Biografie, immagini, pensieri: è Rabbini.it

di Ester Moscati

La biografia di tutti i rabbini italiani, o che hanno vissuto in Italia da tempo immemorabile; un glossario ricco e curioso; “scintille” di ebraismo tratte da massime, commenti e riflessioni dei grandi maestri; una galleria fotografica. Tutto questo è Rabbini.it, il sito realizzato da rav David Sciunnach con la collaborazione di David Piazza.

È un archivio prezioso per l’ebraismo italiano. Frutto di molti anni di paziente, certosino lavoro di ricerca e catalogazione, grazie a internet è uscito dai cassetti di rav David Sciunnach ed è oggi a disposizione di tutti. «Vent’anni di lavoro, iniziato quando ero ancora in Yeshivà in Israele. La motivazione? I miei compagni, che mi chiedevano stupiti: “Ci sono rabbini in Italia?” È proprio affrontando lo studio che ho scoperto quanti rabbini di grandissimo valore abbiamo avuto nel corso dei secoli in Italia. Il mio maestro rav Yehudà Nello Pavoncello ha sempre instillato in noi allievi la passione per la storia dei rabbini italiani. Un orgoglio antico, che negli anni mi ha portato a raccogliere moltissimo materiale. David Piazza mi ha suggerito di digitalizzarlo, per metterlo al sicuro, e poi è nata l’idea del sito». Non solo storia e memoria, però. Lo scopo è di mettere a disposizione materiale di studio, sia nel glossario, sia nelle biografie. «Quando si affrontano il pensiero e i responsa di un particolare rabbino, è fondamentale sapere chi sono stati i suoi maestri e i suoi compagni di studio, che possono averlo influenzato. Questo aiuta anche a capire quale può essere l’interpretazione più corretta delle sue halachòt», spiega Rav Sciunnach.

C’è ancora molto lavoro da fare, sia nell’inserimento di dati biografici (stiamo parlando di oltre 10.000 rabbini a partire dall’anno 700!) sia nelle schede delle Comunità.

«È un lavoro immane, in cui mi aiutano diverse persone; per citarne alcune Alessandro Nemni, Angelo Piattelli, che aveva pubblicato sulla Rassegna Mensile d’Israel un elenco dei rabbini italiani dal 1880 fino ad oggi. E poi gli amici della Chevrat Shaarè Shammàim, un gruppo di studio con cui stiamo affrontando la parte più mistica della Torà. Manuel Kanah è invece il programmatore del sito».

C’è poi l’idea di scansire e aggiungere opuscoli, discorsi, documenti, lettere, libri dei nostri Maestri, che magari sono stati stampati in poche copie, ad uso delle loro Comunità, e che sono a rischio di scomparire. «Vogliamo raccogliere il più possibile, per rivalutare e studiare i testi della nostra tradizione, che spesso sono più onorati all’estero che qui. Per questo chiediamo a tutti di aiutarci a reperire materiale, che molti magari conservano nelle proprie biblioteche. E anche fotografie e documenti sono per noi preziosi. Per esempio, Flaminio Servi pubblicò nel 1890 il libro Dante e gli ebrei: quante copie ne restano oggi? Sto facendo un lavoro su Alessandro Da Fano, che scrisse numerosi opuscoli e commenti per diverse comunità. Dove sono?». Cercate quindi! e scrivete a cheshsh@gmail.com

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