Mattarella in Israele: “Nulla può scalfire il rapporto fra Italia e Israele”

Sergio Mattarella allo Yad vashem (foto: quirinale.it)
Sergio Mattarella allo Yad vashem (foto: quirinale.it)

«La Shoah ci interroga costantemente sul Male assoluto, sull’ora delle tenebre, sull’abisso che ha inghiottito, nel cuore dell’Europa, milioni di persone innocenti. Luogo che non è solo di Israele ma che appartiene a tutto il mondo e rappresenta un anticorpo affinché non si ripetano questi orrori». Queste le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella allo Yad Vashem, prima tappa del suo viaggio in Israele, dove è arrivato sabato 29 ottobre.

Il Presidente e la sua delegazione – di cui fanno parte anche Dario Disegni e Simonetta Della Seta, rispettivamente presidente e direttore del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, e l’ex presidente dell’Unione Renzo Gattegna – sono stati guidati domenica 30 nelle diverse sale del Memoriale da Yael Orvieto, direttrice dell’International Institute for Holocaust Research di Yad Vashem.

Dall’Italia sono appena arrivare le drammatiche notizie della nuova, devastante scossa che mette a dura prova le già martoriate popolazioni del Centro Italia. Il suo arrivo con leggero e insolito ritardo sulla tabella di marcia è indice della preoccupazione con cui il capo dello Stato ha voluto prima sincerarsi della situazione.

Prontamente si fa sentire anche il premier israeliano. «Il nostro governo è pronto a inviare in Italia aiuti e assistenza dopo la forte scossa di terremoto di questa mattina», fa sapere Beniamin Netanyahu. E aggiunge:«Vorrei dire al mio amico, il premier italiano Matteo Renzi, che Israele è pronto a inviare aiuti al meglio delle sue capacità», dice Netanyau, che ha parole calorose anche per il capo dello Stato italiano, che incontrerà mercoledì. «Lo Stato di Israele accoglie con calore il presidente italiano Sergio Mattarella», dice il premier israeliano, in apertura della riunione del governo.

Mattarella nel pomeriggio ha anche tenuto una lectio Magistralis all’Università ebraica sul tema ‘Israele e Italia: memoria, responsabilità e solidarietà al tempo della globalizzazione‘. “Nel panorama che ho cercato di tracciare, Israele, con la sua democrazia, ci richiama alla cultura e alla responsabilità della memoria, congiunta a una tensione continua verso la modernità e il progresso – ha dichiarato nel suo lungo discorso (qui il testo integrale) -. Una memoria che ci parla anzitutto di lotta per l’affermazione della dignità di ogni persona, quale che sia il Paese e la latitudine in cui si trovi a vivere, quale che sia il suo status”. (Qui il video integrale della lectio).

Sergio Mattarella al Giardino della Nazioni
Sergio Mattarella alla Foresta delle Nazioni del KKL

E dopo la visita al museo dell’Olocausto ha anche partecipato, vanga alla mano, alla piantumazione dell’ulivo a lui dedicato nella Foresta delle Nazioni dal Keren Kayemeth LeIsrael. “Questo albero, l’ulivo, è un segno di pace e serenità che speriamo arrivi anche verso quei luoghi in Italia tormentati dal terremoto. A loro va il nostro pensiero”, affinché possano ritrovare la tranquillità. Alla cerimonia, hanno presenziato tra gli altri, l’ambasciatore d’Israele in Italia Ofer Sachs, l’ambasciatore d’Italia in Israele Francesco Maria Talò assieme all’addetto culturale dell’ambasciata Elena Loewenthal e il presidente KKL Italia Raffaele Sassun, intervenuto nel corso dell’evento.

Durante tutta la visita, Mattarella non ha voluto tornare sull’episodio causa di qualche tensione fra Italia e Israele, che aveva visto il viceministro Ayoub Kara sostenere che il terremoto in Italia era una punizione divina per l’astensione dell’Italia al voto dell’Unesco: dichiarazioni che avevano spinto il Quirinale a chiedere spiegazioni e il governo israeliano a prenderne le distanze condannandole. Al contrario, Mattarella ha ribadito che «nulla può infrangere un rapporto profondo come quello fra Italia Israele, che guarda al futuro», e anzi ha dedicato anche quel gesto simbolico, in ricordo della sofferenza del popolo ebraico, alle popolazioni italiane duramente provate, nuovamente, dopo la scossa di agosto e le altre che erano seguite.

mattarella-lectioPiù tardi però Mattarella – dopo aver ricevuto ulteriori ragguagli sulla gravità della situazione e sui primi soccorsi – ha convocato, a ora di pranzo, i giornalisti al seguito per non far mancare il suo appello all’unità, dopo quello del presidente del Consiglio Renzi. «Un altro giorno di tristezza grava sul nostro Paese – come ormai da cinque giorni – dopo quelli di fine agosto – ha dichiarato -. In quei giorni abbiamo pianto delle vittime. Il sollievo perché non vi sono vittime questi giorni non impedisce che ci si renda conto della gravità di quel che è avvenuto, delle gravi conseguenze del terremoto. In tutte le regioni interessate, in una vasta parte del nostro Paese, molte persone hanno perso la loro casa, molte altre hanno paura di entrarvi. Né possiamo dimenticare che nei paesi colpiti dal terremoto di fine agosto era iniziata la ricostruzione. Quanto è avvenuto in questi ultimi cinque giorni ne aumenta le difficoltà. Dobbiamo assolutamente difendere e assicurare la ricostruzione e la ripresa di quei territori. Occorre esprimere a tutti i nostri concittadini colpiti, così numerosi, sostegno e grande solidarietà; occorre il contributo di tutti, di ogni territorio, di ogni parte, di ogni opinione, perché a tanti nostri concittadini in difficoltà venga garantito il diritto, l’esigenza di poter vivere nella loro case con tranquillità. Sono giorni in cui molti nostri concittadini hanno difficoltà gravi nella loro vita. Occorre sorreggerli e lo Stato deve essere loro vicino perché vengano superate queste difficoltà». (Qui il video integrale dell’intervento)

 

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