Rossini abusato da Vick

Taccuino

Un allestimento che stravolge l’opera Rossiniana “Mosè in Egitto” quello presentato al ROF di Pesaro l’11 agosto dal regista inglese Graham Vick.

Sul palco un Osama Bin Mosè, che grida al cielo la sua sete di vendetta e l’odio per gli Egizi. E il cielo risponde con kamikaze e gas letali che uccidono i primogeniti.

Vick ha voluto rivisitare l’opera di Gioachino Rossini infilandoci a forza riferimenti al Medio Oriente, ma anche alla Cecenia e alla strage nel teatro di Mosca. Operazioni che forse servono ad ottenere pubblicità sull’onda delle inevitabili polemiche ma che avvelenano per i melomani il piacere della buona musica. E il Rossini Opera Festival non ha certo bisogno di pubblicità a buon mercato.

“Ho voluto stigmatizzare tutti i fondamentalismi”, si difende Vick. Ma qual è il suo bersaglio lo si capisce fin troppo bene quando afferma “Ritenersi il popolo eletto è una forma bella e buona di razzismo” e ancora “Il Dio degli ebrei è crudele perché ordina ad Abramo di uccidere suo figlio. Il Vecchio Testamento è infarcito di violenza. Come si può dire Non uccidere quando si esegue lo sterminio dei primogeniti egiziani?”

Nessun Mar Rosso sul palco del teatro AdriaticArena, ma un Muro (ma guarda…) che si apre per mostrare un tank israeliano che avanza e travolge bambini kamikaze.

“E’ un allestimento contro gli ebrei” sintetizza Liliana Segre, presente al ROF. “So che lo spettacolo è piaciuto, e questo è pericoloso e molto triste”.

E la cantante israeliana Hila Baggio, al ROF in scena ne “La scala di Seta” che aveva assistito alla prova generale del “Mosè” ha lasciato la sala disgustata.

Povero Rossini!

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