Il mulino di Canneto sull'Oglio progettato dal padre di Einstein in una foto d'epoca

Nuova vita al mulino di papà Einstein che illuminò Canneto sull’Oglio 

di Ilaria Ester Ramazzotti
Un mix vincente di storia, tecnologia e attivismo ambientale. Così il sindaco di Canneto sull’Oglio Nicolò Ficicchia ha definito il restauro del mulino San Giuseppe, ubicato nella sua cittadina in provincia di Mantova. “Il mulino San Giuseppe è un edificio che ha un grande valore storico e che adesso è utilizzato per produrre energia pulita”, ha sottolineato il primo cittadino, riportato dal Times of Israel. Il grande valore storico dell’edificio risale a più di un secolo fa, quando Hermann Einstein, padre del fisico premio Nobel Albert Einstein, vi installò una turbina idraulica e un generatore a dinamo che illuminò per la prima volta le vie del paese. 

Inaugurato lo scorso 25 settembre, dopo un intervento edilizio di ristrutturazione promosso dal Consorzio di bonifica Garda Chiese, l’impianto sorto nel 1898 sulle sponde del canale Naviglio è rinato a nuova vita e continuerà a dare energia alla sua cittadina sfruttando la forza dell’acqua in un piccolo dislivello di via Molino, dove defluisce nell’alveo del fiume Oglio.

La turbina installata in principio da Hermann Einstein aveva una potenza massima di 16 kilowatt, mentre il nuovo impianto può arrivare a 50 e avrà una produzione media annua di 200.000 o 250.000 chilowattora, sufficienti a soddisfare il fabbisogno elettrico di circa 70 famiglie del comune di Canneto sull’Oglio, che conta quasi 4.400 persone.

“In origine, l’idea di Hermann Einstein, il padre di Albert, fu di sfruttare il salto del fiume – ha detto Paolo Magri, direttore tecnico di Garda Chiese, riportato sempre dal Times of Israel e dal Corriere della Sera -. Noi abbiamo investito 460.000 euro per costruire una centrale idroelettrica installando una coclea idraulica, quella inventata da Archimede. Il grande matematico e inventore aveva progettato la coclea per sollevare dei liquidi, ma in questo sistema sfrutta la forza dell’acqua che scorre per produrre un movimento rotatorio che, grazie a un generatore, produce elettricità”. 

Nell’ambito di iniziative culturali e didattiche, rivolte a mantenere viva la memoria di Hermann Einstein, il comune di Canneto sull’Oglio intende infine realizzare un ponte pedonale e ciclabile che collegherà il mulino di Einstein con il mulino Cartara, situato un po’ più a valle.

Hermann Einstein, imprenditore pioniere dell’industria elettrica

Hermann Einstein
Hermann Einstein (Bad Buchau 1847-Milano 1902)

Nato nel 1847 a Bad Buchau, in Germania, Hermann Einstein fu comproprietario, insieme al fratello Jacob, della Elektrotechnische Fabrik J. Einstein & Cie. La fabbrica produceva apparecchiature elettriche innovative destinate all’illuminazione delle strade. Nel 1880, su sollecitazione del fratello, Hermann aveva trasferito la sua famiglia da Ulm a Monaco di Baviera proprio per dedicarsi all’attività imprenditoriale. Con Hermann responsabile delle vendite e Jakob come tecnico, la fabbrica di famiglia crebbe fino a impiegare circa 300 lavoratori, finché la concorrenza di altre società fece fallire l’azienda nel 1893.

L’anno successivo, convinti da un ingegnere italiano, i fratelli si trasferirono in Italia e misero in piedi una nuova fabbrica a Pavia, a tempo di record. Tuttavia, nuovi problemi finanziari costrinsero anche questa società a chiudere nel 1896. Sebbene la famiglia Einstein avesse perso la maggior parte dei suoi soldi, il padre di Albert volle fondare da solo un’altra società di ingegneria, questa volta a Milano, con il sostegno finanziario di alcuni parenti.

Fu così che, il 6 febbraio 1898, Hermann Einstein arrivò a Canneto sull’Oglio, animato dall’obiettivo di sviluppare un innovativo sistema di illuminazione elettrica. Dopo aver condotto alcune analisi territoriali, presentò alle autorità cittadine dei progetti che sono ancora conservati nell’archivio comunale della cittadina. “La proposta fu presentata al Comune pochi giorni dopo l’arrivo di Hermann Einstein in paese – ha detto l’assessore comunale alla Cultura Gianluca Bottarelli, sempre sul Times of Israel -. Nel settembre 1898, dopo complesse trattative, fu raggiunto un accordo: l’imprenditore tedesco prese in affitto i due mulini comunali Madonna e San Giuseppe, che utilizzavano le acque del Naviglio per macinare i cereali, per un periodo di 25 anni”.

A Canneto sull’Oglio, Hermann Einstein volle modernizzare radicalmente la meccanica del mulino San Giuseppe per creare una vera e propria ‘officina della luce elettrica’ attraverso l’installazione di una turbina idraulica e di un generatore, garantendo nel contempo la continuazione della macinazione del grano. L’accordo prevedeva anche la realizzazione, lungo le vie principali del paese, di una rete elettrica ad uso pubblico e privato in grado di alimentare 300 lampade a incandescenza. Nel settembre del 1899 il progetto fu completato e furono accese le nuove luci elettriche, rendendo il comune della provincia di Mantova uno dei primi a vantare dei lampioni lungo le strade.

Nonostante il successo imprenditoriale, il soggiorno di Hermann Einstein a Canneto sull’Oglio fu di breve durata. Nel marzo 1900 vendette l’attività al cugino Rudolf, pur rimanendone il garante. Seppur la sua situazione finanziaria fosse migliorata, Hermann Einstein continuava infatti a essere frustrato e preoccupato per le sue finanze e per la sua attività professionale. Lo stress ebbe altresì un forte impatto sulla sua salute. Il 10 ottobre 1902, all’età di 55 anni, morì di insufficienza cardiaca a Milano.

Secondo il documentario ‘Einstein in Italia’, recentemente trasmesso dalla RAI, Albert Einstein andò a Canneto sull’Oglio con suo padre Hermann nell’estate del 1900, proprio per vedere il generatore e la rete elettrica.

 

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