Gaza: 10 operatori sanitari identificati come membri di Hamas e Jihad islamica

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di Maia Principe
Lo studio afferma di basarsi in particolare su necrologi e pubblicazioni provenienti da reti affiliate a organizzazioni terroristiche. Tra i casi citati c’è Tamer Mohammed Salman al-Humaidi, un amministratore dell’ospedale Al-Aqsa di Deir al-Balah, presentato dalla Jihad islamica come un comandante militare.

New York: neonazista che voleva avvelenare bambini ebrei condannato a 15 anni

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di Nina Prenda
Michail Ckhikvishvili era uno dei leader del Maniac Murder Cult (MKY), organizzazione suprematista bianca internazionale ispirata all’ideologia neonazista. Stava organizzando un attentato da compiere a Capodanno a New York: travestito da Babbo Natale doveva distribuire caramelle avvelenate a membri delle minoranze etniche.

 

Eurovision: vince la Bulgaria, Israele ancora protagonista

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di Nina Deutsch
La Bulgaria conquista il primo posto, mentre Israele si conferma al secondo per il secondo anno consecutivo, in una serata in cui il risultato e la dinamica del voto hanno alimentato il dibattito internazionale sul peso del contesto geopolitico nella competizione.

Re Carlo in visita al quartiere ebraico di Golders Green a Londra

Re Carlo III visita il quartiere ebraico di Londra colpito da attacchi antisemiti

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di Maia Principe
Giovedì 14 maggio,re Carlo è stato accolto da una folla festante durante la sua visita a sorpresa al quartiere Golders Green di Londra, che nelle ultime settimane è stato teatro di una serie di attacchi antisemiti, in segno di solidarietà con le comunità ebraiche britanniche, che temono per la propria incolumità. 

“Collaborate con noi”: l’Iran lancia una campagna di sms agli israeliani

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di Nina Prenda
L’Iran ha inviato svariati messaggi a molti utenti di telefoni cellulari israeliani durante la notte di lunedì 11 maggio, invitandoli a collaborare con la propria intelligence, in quello che la Direzione Nazionale di Israele ha definito un tentativo di “creare panico”. Tra i messaggi in lingua ebraica c’erano notifiche che dicevano agli israeliani di contattare le ambasciate iraniane o fornire informazioni su siti sensibili contrassegnandoli su una mappa online.

Da sinistra Isaac Herzog e Sergio Matarella

Mattarella-Herzog, due telefonate in una: il richiamo italiano alla guerra permanente e l’allarme israeliano sull’antisemitismo

Mondo

di Nina Deutsch
Il colloquio tra Sergio Mattarella e Isaac Herzog del 13 maggio, descritto dal Quirinale come “franco e aperto”, viene raccontato dai media in modo diverso sulle due sponde del Mediterraneo. In Italia emergono soprattutto la definizione di “inaccettabili” usata da Mattarella per gli attacchi contro il contingente Unifil e il timore di una “guerra permanente”; nella stampa israeliana e nei media ebraici prevalgono invece la preoccupazione per il clima anti-israeliano e l’allarme per la crescita dell’antisemitismo.

New York Times: polemiche per l’accusa agli israeliani di stuprare i palestinesi

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di Nathan Greppi
Secondo un’analisi dell’istituto di ricerca NGO Monitor, nell’articolo Nicholas Kristof si è basato ampiamente su fonti poco credibili, tra cui ONG con un’agenda apertamente antisraeliana e, in alcuni casi, legate a Hamas o ad altre organizzazioni terroristiche. Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il Ministro degli Esteri Gideon Sa’ar hanno annunciato di voler intentare una causa per diffamazione, definendo l’editoriale di Kristof “una delle bugie più esecrabili e distorte mai pubblicate contro lo Stato d’Israele nel giornalismo moderno”.

A sinistra Lamine Yamal con la bandiera palestinese e adestra il post in ebraico di scuse del FC Barcelona per i fan israeliani

FC Barcellona si dissocia dal suo giocatore Lamine Yamal

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di Maia Principe
Il giocatore aveva sventolato una bandiera palestinese durante una parata su un autobus scoperto, suscitando la reazione negativa della numerosa tifoseria della squadra in Israele e del Ministro della Difesa Israel Katz. “Il momento in questione non intendeva veicolare alcun messaggio politico da parte dell’FC Barcelona. Inoltre, rinunciamo a qualsiasi messaggio diretto contro qualsiasi comunità, stato o nazione”, si legge nella nota.