di Pietro Baragiola
Questa iniziativa rientra nell’allestimento di “Eyes on the Wall”, una grande mostra prevista per il 2027 in occasione del 60° anniversario della riunificazione di Gerusalemme dopo la Guerra dei Sei Giorni. Il progetto punta a raccontare la storia del Kotel attraverso le persone che lo hanno visitato, fotografato e vissuto nel corso di oltre un secolo.
A Gerusalemme il Museo della Torre di Davide ha lanciato un appello invitando tutto il mondo alla ricerca di fotografie del Muro Occidentale conservate negli album di famiglia e negli archivi personali.
In particolare il museo è interessato alle foto realizzate tra il 1860 e il 1968, l’anno successivo alla conquista della Città Vecchia da parte delle forze israeliane.
Questa iniziativa rientra nell’allestimento di “Eyes on the Wall”, una grande mostra prevista per il 2027 in occasione del 60° anniversario della riunificazione di Gerusalemme dopo la Guerra dei Sei Giorni. Il progetto punta a raccontare la storia del Kotel attraverso le persone che lo hanno visitato, fotografato e vissuto nel corso di oltre un secolo.
L’appello del museo
“Attraverso questa iniziativa speriamo di scoprire ulteriori testimonianze visive che illuminino e preservino non solo le pietre del Muro Occidentale, ma l’esperienza umana dell’incontro con esso attraverso le generazioni” ha dichiarato nell’appello il curatore Shimon Lev. “C’è qualcosa di profondamente commovente nel momento in cui una foto familiare attraversa il confine tra memoria privata e patrimonio condiviso.”
L’obiettivo dell’appello non è soltanto documentare l’aspetto del Muro nel corso del tempo, ma anche raccogliere le storie delle persone che vi si sono recate per pregare, celebrare momenti importanti o semplicemente visitare Gerusalemme.
“Come museo invitiamo chiunque possieda fotografie, cartoline, negativi o altri materiali visivi a verificare i propri archivi familiari e a condividere eventuali documenti utili alla nostra ricerca” ha aggiunto Lev.
L’album di Freedman
A rafforzare la convinzione che molte immagini storiche attendano ancora di essere riscoperte è stata un recente ritrovamento avvenuto in Canada.
Qui, il professor David Freedman ha rinvenuto un album fotografico appartenuto a suo nonno, il dottor Abraham Orkin Freedman, che ha vissuto a Gerusalemme nel 1920. L’album, trovato mentre il professore stava riordinando il seminterrato della casa dei genitori, contiene fotografie della città e dei suoi abitanti durante il periodo del Mandato britannico.
Freedman ha subito deciso di donare questo materiale al Museo della Torre di Davide, in modo da offrire ai ricercatori nuove immagini di una Gerusalemme ormai scomparsa.
“È stato proprio questo ritrovamento a dimostrare come documenti di grande valore storico possano ancora emergere da collezioni familiari apparentemente ordinarie” ha concluso Lev. “Con la mostra del 2027, il Museo della Torre di Davide spera di affiancare alle grandi pagine della storia anche le testimonianze di chi, attraverso una semplice fotografia, ha contribuito a preservare la memoria del Muro Occidentale e della città di Gerusalemme.”
Una volta trovate, le immagini potranno essere inviate direttamente all’istituzione, che sta lavorando per ampliare il proprio archivio visivo dedicato al luogo più sacro dell’ebraismo.



