Addio dr. Spock, inventore di un saluto molto ebraico

di Davide Foa

leonard-nimoy-spock1“Lunga vita e prosperità”, queste immancabili parole accompagnavano il celebre saluto vulcaniano del Signor Spock, interpretato da Leonard Nemoy nella serie televisiva Star Trek. Nato nel 1931 a Boston da genitori  immigranti ebrei di lingua Yiddish provenienti da Zaslavia in Ucraina e morto all’età di 83 anni il 27 febbraio di quest’anno, Nemoy riuscì ad introdurre nella cultura popolare un gesto semplice apparentemente privo di significato: la mano aperta a formare una “V”, unendo l’indice con il medio e l’anulare con il mignolo.

Ma da dove nasce questo gesto? “Mi trovavo in sinagoga con mio fratello, mio padre e mio nonno”, spiega Nemoy in unintervista del New York Times. “A un certo punto delle persone si coprirono il volto con il talled e iniziarono a cantare”.

Il giovane Leonard rimase impressionato da quel gran vociare disordinato; ricorda che suo padre gli disse di coprirsi gli occhi, ma la sua curiosità era troppo forte: così alzò lo sguardo e vide gli officianti protendere le mani verso il pubblico, mani che si aprivano tra l’anulare e il medio a formare un gesto che sarebbe rimasto impresso nella mente del futuro Signor Spock.

Quel ricordo, quelle mani, gli tornarono in mente anni dopo, quando si trovava sul set per le riprese di Star Trek, precisamente della puntata “Amok Time“. Chiese infatti al regista di introdurre un saluto tra i vulcaniani, ovvero della specie aliena a cui appartiene anche Spock. Il saluto divenne tanto popolare che, pochi giorni dopo l’uscita dell’episodio, la gente per strada salutava Nemoy proprio con quel gesto. “Quasi 50 anni dopo la gente lo fa ancora- commenta l’attore- senza rendersi conto che si stanno benedicendo l’un l’altro con quel gesto”.

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