Monti: “L’antisemitismo è una storia che non passa, ma non vi lasceremo soli”

“La memoria non è una condizione accessoria della vita” queste, fra le altre le parole con cui il primo ministro Mario Monti ha commentato l’intitolazione a Roma del nuovo ponte dell’Ostiense a Settimia Spizzichino, l’unica donna sopravvissuta alla retata del 16 ottobre 1943.
“Questo luogo, ha osservato Monti, è il simbolo di una città che non vuole dimenticare”

Monti tuttavia non si è limitato al ricordo del passato (“in quel tempo di dolore ci fu il coraggio di parecchi romani, ma anche la vità di quanti vendettero gli ebrei”) e ha sottolineato il pericolo insito nella nostra società di oggi, di un ritorno al passato. “L’antisemitismo è una storia che non passa”, ha detto, ma, ha aggiunto subito dopo rivolgendosi agli ebrei d’Italia, “non vi lasceremo soli”. “Le ombre lunghe di quel 16 ottobre 1943, che non può essere compreso pienamente senza ricordare il ’38 e le ignobili leggi razziali, lambiscono anche il nostro tempo. La crisi economica rischia di avere ricadute  sulla convivenza civile: può far sorger tentazioni di chiusure, di esclusioni, come le spinte xenofobe che vediamo emergere in alcuni movimenti politici europei o l’ostilità diffusa verso i rom. Questa è l’occasione per rilanciare un patto di convivenza e di integrazione”.
Nel giorno in cui al Senato si presentava il Disegno di Legge sul negazionismo come reato, il premier ha concluso il suo intervento invitando tutti a fare proprio le parole di Primo Levi “chi nega Auschwitz, è pronto a rifarlo”.

Alle celebrazioni per il 16 ottobre organizzate dalla Comunità di Sant’Egidio, erano presenti anche il ministro della Giustizia, Paola Severino, il ministro per la Cooperazione, Andrea Riccardi e quello per la Coesione nazionale, Fabrizio Barca. Ad accoglierli, insieme ai rappresentanti della Comunità di Sant’Egidio, il presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, il presidente dell’UCEI, Renzo Gattegna, e il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni.

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