Corruzione e conflitti di interessi per 13 relatori speciali Onu: lo rivela l’ultimo report di Un Watch

Mondo

di Maia Principe
Il rapporto traccia il profilo di 13 relatori speciali del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, che rappresentano oltre un quinto dei 59 mandati tematici o specifici per paese incaricati di redigere rapporti sui diritti umani, e rileva un modello di pregiudizi ideologici, conflitti di interesse finanziari e comportamenti che porrebbero fine alla carriera in qualsiasi altra istituzione. Eppure nessuno di loro è stato rimosso; tutti mantengono la propria posizione all’interno delle Nazioni Unite.

Mohammed Odeh, a destra, insieme agli alti dirigenti di Hamas Rafa'a Salameh, Abu Obeida e Mohammed Deif, in una foto senza data. (Utilizzata in conformità con l'articolo 27a della legge sul diritto d'autore)

Gaza: Israele uccide il capo militare di Hamas Mohammed Odeh

Mondo

di Maia Principe
“Odeh ha ricoperto il ruolo di capo dell’ala militare di Hamas nelle ultime due settimane, dopo l’eliminazione di Izz al-Din al-Haddad – si legge in una nota dell’IDF e dell’ISA (Servizio di Intelligence Islamica) -. Negli ultimi anni, Odeh ha ricoperto il ruolo di capo del quartier generale dell’intelligence di Hamas. In tale veste, era responsabile della pianificazione e del coordinamento delle infiltrazioni e degli attacchi terroristici di Hamas durante il massacro del 7 ottobre”.

Francesca Albanese

La Corte d’Appello USA ripristina le sanzioni contro Francesca Albanese

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di Anna Balestrieri
La decisione viene presentata dai promotori del ricorso come una vittoria del principio di responsabilità giuridica anche per i funzionari internazionali. In particolare, secondo i sostenitori delle sanzioni, il caso segnerebbe un precedente importante sul limite tra libertà di espressione e obblighi di neutralità nell’ambito ONU.

Da sinistra Oliver Bradley (EIPA), Beni Sabti, Giulio Gallera e Alessandro Litta Modignani

L’esperto Beni Sabti: «Il regime islamico in Iran è debole. Ma a rovesciarlo deve essere il popolo»

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di Ilaria Myr
Così la pensa l’esperto israelo-iraniano Beni Sabti, membro del prestigioso INSS – Institute for National Security Studies di Tel Aviv, tra i più autorevoli think tank sull’Iran, intervenuto lunedì 25 maggio a Milano in un incontro con i giornalisti organizzato dall’EIPA (Europe Israel Press Association) e tenutosi al Pirellone, sede della regione Lombardia.

Francesca Albanese

La Francia respinge la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese

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di Nina Prenda
Il Consiglio di Parigi ha respinto la proposta di conferire la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, la relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi. Presentata da La France Insoumise, la proposta è stata bocciata con 76 voti contrari e 48 favorevoli.

Stretto di Hormuz

Iran e Stati Uniti verso un’intesa: tregua regionale, nodo nucleare e timori di Israele 

Mondo

di Anna Balestrieri
L’agenzia iraniana Fars sostiene che l’intesa includa una clausola secondo cui gli Stati Uniti e i loro alleati non attaccheranno l’Iran o i suoi proxy regionali, mentre Teheran si impegnerebbe a non lanciare attacchi preventivi contro Washington o i suoi partner. Tra gli elementi più delicati dell’accordo vi sarebbe anche la cessazione delle ostilità tra Israele e Hezbollah in Libano, pur lasciando a Israele la possibilità di reagire in caso di nuovi attacchi del gruppo sciita libanese.

Hamas

Hamas usa il cessate il fuoco per addestrare nuovi terroristi

Mondo

di Nina Prenda
Il documento, che è stato pubblicato martedì 19 maggio, delinea un corso di addestramento di sette giorni per 121 nuove reclute nel battaglione Shejaia di Hamas, tra cui addestramento alle armi, primo soccorso sul campo di battaglia, istruzioni anti-drone e lezioni tratte dal massacro del 7 ottobre. Le reclute sono state istruite nell’uso di armi israeliane, tra cui fucili M16 e fucili d’assalto Tavor, nonché attacchi a carri armati e mezzi corazzati da corto e lungo raggio.

Roma convoca l’ambasciatore israeliano: scontro diplomatico dopo i video di Ben Gvir sui militanti della Flotilla

Mondo

di Anna Balestrieri
Al centro della polemica vi sono alcuni filmati diffusi sui social e rilanciati da media internazionali, nei quali Ben Gvir compare davanti agli attivisti arrestati — alcuni dei quali cittadini italiani — ammanettati, bendati e costretti in ginocchio. L’episodio rischia ora di avere ripercussioni più ampie nei rapporti tra Israele e diversi Paesi europei coinvolti nella vicenda dei volontari fermati. Critica anche l’Ucei.

Il ragazzo ferito dopo l'aggressione a Londra perché parlava ebraico

“Sei ebreo?” Israeliano attaccato a Londra per aver parlato ebraico

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di Nina Prenda
Secondo Ben Yakar, che ha parlato con Ynet, cinque o sei uomini si sono avvicinati dopo averlo sentito parlare ebraico e gli hanno chiesto se fosse ebreo. Dopo che ha risposto affermativamente, gli uomini hanno iniziato a “prendermi a pugni, calci” e a gridare “Ebreo, ebreo” in arabo. Ben Yakar ha detto di essere stato trascinato per strada dove gli uomini hanno strappato i suoi vestiti.

Da sinistra Joseph Haddad, e una nave della contro flottilla Hasbarà

Global Sumud Flotilla verso Gaza: attivisti israeliani ebrei e arabi organizzano una “contro-missione” simbolica in mare

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di Nina Deutsch
Una flottiglia simbolica, denominata “Hasbara”, ha organizzato un’iniziativa in risposta alla Global Sumud Flotilla diretta verso Gaza e alle operazioni navali israeliane contro di essa. L’iniziativa, di carattere mediatico e politico, punta a contrapporre una contro-narrazione alla missione, mentre le dichiarazioni degli organizzatori e le accuse agli attivisti della Global Sumud si inseriscono in un contesto di crescente tensione regionale e polarizzazione internazionale.