Peres a Mosca: “Non esiste un altro museo come questo”

In origine era un deposito di autobus, costruito nel 1926 dall’architetto Konstantin Melnikov; oggi è un museo ipertecnologico ed è dedicato agli ebrei di Russia.

Il museo ebraico di Mosca si propone di raccontare attraverso documenti, lettere, video- testimonianze, oggetti (e anche odori, a quanto pare)  la lunga storia degli ebrei in Russia – dai tempi dello zar, passando per gli anni terribili della Seconda guerra mondiale, fino ad arrivare ai giorni nostri. L’inaugurazione di questo nuovo grande spazio per la storia e la memoria ebraica,  è stato inaugurato  martedì scorso dal ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e dal presidente israeliano Shimon Peres.

“Non esiste un altro museo come questo” ha detto Peres. “Esso, ha aggiunto,  rappresenta una importante testimonianza storica della grandezza dell’uomo, ma anche delle sue debolezze”.
Il museo si caratterizza per alcune sale multimediali che mirano a ricreare luoghi, suoni,. e anche odori del passato, e per una galleria-memoriale dove nel più completo silenzio i visitatori ricordano la tumultuosa storia degli ebrei in Russia.
Un ampio spazio è dedicato alle persecuzioni che gli ebrei subirono in Russia fra gli anni 60 e 70, che ripercorre il periodo con documenti, fotografie e oggetti dell’epoca.

Nella mostra dedicata proprio a questi anni si può vedere una raccolta della stampa di propaganda antisionista e antiebraica, compreso un opuscolo in lingua russa dal titolo “Giudaismo: un passato senza futuro” e un libro anti-semita pubblicato nel 1963 dall’Accademia sovietica delle Scienze, intitolato “Giudaismo senza i gioielli”. Insieme ad essi anche un testo che vuole testimoniare la determinazione e il coraggio degli ebrei sovietici,  ovvero la traduzione manoscritta della Pirkei Avot (Etica dei Padri) del 1973 un testo che venne bandito dall’Unione Sovietica subito dopo la sua pubblicazione e per la quale l’autore rischiò il carcare.

L’edificio che oggi ospita il museo fu consegnato dalle autorità russe alla comunità ebraica di Mosca nel 1999 – dopo che cessò di essere usato come deposito di autobus. La sua riqualificazione a  museo è stata progettata dalla Ralph Appelbaum Associates. Fino all’anno scorso, prima di essere trasformato in museo ebraico, l’edificio è stato utilizzato come sede espositiva temporanea di arte moderna dal centro Garazh.

Nel corso dell’inaugurazione il presidente Peres ha ricordato i sacrifici compiuti dal popolo russo per combattere i nazisti, ma ha lasciato spazio anche ai ricordi personali. Ha raccontato infatti come i suoi genitori, nati sotto l’impero russo ed emigrati in Palestina nel 1930, in casa abbiano sempre parlato sia in yiddish che in ebraico che in russo, e come la madre gli cantasse spesso canzoni in russo.
“Questo è un momento molto emozionante per la mia gente, per il mio Paese e per me”, ha aggiunto subito dopo.

Il museo è stato realizzato con il sostegno del presidente russo Vladimir Putin che ha sottolineato in particolare il ruolo di Centro per il dialogo e la tolleranza che il museo riveste e per cui è stato creato. Proprio per questo il museo, oltre agli spazi per mostre permanenti e temporanee, fornirà anche una piattaforma per il dialogo su temi come  il rispetto, la comprensione, le relazioni interculturali.

Il museo sarà ufficialmente aperto al pubblico domenica 11 novembre

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