Matteo Salvini

Salvini in Israele e il “no” di Rivlin. Le reazioni del mondo ebraico

di Roberto Zadik
Martedì e mercoledì di questa settimana il Ministro degli Interni Matteo Salvini andrà in visita in Israele ma secondo vari siti, da Haaretz a worldisrael.com non incontrerà il presidente Rivlin e la motivazione sembrerebbe essere puramente tecnica e derivata da un’agenda piena di impegni, stando alle dichiarazioni del suo portavoce Jonathan Cummings. Il Ministro visiterà luoghi fondamentali dello Stato ebraico, dallo Yad Vashem al Muro del Pianto recandosi a colloquio da Nethanyahu e da altre autorità. Ma diverse e spesso discordanti fra loro sono le reazioni mediatiche e un editoriale di Haaretz dove viene ipotizzato il rifiuto di Rivlin verso Salvini dovuta a tensioni ideologiche e non a semplici impegni ha suscitato molto scalpore mediatico e politico. Qui alcuni esempi di quanto apparso  in rete domenica 9 dicembre

Le critiche di Haaretz e WorldIsrael

In questi giorni la testata “Haaretz” pubblica un articolo dai toni decisamente aspri e successivamente duramente criticato su vari fronti.  Nel suo editoriale il giornalista, Sefy Hendler, ha così espresso la sua indignazione. “Salvini “ ha scritto “dovrebbe essere definita persona “Non grata” in Israele invece che venire accolto con il tappeto rosso dalle autorità israeliane”. Nel suo testo egli ha descritto negativamente il Ministro Salvini condannando le sue proposte di censimento dei Rom e criticandolo per alcuni suoi interventi e atteggiamenti. Puntualizzando come la Gerusalemme di Nethanyahu “sia diventato un luogo dove si perdonano i nazionalismi del mondo” secondo Hendler si “legittimando personaggi come lui e Orban”.

Più leggero ma ugualmente severo il tono adottato dal sito World Israel News” che ha riportato una presunta intervista di Rivlin alla CNN, ripresa anche dal sito di “Repubblica” dove egli severamente sosteneva “non puoi dire ammiriamo Israele ma siamo neofascisti”. ”Questa ideologia” ha poi proseguito come riporta il World Israel News “è in netta opposizione col nostro Paese”. Il sito ha poi evidenziato che pubblicamente Salvini  ha espresso varie volte il suo sostegno a favore di Israele affermando l’anno scorso il riconoscimento di Gerusalemme come capitale israeliana o elogiando Isralee nel 2016 come “perfetto equilibrio di realtà diverse”.

Ma sia Haaretz che World Israel vengono smentiti dalle autorità italiane. Il sito di Repubblica riprende la nota del Viminale dove 9 dicembre il Parlamento ha preso “atto della dichiarazione del portavoce del presidente israeliano secondo il quale Reuven Rivlin non potrà incontrare il vicepremier e Ministro Salvini solo per motivi di agenda”. Approfondendo quanto sostenuto da Haaretz  il documento ribatte “il presunto sgarbo del presidente Rivlin a Salvini è frutto di una fantasiosa ricostruzione del quotidiano israeliano”.

Favorevole Avi Pazner

Molto positivo e favorevole il parere di Avi Pazner, ex ambasciatore di Israele in Italia riportato dalla Adnkronos e sul sito Shalom. “Matteo Salvini sarà ricevuto con amicizia e onore in Israele ed è capo di un movimento legittimo qui in Italia e incontrerà anche Nethanyahu” ha risposto Pazner all’editoriale qui sopra. “Egli solo per ragioni tecniche non incontrerà Rivlin ma si recherà allo Yad Vashem e andrà alla sinagoga italiana dove incontrerà la comunità di ebrei italiani residenti in Israele.” Una rezione decisamente aperta e possibilista e lontana anni luce dai toni accesi e molto polemici di “Haaretz”che nel suo editoriale se attacca duramente Salvini ipotizzando una tensione fra lui e Rivlin dovuta alle sue idee politiche. Un clima sicuramente complesso quello che precede la visita del Ministro in Israele divisa mediaticamente fra entusiasmi e critiche.

100 ebrei chiedono a Salvini una pubblica condanna dell’antisemitismo

Sempre nello stesso articolo di Repubblica del 9 dicembre si riporta la lettera aperta firmata da più di un centinaio di ebrei italiani, appartenenti al mondo culturale, da Gad Lerner all’ex direttore del Cdec Michele Sarfatti a Anna Foa. In questa missiva viene chiesta al Ministro la condanna ufficiale “degli atti  di antisemitismo in movimenti e partiti della destra etno-nazionalista in Italia e in Europa”.

(Foto: www.repubblica.it)

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