Il presidente israeliano Isaac herzog (foto Chaim Zach, GPO)

Il presidente Herzog condanna la violenza «brutale» dei coloni e attacca gli abusi sui detenuti: scontro aperto con Ben-Gvir

Personaggi e Storie

di Nina Deutsch
Il presidente israeliano ha lanciato una dura denuncia contro la crescente violenza dei coloni estremisti in Cisgiordania e contro il clima di «brutalizzazione» che, a suo dire, starebbe attraversando parte della società israeliana. Il commento del leader di Otzma Yehudit: «Un presidente che definisce bestie centinaia di migliaia di cittadini dello Stato di Israele non è idoneo a ricoprire la carica di presidente».

Nel corso della cerimonia del Premio per l’Unità di Gerusalemme, Herzog ha parlato di una «folla anarchica» responsabile di aggressioni quasi quotidiane nei Territori occupati, accusando alcuni ambienti radicali di aver normalizzato la violenza e perfino di celebrarla. Le sue parole sono state interpretate anche come una critica indiretta al ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, già al centro delle polemiche per il trattamento riservato ai detenuti palestinesi e agli attivisti della Global Sumud Flotilla.

Secondo quanto riportato dai media, Herzog ha denunciato «un terribile processo di brutalizzazione» ai margini della società israeliana, affermando che «l’unità inizia dall’umanità».

«Stiamo assistendo a una terribile ondata di violenza portata avanti da una folla senza legge in Giudea e Samaria», ha dichiarato il presidente, utilizzando il termine biblico con cui gran parte della politica israeliana indica la Cisgiordania. Herzog ha definito questi episodi «atti che violano ogni norma morale, legale ed ebraica fondamentale».

Il capo dello Stato ha anche espresso preoccupazione per gli attacchi contro cristiani e musulmani, denunciando episodi di vandalismo e aggressioni contro simboli religiosi. «Non dobbiamo farci giustizia da soli. Non dobbiamo danneggiare persone di altre fedi né i loro luoghi sacri», ha detto.

Uno dei passaggi più sensibili del discorso ha riguardato il trattamento dei detenuti. Herzog ha affermato che «è proibito abusare dei prigionieri, indipendentemente dalla gravità dei loro crimini», aggiungendo che nessun sospettato può essere privato dei propri diritti umani: «È vietato maltrattare i detenuti, per quanto spregevoli possano essere».

Il riferimento è stato letto dalla stampa israeliana come una critica diretta alla gestione delle carceri sotto Ben-Gvir, che supervisiona il servizio penitenziario israeliano. Negli ultimi giorni il ministro ultranazionalista è stato travolto dalle polemiche dopo la diffusione di un video in cui compare mentre deride attivisti stranieri della Global Sumud Flotilla arrestati nel porto di Ashdod. Le immagini, circolate sui social e rilanciate da media internazionali, hanno provocato proteste diplomatiche in Europa e critiche anche all’interno dello stesso governo israeliano.

Anche il premier Benjamin Netanyahu e il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar avrebbero preso le distanze dal comportamento di Ben Gvir, giudicato dannoso per l’immagine internazionale di Israele.

La replica del leader di Otzma Yehudit non si è fatta attendere. In un messaggio pubblicato su X, Ben-Gvir ha accusato Herzog di aver insultato «centinaia di migliaia di cittadini israeliani», sostenendo che «chi definisce bruti gli israeliani non è degno di essere presidente».

Sulla stessa linea anche il deputato Yitzhak Kroizer, che ha accusato Herzog di «sputare in faccia a milioni di israeliani».

Negli ultimi mesi le tensioni legate alla violenza dei coloni sono aumentate sensibilmente. Organizzazioni per i diritti umani e settori dell’establishment della sicurezza israeliana denunciano da tempo che gli attacchi contro villaggi palestinesi stanno assorbendo una parte crescente delle risorse militari dispiegate in Cisgiordania. Già in passato Herzog aveva parlato di episodi «scioccanti» e chiesto una risposta più dura contro gli estremisti ebrei.

Il discorso integrale, mentre scriviamo, non risulta ancora disponibile in versione completa sul sito ufficiale della Presidenza israeliana, ma alcuni estratti sono stati pubblicati da diversi media israeliani ed ebraici: