Candidato al Premio Sacharov 2014 chiede l’assassinio degli israeliani

Alaa Abd El Fattah (fonte: Italnews.info)
Alaa Abdel Fattah (fonte: Italnews.info)

Ha invitato più volte all’assassinio di israeliani e dei leader politici egiziani, nonché alla fine dello Stato d’Israele. Ma, nonostante ciò, il blogger egiziano Alaa Abdel Fattah è fra i sette candidati al Premio Sacharov, il riconoscimento per la libertà di pensiero assegnato ogni anno dal Parlamento europeo. E’ stato nominato dal gruppo GUE/NGL (un gruppo di sinistra di 52 parlamentari europei) insieme al rapper marocchino Mouad Belghouate (noto anche come El Haqed) e al rapper tunisino Ala Yaacoubi (conosciuto anche come El Weld).

Chi è Alaa Abdel Fattah e cosa dice
Trentadue anni, attivista politico e blogger, Fattah è stato arrestato numerose volte durante la rivoluzione popolare nel 2011, raggiungendo 626.000 follower su Twitter e 156.000 su Facebook.

A fare discutere non è però la sua attività politica, quanto le sue opinioni e il tono violento con cui sono espresse più volte su Twitter. Durante uno scambio di tweet sulla situazione politica egiziana, aveva scritto: “Tutti i sionisti sono criminali, tutti i razzisti sono stupidi, tutti gli esserei umani hanno diritti. Questi sono esempi di generalizzazioni accettabili”. E parlando della situazione palestinese, aveva scritto nel novembre 2012, che c’è “un buon numero di israeliani che dobbiamo uccidere e così il problema è risolto”. Aggiungendo, poi, il giorno dopo: “non ci dovrebbero essere uguali relazioni con Israele o nessun tipo di relazione. Israele deve arrivare alla fine”.

Violente anche le frasi espresse nei confronti dei leader politici egiziani. “Perché nessuno forma un’organizzazione e assassina i rappresentanti del Ministero degli Interni?”, aveva twittato nel luglio 2001, quando in Egitto scoppiò una violenta rivolta contro la giunta militare. Sappiamo tutti che sono degli assassini”.

Il Premio Sacharov
Il premio Sacharov per la libertà di pensiero è assegnato ogni anno dal Parlamento europeo. È stato istituito nel 1988 per premiare gli individui o le organizzazioni per il loro impegno a favore dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Lo scorso anno il premio è stato assegnato all’attivista pakistana Malala Yousafzai, militante per l’istruzione delle bambine.

I candidati all’edizione 2014, il cui vincitore sarà annunciato il 16 ottobre, sono:
-Mahmoud Al ‘Asali, professore di diritto presso l’Università di Mosul, si è battuto per i diritti dei cristiani. È stato ucciso lo scorso luglio. Il Patriarca iracheno della Chiesa caldea cattolica Louis Raphael Sako è stato candidato per la difesa della libertà religiosa nel suo paese. Le nomine sono del gruppo ECR, Anna Záborská e altri 66 deputati.

– Il rapper marocchino Mouad Belghouate (noto anche come El Haqed), il rapper tunisino Ala Yaacoubi(conosciuto anche come El Weld) e il blogger e attivista politico egiziano Alaa Abdel Fattah sono stati nominati dal gruppo GUE/NGL.

– CHREDOOpen DoorsOeuvre d’Orient e Aiuto alla Chiesa che soffre, le organizzazioni per la protezione delle minoranze cristiane in diverse parti del mondo sono state nominate da Philippe Juvin e altri 60 deputati.

– Il movimento ucraino proeuropeo EuroMaidan, rappresentato dal giornalista Mustafa Nayem, dalla vincitrice dell’Eurovisione Ruslana Lyzhychko, dall’attivista Yelyzaveta Schepetylnykova e dalla giornalista Tetiana Chornovol, è stato nominato da Jacek Saryusz-Wolski e altri 52 deputati.

– L’attivista somala-americana, Ayaan Hirsi Ali, militante dei diritti delle donne nelle società islamiche e nota per la sua battagli contro la mutilazione genitale femminile è stato nominata dal gruppo EFDD.

– Il dottor Denis Mukwege, ginecologo congolese specializzato nel trattamento delle vittime di stupro e fondatore dell’ospedale Panzi a Bukavu, nella Repubblica Democratica del Congo, è stato nominato dal S&D, ALDE e Barbara Lochbihler.

– Leyla Yunus, attivista incarcerata in Azerbaigian e militante per i diritti umani, direttrice dell’Istituto di pace e democrazia è stato nominata dal gruppo Verdi/ALE, Alexander Graf Lambsdorff, Marietje Schaake e Ramon Tremosa.

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