Eventi/ Andrée, o il fuoco della passione

Taccuino

di Fiona Diwan

Il teatro è emozione, pensiero, magia. Il teatro è verità che si fa menzogna e menzogna che si fa verità, più reale del reale. È seduzione, incanto, l’immaginazione che si fa metamorfosi e catarsi. Con queste poche parole Andrée Ruth Shammah sintetizza il suo atto d’amore per il palcoscenico, frasi pronunciate con vibrante commozione al momento di ricevere il prestigioso premio che da vent’anni la Mont Blanc conferisce ai moderni mecenati, il Montblanc de la Culture Arts Patronage Award, riconoscimento internazionale che, dal 1992, la Fondazione Culturale Montblanc assegna a personalità che dedicano tempo ed energie a favore di progetti artistici e culturali (quest’anno, oltre che alla Shammah, il premio è andato a Carlo, principe di Galles per l’Inghilterra, a Yoko Ono per il Giappone, alla regina Sofia per la Spagna e a pochi altri ancora).

Indomabile, travolgente, energetica, tirannica, appassionata, nata a Milano nel 1948, sefardita di origine siriana, Shammah è da sempre una delle teste più vivaci e creative del mondo milanese e ebraico. Una vita dedicata al teatro e al Franco Parenti, in ricchezza e povertà, in salute e malattia, quando cadeva a pezzi e si trattava di raccogliere montagne di denaro per ristrutturarlo, o quando ancora era questione di attrarre sui suoi palcoscenici il meglio del teatro mondiale, attori, registi, compagnie (mettendo in scena testi classici o iper-sperimentali), che in comune avevano soprattutto il talento, l’originalità, la voglia urgente e irrimandabile di esserci, di raccontare, di commuovere. E si commuove appunto Shammah quando il presidente Mont Blanc, Lutz Bethge, le consegna, in questa XX edizione, il premio Montblanc che fu di Franca Sozzani nel 2007, di Alessandro Baricco nel 2008, di Bob Krieger nel 2009 e di Giulio Mogol nel 2010. Ampia la presenza di personalità meneghine alla cerimonia: tra gli altri Letizia Moratti, Franca Sozzani, Lina Sotis, Piergaetano Marchetti, Andrea Kerbaker, Miro Silvera, Renato Mannheimer, Bob Krieger hanno potuto godere della magia dei tableaux vivants ideata da Monica Maimone, e della mostra celebrativa Mont Blanc. Maestro di cerimonie Gioele Dix che con la consueta ironia e misura ha interpretato, insieme a un grande Bustric, l’apologo del debuttante (Che cos’è l’ombra di una rosa se non una rosa più leggera? Che cos’è il teatro se non la leggera ombra della vita?). Premiata per il suo “costante e appassionato impegno nel recupero del Teatro Franco Parenti”, punto di riferimento per un fervore culturale che cerca di essere libero dalle logiche commerciali, Shammah ha dichiarato che devolverà la parte pecuniaria del premio alla Fondazione Pier Lombardo, anche in vista del recupero della bellissima e oggi ahimè dismessa piscina Botta in stile art decò, adiacente al Teatro.

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