”, ha dichiarato Aviram Bellaishe del Jerusalem Jerusalem Center for Security and Foreign Affairs, a JNS. “ La loro decisione è frutto di una valutazione del tutto indipendente”.

Iran, Israele colpisce Basij anche grazie alle informazioni dei civili

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di Nina Prenda
Uno degli episodi più recenti risalirebbe a quando un drone Hermes israeliano ha colpito alcuni posti di blocco della milizia Basij nella capitale iraniana.  L’operazione sarebbe stata resa possibile anche grazie a segnalazioni provenienti direttamente da cittadini iraniani, trasmesse in lingua persiana attraverso account social riconducibili a Israele, e verificate dall’intelligence israeliana.

Cos’è Ashab Al Yamin? Il nuovo gruppo terroristico sciita rivendica gli attacchi alle sinagoghe in tutta Europa

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di Nina Prenda
I video delle azioni rivendicate sono apparsi rapidamente su circuiti online riconducibili al cosiddetto asse sciita, inclusi canali vicini a Hezbollah e ai Pasdaran iraniani. E anche la simbologia sembra ispirata a esso. Elementi che, pur non costituendo una prova, suggerisce quantomeno una possibile contiguità o un tentativo di accreditamento all’interno di quell’ecosistema.

Israele elimina Larjiani e vertici di Basij. E Mojtaba Khamenei rifiuta le proposte di cessate il fuoco

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di Maia Principe
Larijani, capo del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, era stato definito dai servizi segreti occidentali come il “leader de facto” dell’Iran post-Khamenei. Le forze Basij sotto il comando di Soleimani hanno guidato le principali operazioni di repressione, ricorrendo a violenze gravi, arresti di massa e all’uso della forza contro i manifestanti civili.

La propaganda turca contagia l’Occidente. Il caso Anadolu

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di Nathan Greppi
Nel corso degli anni, diversi paesi autoritari hanno sfruttato i loro media statali multilingue per veicolare la loro propaganda anche in Occidente. In Turchia, diversi giornalisti affiliati ad Anadolu si sono fatti notare per post ed esternazioni che esprimevano odio nei confronti non solo d’Israele, ma anche degli ebrei.

Londra, Al-Quds Day sotto stretta sorveglianza: pochi manifestanti, dodici arresti

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di Nina Prenda
Durante la manifestazione si sono sentiti cori come “dal fiume al mare” e “Israele è uno Stato del terrore”. La polizia metropolitana ha effettuato dodici arresti, tra cui persone accusate di aver espresso sostegno a un’organizzazione terroristica vietata o di aver tenuto comportamenti minacciosi e offensivi.

L’antisemitismo è ormai normalizzato nelle università britanniche. Lo rivela un sondaggio

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di Maia Principe
Il sondaggio condotto su 1.000 studenti ha rilevato che quasi un quarto (23%) ha assistito a comportamenti che prendono di mira gli studenti ebrei a causa della loro religione o etnia e quasi la metà (47%) ha assistito a giustificazioni degli attacchi del 7 ottobre da parte di Hamas. La metà (49%) ha sentito slogan o cori che glorificavano Hamas, Hezbollah o altri gruppi fuorilegge, e il 65% ha visto la propria attività didattica interrotta dalle proteste.

Un’escalation globale di episodi antisemiti: attacchi, minacce e incitamento all’odio nell’ultima settimana

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di Anna Balestrieri
Registrati nell’ultima settimana otto incidenti contro sinagoghe nel mondo, tra cui il bombardamento di una storica sinagoga a Liegi, in Belgio, spari contro due sinagoghe nell’area di Toronto, e fermi di individui sospetti vicino a sinagoghe a Oslo e Trondheim, in Norvegia. Circa il 20% degli incidenti registrati nell’ultima settimana è direttamente collegato alla guerra con l’Iran, con aggressori motivati dal sostegno al regime iraniano o da teorie complottiste contro ebrei e Israele.

Eldad Shavit e Sima Shine

Iran: tra Usa e Israele emerge il nodo degli obiettivi finali

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di Davide Cucciati
Nelle fasi iniziali della guerra contro il regime islamico iraniano, la collaborazione tra Washington e Gerusalemme è stata piena. Il punto che emerge ora, però, è un altro: quella convergenza non si traduce più in una coincidenza sugli obiettivi finali del conflitto e, soprattutto, sulle tempistiche. Ne hanno parlato due esperti durante un incontro online organizzato dall’Ambasciata israeliana in Italia.