Matteo Salvini e Benjamin Netanyahu

Salvini incontra Netanyahu. “Chi vuole la pace deve appoggiare Israele”

di Paolo Castellano
Il 12 dicembre Matteo Salvini, attuale ministro degli Interni italiano, è approdato a Gerusalemme per discutere di sicurezza pubblica con Benjamin Netanyahu, in occasione della sua visita di due giorni nello Stato ebraico, al centro di alcune polemiche.  Ricordiamo che il presidente Rivlin aveva rifiutato di vedere Salvini, che era stato attaccato duramente dal quotidiano Haaretz.

Il primo ministro israeliano ha elogiato Salvini, definendolo “un grande amico di Israele”. Durante un paio d’ore di colloquio, i due rappresentanti hanno parlato soprattutto del pericolo rappresentato dall’organizzazione terroristica libanese Hezbollah. Come riporta il The Time of Israel, Netanyahu ha infatti chiesto più volte alla comunità internazionale di agire duramente contro i terroristi libanesi, che minacciano costantemente la sicurezza interna di Israele. È poi noto che Hezbollah abbia costruito dei tunnel sotterranei al confine tra il Libano e lo Stato ebraico.

 

 

«Hai avuto la possibilità di vedere in prima persona i tunnel del terrore. Questo è un chiaro segno di aggressione di Hezbollah nei nostri confronti e nei confronti delle norme della comunità internazionale», ha dichiarato il premier israeliano, facendo notare a Salvini che l’attuale capo della missione e comandante di Unifil (United Nations Interim Force in Lebanon) è il generale Stefano Del Col. «Noi pensiamo che l’Unifil debba impegnarsi di più. Dovrebbe fermare Hezbollah quando compie tali atti di aggressione contro Israele», ha commentato Netanyahu. Di rimando, Matteo Salvini ha  dichiarato di aver incontrato Del Col e di essere preoccupato soprattutto per i commenti dei media italiani che lo hanno criticato per aver definito Hezbollah un’organizzazione terroristica.

«Hezbollah si nasconde dietro ai civili, spara sui civili, uccide i civili, come possiamo considerarlo un gruppo civile?», ha commentato sarcasticamente il premier israeliano. «I terroristi sono terroristi», gli ha fatto eco Salvini.

 

L’Unione europea ha riconosciuto in passato l’ala armata di Hezbollah come un’organizzazione terroristica, mentre non ha condannato il suo ramo politico che tuttora è presente nell’attuale governo libanese.

Sin dal suo arrivo, Salvini ha espresso un forte supporto a Israele: «Durante gli ultimi anni, l’Unione europea è stata interamente sbilanciata, ha condannato e sanzionato in ogni occasione le scelte che Israele ha fatto». Il ministro degli Interni italiano però non ha espresso nessun giudizio sulla questione israelo-palestinese. Si è limitato solo a ribadire il supporto al governo israeliano: «Chiunque voglia la pace deve supportare Israele», egli ha dichiarato l’11 dicembre durante una conferenza stampa, aggiungendo che appoggerà qualsiasi soluzione che “verrà decisa dalle due parti”.

La stampa ha inoltre chiesto a Salvini se l’Italia abbia intenzione di spostare l’ambasciata a Gerusalemme. Egli ha replicato: «Attualmente sono molto contento di fare il ministro degli Interni nel nostro governo unito. Non sono il ministro degli Esteri. Tratterò questo problema se e quando sarò ministro degli Esteri».

Matteo Salvini ha poi visitato i luoghi sacri della città e anche il museo della Shoah di Gerusalemme Yad Vashem.

@castelpao

 

Photo credit: (Times of Israel)

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