Stabilimento della Volkswagen ad Osnabrück

Volkswagen: Qatar mette il veto su accordo con Israele

Personaggi e Storie

di Nathan Greppi
A causa di una profonda crisi che sta affrontando, l’azienda automobilistica aveva siglato un accordo con la Rafael Advanced Defense Systems, per produrre componenti per i sistemi antimissile Iron Dome, potenzialmente salvando migliaia di posti di lavoro tedeschi nel sito di Osnabrück. Ma l’Autorità d’Investimento del Qatar, che possiede il 10,4% delle azioni della Volkswagen e controlla circa il 17% del suo diritto di voto, si è opposta all’accordo quando è emerso che l’azienda coinvolta era israeliana.

 

Un potenziale accordo tra la Volkswagen e la società militare israeliana Rafael è saltato in quanto il Qatar, tra i principali azionisti dell’azienda automobilistica tedesca, ha posto il veto.

Come riporta Ynetnews, tutto è nato a causa di una profonda crisi che la Volkswagen sta affrontando, dovuta sia alla crescente concorrenza dei produttori di automobili cinesi sia alle difficoltà incontrate nel tentativo di inserirsi nel mercato delle auto elettriche. La crisi ha costretto l’azienda a prendere in considerazione misure drastiche, tra cui licenziamenti di massa, la chiusura di linee di produzione e la conversione di una parte della produzione automobilistica in una per il settore della difesa.

Alla luce di questi cambiamenti, era stato siglato un accordo con la Rafael Advanced Defense Systems, una delle principali società israeliane operanti nella difesa. Questa pianificava di produrre componenti per i sistemi antimissile Iron Dome, potenzialmente salvando migliaia di posti di lavoro tedeschi nel sito di Osnabrück, minacciato dalla fine della produzione di veicoli a uso civile.

Tuttavia, il giornale tedesco Bild ha riportato che l’Autorità d’Investimento del Qatar, che possiede il 10,4% delle azioni della Volkswagen e controlla circa il 17% del suo diritto di voto, si è opposta all’accordo quando è emerso che l’azienda coinvolta era israeliana.

Le reazioni

Le considerazioni della Volkswagen sulla produzione per la difesa avevano già suscitato aspre critiche da parte di attivisti pacifisti tedeschi e partiti di opposizione, che sostenevano che l’azienda doveva continuare a produrre esclusivamente per il mercato civile. Le obiezioni sono arrivate nonostante gli avvertimenti secondo cui la Volkswagen potrebbe essere costretta a eliminare migliaia di posti di lavoro, a meno che non riorganizzi le proprie operazioni produttive in risposta al calo della domanda per i suoi veicoli.

Le proteste si sono intensificate dopo che è emerso che il partner proposto era una società israeliana. Attivisti di estrema sinistra, sostenuti in particolare dal partito Die Linke, sostenevano che l’accordo era inaccettabile perché accusavano Israele di genocidio e crimini contro l’umanità per via della guerra a Gaza.

Altri funzionari e commentatori tedeschi hanno accusato il Qatar di sfruttare la vulnerabilità economica sia della Volkswagen che più in generale della Germania per influenzare la politica estera di Berlino, in particolare su questioni che coinvolgono Israele e il Medio Oriente.

La Volkswagen ha confermato che i suoi azionisti qatarioti avevano bloccato la cooperazione proposta presso lo stabilimento di Osnabrück. L’azienda ha dichiarato che continuerà a valutare altre partnership nel tentativo di garantire il futuro dello stabilimento, che attualmente impiega 2.300 persone. Tutte loro rischiano di restare senza lavoro con la fine della produzione di veicoli, prevista entro la fine del 2027.

I precedenti

Sempre secondo Bild, sembra che un altro accordo da 4,2 miliardi di dollari, secondo cui il colosso tedesco delle navi Hapag-Lloyd avrebbe dovuto acquisire l’israeliana ZIM, sia destinato a sprofondare.

Alti funzionari israeliani citati dal giornale tedesco hanno detto che le preoccupazioni sono dovute agli investimenti qatarioti e sauditi nella società tedesca. Il fondo sovrano del Qatar possiede il 12,3% della Hapag-Lloyd, mentre il fondo sovrano dell’Arabia Saudita detiene il 10,2%.

In questo caso, tuttavia, l’accordo sarebbe stato bloccato dal governo israeliano, il quale ha concluso che cedere la ZIM alla società tedesca avrebbe potuto mettere a rischio un bene nazionale di importanza strategica. Il Ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato che “in caso di emergenza nazionale, la vendita non proteggerebbe gli interessi della sicurezza di Israele”.

Altri accordi

A parte il caso della Volkswagen, la Rafael ha altri progetti di collaborazione in corso. Attualmente, risulta essere in trattative per costruire una linea di produzione di sistemi di difesa Iron Dome in India, dove è già presente l’azienda militare israeliana Elbit per la produzione di droni.

In tempi recenti la Germania ha iniziato a fare molto affidamento sui sistemi di difesa antimissile israeliani. L’ultimo sviluppo, in ordine cronologico, è l’attivazione del sistema Arrow 3 realizzato proprio da Israele.

Anche i governi critici nei confronti d’Israele spesso fanno affidamento sulle sue tecnologie. Per il suo recente viaggio in Siria, il presidente francese Emmanuel Macron ha volato con un aereo equipaggiato con un sistema di difesa realizzato dalla Elbit.