Anarchia in Egitto, terrore in Israele

Taccuino

Sette morti e decine di feriti è il primo bilancio dei quattro attacchi terroristici che hanno colpito Israele la mattina del 18 agosto. Nei pressi di Eilat, un attacco coordinato con mine anticarro, armi automatiche e lanciarazzi ha colpito mezzi militari, due autobus della linea Egged e un’auto privata. Sembra che fosse prevista una più ampia serie di obiettivi, ma la reazione dell’esercito israeliano ha fermato i piani dei terroristi. Ufficiali del IDF hanno rivelato che gli attacchi coordinati hanno coinvolto dai 10 ai 20 terroristi.

Il ministro della difesa Ehud Barak commenta che la mancanza di controlli seri sul fronte Egiziano, dopo la caduta del regime di Mubarak, ha causato un allentamento delle misure preventive. “L’evento riflette la debolezza dei controlli da parte dell’Egitto sulla linea di confine con Israele e l’espansione delle forze del terrore. Combatteremo queste forze con tutta la nostra determinazione”, ha dichiarato, precisando che a Gaza stanno le menti dell’attentato.

Secondo ufficiali della sicurezza israeliana, l’attacco non è una sorpresa. La penisola del Sinai ha visto negli ultimi mesi l’aggravarsi del rischio terroristico. Il maggiore controllo sulla frontiera di Gaza e il contemporaneo allentamento del controllo egiziano sul confine con Israele ha reso l’area più vulnerabile. E’ evidente che la situazione sul terreno è cambiata e Israele non può lasciare la difesa del fronte meridionale alle forze armate egiziane.

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