di Pietro Baragiola
Accanto al premier israeliano, la classifica del Time comprende diverse personalità di origine ebraica provenienti da ambiti differenti, come l’attore Ben Stiller, lo stilista Ralph Lauren e uno tra gli artisti più influenti della nuova scena americana. (Nella foto, da sinistra Netanyahu, Kahan e Stiller)
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è stato inserito nella lista delle 100 persone più influenti del 2026 stilata dalla nota rivista Time. Si tratta della quinta volta che viene ammesso nella storica classifica che ogni anno riunisce alcune delle figure più rilevanti del mondo politico, culturale ed economico.
Il ritorno politico di Netanyahu
Nell’articolo firmato dall’editor Ian Bremmer, Time traccia un ritratto ambivalente di Netanyahu: da un lato il premier viene indicato come responsabile del “peggior fallimento di sicurezza nella storia del Paese”, in riferimento all’attacco del 7 ottobre 2023; dall’altro viene riconosciuta la sua capacità di ricostruire consenso interno dopo la crisi.
“Il ritorno politico che è riuscito ad orchestrare potrebbe aver superato quello di Trump” ha affermato Bremmer, spiegando che le operazioni militari contro Hezbollah, gli attacchi congiunti con gli Stati Uniti contro il programma nucleare iraniano durante la guerra dei dodici giorni e il recupero degli ostaggi da Gaza hanno contribuito a rafforzare la sua posizione interna.
Ma il bilancio resta controverso secondo Brenner.
“Le azioni che lo hanno salvato politicamente definiranno anche, e complicheranno, la sua eredità” scrive l’editore, spiegando che il costo umano della guerra a Gaza, l’espansione degli insediamenti in Cisgiordania e l’escalation con Iran e Libano hanno inciso negativamente sulla percezione internazionale di Netanyahu, specialmente tra i giovani.
Le figure ebraiche nella top 100
Accanto al premier israeliano, la classifica del Time comprende diverse personalità di origine ebraica provenienti da ambiti differenti.
Nel mondo dello spettacolo spicca l’attore e regista Ben Stiller, che negli ultimi anni ha anche assunto un ruolo pubblico su temi sociali. In occasione del riconoscimento, l’attore ha sottolineato l’importanza dell’impegno civile accanto alla carriera artistica: “penso che chiunque abbia una voce pubblica porti con sé anche una responsabilità nel modo in cui la usa”.
Il campo della moda, invece, vede tra le figure più influenti Ralph Lauren, icona globale che ha segnato decenni di stile internazionale ed ha spesso legato il proprio percorso alle radici familiari.
“Il mio lavoro è sempre stato ispirato da una storia personale e da ciò in cui credo” ha affermato Lauren sul Time.
Nel settore dei media e dell’intrattenimento emerge David Ellison, amministratore delegato di Paramount e figura chiave nell’evoluzione dell’industria audiovisiva globale, mentre nella musica si distingue Noah Kahan, tra gli artisti più influenti della nuova scena americana.
Queste presenze mantengono alta la presenza ebraica nella classifica, che l’anno precedente aveva visto tra i suoi protagonisti Noa Argamani, ex ostaggio di Hamas ed oggi una delle figure simbolo della crisi del 7 ottobre.
La lista del 2026 restituisce così un panorama variegato: leader politici, protagonisti culturali e figure simboliche, accomunate dalla capacità di incidere sul dibattito globale.
Nel caso di Netanyahu, tuttavia, l’influenza appare inseparabile dalle tensioni che la accompagnano. La sua inclusione non è solo il riconoscimento di un ruolo centrale, ma anche il riflesso di una leadership che continua a dividere, in patria e sulla scena internazionale.



